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29 settembre 2007


INTERVENTI / Il grido della vita... Strappata alla vita...

Il grido della vita... Strappata alla vita...

di
Claudia MAZZARELLA *

È questo il mistero splendido della maternità, la forza umana portata al limite, al massimo della capacità di sopportazione del dolore e della sofferenza, «un viaggio senza ritorno che mette alla luce una creatura, tuo figlio».
La donna vive questo mistero, un dono unico che il Signore le ha donato per tramandare la Sua Parola e la Tradizione dell'uomo.
L’essere  madre comporta  sacrificio, dedizione.
Non vuole apparire questo un discorso femminista, delle frasi retoriche del comune parlare, ma realmente l´essere donna dà una marcia in più:
La capacita di saper “attendere”, come ha fatto portando in grembo il proprio figlio per nove mesi; la capacità di “soffrire”, come ha fatto nel travaglio di parto per metterlo al mondo; la “costanza”  e la “pazienza”, come per nutrire la sua creatura e vederla crescere e fortificare.
Una donna porta in sé l’“amore” immenso, incondizionato, disinteressato che la rende guida dei propri figli.
La maternità è la massima espressione dell’essere donna, sia per una madre naturale, sia per tutte quelle madri che donano il proprio amore ad un figlio in adozione e quelle che hanno tanto tanto amore da donare e depongono ogni loro speranza nella medicina e nella ricerca che possa aiutarle a dissetare il loro profondo desiderio di maternità.
Questo forte e sentito pensiero, che mi sorge spontaneo dall’essere donna, moglie, madre e medico ostetrico che vive nella quotidianità queste realtà che vorrei porre l’accento su  alcuni punti a mio avviso fondamentali in una campagna elettorale volta al “nuovo”.
1. Un aiuto alle madri lavoratrici con asili nido o strutture  attrezzate per bambini sul posto di lavoro, che permettano un più sereno svolgimento del lavoro, un minor assenteismo ed una miglio qualità del prodotto finale;
2. Un serio e decisivo cambiamento, nel rispetto della nostra tradizione Cristiana, riguardo i temi della procreazione medicalmente assistita;
3. La figura, a mio avviso indispensabile, del Ginecologo di base. Così come esiste un medico di famiglia ed un pediatra di base, è fondamentale la figura sul territorio del ginecologo. Questo per non affollare le strutture ospedaliere ed i consultori, con la conseguenti lunghissime liste d’attesa dove una paziente diventa un singolo caso, non una persona con la propria storia clinica. La donna ha bisogno di assistenza dall’infanzia-adolescenza alla menopausa-senescenza. Avere una figura sul territorio che prenda cura di ogni singola donna per un lungo periodo di tempo, permette di realizzare una seria  prevenzione oncologica, un primo livello di infertilità di coppia, una medicina perinatale di base con l´ausilio dei moderni test di screening, ed altro ancora.
Consentitemi un ultimo pensiero. La donna non può, non deve sostituirsi all’uomo. Siamo esseri diversi, ognuno con le proprie energie, attitudini, capacità... la collaborazioe tra uomini e donne, concedetemi il termine, il lavoro d’equipe ha sempre vinto: si dividono le fatiche e si moltiplicano i frutti. Uomini e donne professionisti, giovani carichi di energia con adulti pieni di esperienza devono lavorare insieme, in una unione democratica, per un risultato comune.

* Medico chirurgo, specialista in Ostetricia e Ginecologia. Candidata al Numero 5 nella Lista “I Democratici per Letta” nel collegio n.5 Cerignola per l'assemblea costituente nazionale del Partito Democratico


26 settembre 2007


Ecco i candidati che sostengono Letta e Emiliano, collegio per collegio


Collegio n. 1 SAN SEVERO


Per l’Assemblea costituente nazionale
“I Democratici per Enrico Letta”
1. BOCOLA Italia
2. MOSCATELLA Antonio
3. CRUDO Michela
4. SCUDIERO Maurizio

Per l’Assemblea costituente regionale
“I Democratici per Enrico Letta”
1. RUSSO Salvatore
2. CORDONE Mariarita
3. LAPIETRA Leonardo
4. DEBUCHAMAM Annarosa
5. PIZZICOLI Andrea
6. ANTONINO Iolanda
7. FERRERO Agostino


Collegio n. 2 SAN GIOVANNI ROTONDO

Per l’Assemblea costituente nazionale
“I Democratici per Enrico Letta”
1. RAGNI Aldo
2. PENNE Tina
3. GORGOGLIONE Michele
4. AURELIO Angela

Per l’Assemblea costituente regionale
“I Democratici per Enrico Letta”
1. VERGURA Luigia
2. DIMAGGIO Vincenzo
3. SAVASTANO Raffaella
4. ORLANDO Matteo
5. MAZZONE Michela
6. TURCO Antonio
7. IACOVANGELO Elsa


Collegio n. 3 FOGGIA-LUCERA

Per l’Assemblea costituente nazionale
“I Democratici per Enrico Letta”
1. LUCIANETTI Valentina
2. SIMONELLI Mario
3. FESTA Simona
4. SANTORO Francesco

Per l’Assemblea costituente regionale
“I Democratici per Enrico Letta”
1. CLEMENTE Sergio
2. GENZANO Antonella
3. SCIOSCIA Pietro
4. DOTOLI Anna
5. SARACINO Michele
6. FERRARI Pina
7. PICARO Giovanni


Collegio n. 4 FOGGIA CENTRO


Per l’Assemblea costituente nazionale
“I Democratici per Enrico Letta”
1. MELINO Mario
2. ZINGRILLO Maresa
3. PASTORE Francesco
4. CORTESI Paola

Per l’Assemblea costituente regionale
“I Democratici per Enrico Letta”
1. AZZARONE Lucia Lia
2. DICATALDO Mirko
3. DIFOGGIA Maria
4. PAGLIARA Lelio
5. BOCCIA Michelina
6. MARCHESIELLO Armando
7. FRAZZANO Maria
8. TAMBURRANO Giovanni
9. DESANTIS Giovanna


Collegio n. 5 CERIGNOLA

Per l’Assemblea costituente nazionale
“I Democratici per Enrico Letta”
1. LOBOZZO Sonia
2. ROLLA Antonio
3. FIUME Angela
4. GESSO Gaetano
5. MAZZARELLA Claudia

Per l’Assemblea costituente regionale
“I Democratici per Enrico Letta”
1. DE CASTRO Paolo
2. BRUNO Benedetta
3. PAPARELLA Damiano
4. FREDA Annamaria
5. SGARRO Matteo
6. SANSOZIO Angela
7. VACCA Nicola
8. RINALDI Rosario
9. CICCONE Domenico


Collegio n. 6 MANFREDONIA

Per l’Assemblea costituente nazionale
“I Democratici per Enrico Letta”
1. PRENCIPE Gaetano
2. DALVISIO Lidia Maria
3. PICCOLO Ruggero
4. GIANNATTASIO Giuditta
5. MANZO Francesco

Per l’Assemblea costituente regionale
“I Democratici per Enrico Letta”
1. LOMBARDI Nadia
2. TEDESCO Giustino
3. VALENTINO Concetta
4. CAPACCHIONE Fabio
5. MUOIO Elena
6. SCARANO Libero
7. QUITADAMO Nunziata
8. ANGELILLIS Antonio
9. PICCOLO Lidia
10. OGNISSANTI Francesco
11. RINALDI Marilena


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13 settembre 2007


Attivo www.enricolettafoggia.it

Il comitato provinciale Enrico Letta di Foggia ha attivato un sito Internet all’indirizzo www.enricolettafoggia.it. Suddiviso in quattro sezioni, rappresenta uno strumento di comunicazione per intercettare idee e contributi del mondo della rete.
Nella prima parte è scaricabile il manifesto con cui personalità di diversa estrazione motivano il loro impegno a sostegno della candidatura di Enrico Letta alla segreteria nazionale del Partito Democratico.
La seconda esplicita la composizione dei sei collegi della Provincia di Foggia nonché le indicazioni delle liste dei candidati alle assemblee nazionali e regionali.
Nella terza parte sono riportati i contributi ideali dei sostenitori nonché l’insieme delle attività che animeranno le iniziative nei diversi territori.
La quarta raccoglie links diversi con risorse video e altri materiali utili per farsi un’idea sull’appuntamento di domenica 14 ottobre.
L’ideazione, la progettazione e l’aggiornamento quotidiano sono stati affidati a Mirko Di Cataldo.
Info: enricolettafoggia@hotmail.it


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7 settembre 2007


Ecco il “manifesto” dei lettiani della provincia di Foggia

Al Sud con Enrico Letta, per un Partito Democratico europeo

C’è un tempo per sognare ed un tempo per agire.
Per l’Italia, ed in modo particolare per il Mezzogiorno, per la Puglia e per la Capitanata, è tempo che la politica mostri la sua capacità di tradurre le idee in progetti e di passare dalle parole ai fatti.
Il perdurante differenziale nei tassi di occupazione, negli indici di crescita e di reddito e nei parametri più significativi della qualità della vita, a danno della nostra Provincia e di gran parte del Mezzogiorno rispetto al centro-nord d’Italia, richiede strategie chiare, sollecita interventi urgenti ed indifferibili e soprattutto impone comportamenti coerenti su molte pre-condizioni dello sviluppo:

a) una politica della
legalità che, insieme ad una lotta senza quartiere alle organizzazioni criminali, porti avanti con intransigenza – senza il rinvio ai tempi lunghi dei processi culturali – un’azione di contrasto a tutti i comportamenti che mettono in discussione il rispetto delle regole, la tutela dei beni collettivi, le condizioni di una corretta concorrenza;
b) una politica della
formazione e del merito che punti sulla qualificazione delle strutture formative e sulla valorizzazione delle capacità e dei talenti, contribuendo a sconfiggere le tare ataviche di tanta parte del Mezzogiorno che costringono i giovani migliori a rassegnarsi o ad emigrare;
c) una vera
efficienza della pubblica amministrazione, trasformata nella sua organizzazione e nelle sue regole di funzionamento, affinché renda servizi tempestivi e qualificati ai cittadini che vivono nel Mezzogiorno alle prese, ancora più che al centro-nord, con inefficienza e lassismo;
d) una politica di
tutela dell’ambiente e del territorio, che combatta efficacemente l’abusivismo, l’incuria, l’uso dissennato di beni non riproducibili e affronti con responsabilità e coraggio questioni non più differibili (dai rifiuti, al risparmio energetico, alla limitazione del trasporto privato);
e) una politica delle
infrastrutture che risolva finalmente le perduranti strozzature nelle reti stradali e ferroviarie (come il binario unico verso Termoli e verso Caserta), valorizzi il porto industriale della Capitanata per i traffici marittimi, renda pienamente operativo l’aeroporto “Gino Lisa” e programmi nel tempo la realizzazione di un grande aeroporto;
f) la
riduzione dei costi della politica e l’eliminazione dei privilegi legati all’espletamento di cariche elettive e non;
g) l’affermazione di una
cultura del risultato che valuti le azioni politiche e l’attività della pubblica amministrazione sulla base degli obiettivi assegnati, delle risorse a disposizione e di quelle effettivamente impiegate;
h) una politica che promuova la
partecipazione dei cittadini e il rinnovamento della classe dirigente mediante l’uso delle primarie come regola generale per prendere le decisioni più importanti e per scegliere a tutti i livelli i candidati alle cariche elettive istituzionali e di partito.

Riteniamo che un programma che punti sulla valorizzazione del capitale umano, sull’efficienza della pubblica amministrazione, sulla sicurezza collettiva e la legalità, sulle risorse ambientali e le infrastrutture ed una classe dirigente rinnovata e credibile possano consentire al Mezzogiorno di ridurre il divario rispetto al Centro-nord, di contribuire con forza allo sviluppo del Paese e di essere parte, a pieno titolo, della grande famiglia europea.

E’ per questo che, di fronte alla deriva di un massimalismo miope e controproducente ed al rischio di un riformismo parolaio e inconcludente, sosteniamo la candidatura di Enrico Letta a segretario nazionale per un Partito Democratico in grado di realizzare un programma realmente riformista e di restituire all’agire politico capacità, moralità, innovazione e concretezza.


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7 settembre 2007


Vieste, primi passi del Comitato elettorale per Letta

«Il Partito Democratico deve parlare il linguaggio della modernità e della complessità; deve essere un partito liberale e riformista; un partito nemico della cooptazione e dei corporativismi delle classi dirigenti, che si batte per premiare il merito e le capacità, per sostituire le competenze alle relazioni, per valorizzare una nuova cultura civica dei diritti del cittadino; una forza politica libera dai pregiudizi»: è uno dei passi del documento con cui si è avviata l’attività del comitato elettorale per Enrico Letta, a Vieste.
«Vi sono tanti giovani che vogliono essere protagonisti nella costruzione del nuovo partito con le loro idee, con la loro freschezza e con i loro valori ai quali non si può rispondere che il loro turno è sempre il prossimo», prosegue il documento che in calce reca i nomi dei primi firmatari, essendo aperto alle adesioni di associazioni e movimenti.

Francesco ARGENTIERI – Dirigente DS, Funzionario Comunale
Giuseppe ARMELLINO - Ingegnere
Michele BALDINI – Dirigente DS, Agronomo
Matteo BASANISE - Infermiere
Piero BEVILACQUA – Coordinamento Margherita – Imprenditore edile
Angelo CALDERISI – Dirigente DS, Insegnante
Anna CHINNI – Dirigente DS, Commercialista
Michelangelo DICANDIA – Consigliere Comunale DS, Insegnante
Maria DIRODI – Infermiere professionale
Vincenzo FASANI – Avvocato
Annamaria GIUFFREDA – Direzione Provinciale DS, Medico di base
Enzo IANNOLI – Operaio
Franco INNANGI – Coordinamento Margherita, Commerciante
Mimmo LATORRE – Dirigente DS, Commerciante
Mario LORIZIO – Insegnante
Giuseppe MAGGIORE – Impiegato
Michele MATTERA – Direttore Poste
Michela MAZZONE – Presidente Margherita, Medico
Giovannino MONACIS – Infermiere Professionale
Paolo PRUDENTE – Dirigente DS, Insegnante
Aldo RAGNI – Segretario DS, Imprenditore
Pavolo RIGNANESE - Autista
Michele ROLLO - Insegnante
Giorgio RUSSO – Dirigente DS, Consulente del Lavoro
Matteo SGHERZI– Veterinario
Berardino TOMAIUOLI - Artigiano
Antonio TRAJA – Portavoce Circolo Margherita, Medico
Nicola VIESTE - Commerciante


6 settembre 2007


A Monte Sant’Angelo “I Democratici per Enrico Letta”

Il coordinatore si chiama Francesco Manzo e, lo scorso 31 agosto, ha pubblicato un suo contributo nel sito di Enrico Letta. Adesso dà notizia della costituzione, a Monte Sant’Angelo, del Comitato “I Democratici per Enrico Letta”, sottolineando che la forza del Pd «sta anche nel prendere atto della necessità che nei territori si affermi una nuova classe dirigente».«Vi sono tanti giovani che vogliono essere protagonisti nella costruzione del nuovo partito con le loro idee, con la loro freschezza e con i loro valori ai quali non si può rispondere che il loro turno è sempre il prossimo -spiega Manzo-. Per queste ragioni invitiamo a sostenere la candidatura di Enrico Letta, perché è l’espressione di quel rinnovamento programmatico e generazionale necessario al Partito Democratico ed al Paese».
Nell’analisi prospettata dal Comitato, c’è spazio anche per un giudizio sulla situazione locale: «Dopo le recenti elezioni amministrative della primavera, oggi la sensazione immediata è che Monte Sant’Angelo abbia toccato il fondo, non c’è più dialogo, non c’è certezza di sviluppo economico, non c’è speranza e nessuna politica di prospettiva».
Fra i compiti assegnati al Partito Democratico c’è la riconsegna, a Monte Sant’Angelo, del «ruolo che gli spetta nell’economia turistica, principalmente attraverso: la ricollocazione del centro storico nei flussi turistici; la realizzazione di nuove infrastrutture; la valorizzazione economica, turistica e culturale del centro storico, proponendolo come attrazione sia per il tempo libero che per le attività formative universitarie; la qualificazione del centro urbano, attraverso l’insediamento anche di nuove attività artigianali e commerciali, nonché la prosecuzione di interventi di ammodernamento urbano recuperando la centralità della Basilica di San Michele. Infine ma non per ultimo va tutelata la salvaguardia e la valorizzazione del nostro patrimonio naturale grazie al Parco Nazionale del Gargano».
La campagna di adesione è organizzata con tavoli itineranti che saranno collocati nei luoghi di maggiore transito dei cittadini. nel sito di Enrico Letta. Adesso dà notizia della costituzione, a Monte Sant’Angelo, del Comitato “I Democratici per Enrico Letta”, sottolineando che la forza del Pd «sta anche nel prendere atto della necessità che nei territori si affermi una nuova classe dirigente».


5 settembre 2007


Comitato per Letta: ieri riunione a Lucera, venerdì a Foggia

Ieri, martedì 4 settembre, presso la sede dell’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Lucera, si è svolto un primo incontro tra i sostenitori della candidatura di Enrico Letta, attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a segretario nazionale del Partito Democratico.
All’incontro hanno partecipato numerosi esponenti lucerini della Margherita, dei Democratici di Sinistra, del mondo sindacale e dell’imprenditoria cooperativa ed amministratori e dirigenti politici provenienti da Foggia e dal Subappennino Dauno.
I lavori di questo primo incontro sono stati coordinati da Gaetano Prencipe ed Aldo Ragni, insieme a Filippo Mantuano e Michele Ricci (nella foto), membri del Comitato provinciale “14 Ottobre”.
Si è trattato di una riunione dal carattere preliminare durante la quale ci si è  soffermati sull’analisi e la discussione delle regole che disciplinano la fase costituente nazionale e regionale e la presentazione delle relative liste.
Il collegio che raggruppa Lucera, 32 sezioni di Foggia e l’intero Subappennino Dauno sarà chiamato ad eleggere 4 delegati per la Costituente nazionale e 7 per la Costituente regionale.
Dall’incontro è emersa una sostanziale unità di intenti nella volontà di costruire liste conformi agli obbiettivi programmatici che Enrico Letta si propone di perseguire candidandosi alla guida del PD a partire dal rinnovamento della classe politica sia a livello locale che a livello nazionale.
Se, infatti, la presenza delle donne è obbligata dal regolamento nella proporzione del 50%, forte deve essere anche la presenza di quelle giovani generazioni che sentono di poter dare il proprio contributo alla costruzione del PD.
Prencipe ha posto con forza il tema della costruzione dei Comitati promotori cittadini del PD perché non deve essere perso di vista l’obiettivo principale che è appunto la costruzione di un forte e coeso Partito Democratico.
Si è deciso così di convocare un nuovo incontro dei sostenitori della candidatura di Letta nel collegio Foggia-Lucera che si terrà venerdì 7 settembre, presso l’associazione “l’Aquilone” a Foggia, presso Parco San Felice, per costituire un coordinamento di collegio che dovrà vedere la partecipazione di tutti i sindaci del Subappenino che sostengono la candidatura e delle personalità di Lucera e dell’area foggiana che rientra nel collegio che avrà il compito di programmare l’attività politica ed elettorale di quest’area e avviare il confronto sulla composizione delle liste dei delegati alle assemblee costituenti nazionali e regionali.


4 settembre 2007


Ragni, aprire davvero un ciclo nuovo

Pubblichiamo di seguito l'intervento che il segretario cittadino dei Ds di Vieste, Aldo Ragni, ha tenuto ieri all'incontro pubblico con Enrico Letta, candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico, a Foggia, nella Sala del Tribunale della Dogana.

Aprire un ciclo nuovo

di ALDO RAGNI

«Il nostro compito è di aprire un ciclo nuovo nella vita dell’Italia, della sua democrazia e delle sue istituzioni».
Con questa frase si apriva la mozione che Piero Fassino ha presentato al congresso DS dello scorso aprile, con la quale a larga maggioranza decidemmo la trasformazione dell’Ulivo in Partito Democratico.
In queste settimane nelle quali siamo impegnati alla preparazione delle liste ed alla formazione dei vari comitati è diventato un po’ un obbligo "prendere partito" e dire con quale candidato ti schieri col rischio che tutto si risolva nel piantare una bandiera, cercando di farlo col massimo del consenso.
Limitare la discussione sulla preferenza per un candidato rispetto ad un altro rischia, infatti, di svuotare di contenuti il processo di costruzione del PD e di farci perdere di vista il vero obiettivo al quale dobbiamo lavorare, la nascita di un vero e grande partito riformista di centrosinistra.
Occorre riportare al centro della discussione il progetto anche se in molti preferiscono discutere di liste, organigrammi, posti.
Un partito, infatti, non nasce per riposizionare i gruppi dirigenti o per sostenere meglio un governo o perché la contingenza del sistema politico lo richiede; se fosse così non si andrebbe molto lontano.
Un partito nasce da una lettura del tempo, del mondo, da una visione: che nel nostro caso si fonda sulla centralità dell'individuo.
La persona, dunque, come la chiave più moderna di una crescita che fonde benessere e cittadinanza.
E l’accesso alla cittadinanza di milioni di uomini e donne che oggi (nel mondo, ma anche in Italia e soprattutto qui al Sud) sono meno liberi di altri, perché nascono nel posto sbagliato, nella famiglia sbagliata o semplicemente per quello che sono, deve rappresentare un punto cardine del progetto del nuovo partito.
In fondo qui, il PD appunto, sta il punto di incontro tra la cultura liberale, il solidarismo cristiano e una sinistra che non rinuncia alla sua battaglia per l’uguaglianza.
Ma il PD avrà successo se milioni di persone lo vivranno come un fatto nuovo. E come un atto di coraggio.
E perché questo accada noi non possiamo descrivere un'operazione tanto ambiziosa – lo dico soprattutto ai miei amici e compagni di partito - in continuità lineare con tutto quello che abbiamo detto e fatto nel corso degli ultimi quindici anni.
E' vero, senza l'Ulivo, la tenacia dei DS, i gruppi unici in Parlamento e soprattutto le primarie dell’ottobre 2005, oggi non potremmo neppure parlare di PD.
Ma – diciamoci la verità – per anni molti di noi hanno sempre pensato che le ragioni oggi assorbite nel PD dovessero trovare sbocco dentro il solco e l'evoluzione della sinistra italiana.
Su questo abbiamo investito, con generosità ma senza successo.
Abbiamo allora accettato una scommessa diversa, la sfida che ci ha chiesto di raccogliere Romano Prodi alle elezioni europee del 2004, Uniti nell’Ulivo. Da lì è poi partito tutto.
Abbiamo imboccato una strada che va oltre la sinistra e che investe culture che del riformismo hanno una matrice, valori e radici diverse.
Riconoscere che abbiamo preso una strada diversa significa rendere più forte questa nostra innovazione.
Nel senso che il successo del nuovo partito deve essere il frutto di una rottura, di un balzo, non di un compimento.
Io capisco il senso nel rivendicare quella continuità perché rappresenta una garanzia in più per una classe dirigente che ha moltissimi meriti nella vicenda di questi anni.
Primo tra tutti aver portato la sinistra a vincere e a governare in tante città e regioni. Per due volte nel Paese. Ma bisogna distinguere. E capire che la forza di questo progetto sarà anche - non solo, ma anche - nel prendere atto che una classe dirigente non può condurre con la stessa forza e credibilità stagioni diverse.
E che la sfida adesso è accompagnare questo processo, nella consapevolezza che toccherà ad altri proseguire il percorso.
Penso che dirlo - con rispetto, con misura, ma dirlo - non sia solo un atto di sincerità. Ma anche un attestato di stima verso chi ha creato le condizioni per giungere fino qui. Mentre tacere di questo sarebbe oggi una reticenza.
Non ne faccio una questione anagrafica o di provenienza partitica ma di credibilità del progetto politico. Dobbiamo pensare a domani, non a ieri.
Lo abbiamo detto in tante lingue, il PD è il primo partito post ideologico di questo Paese.
È il partito che ci consente di consegnare definitivamente alla storia le divisioni ideologiche tra le famiglie dei democratici e dei riformisti che hanno attraversato la storia del secolo scorso.
Dobbiamo avere il coraggio di guardare avanti, di guardare sì con simpatia al passato ma soprattutto con curiosità al futuro.
Abbiamo bisogno di aprire le nostre menti alle nuove sfide alle quali questo secolo ci mette di fronte.
Ed io dico che una delle sfide principali nel nostro paese è la lotta alla cooptazione.
Mi convinco sempre di più che il vero dramma di questo Paese (nella politica come nell’economia) è che ci sono un paio di generazioni che sono fuori dalla porta.
E che magari sono proprio quelle generazioni, come dice Francesco Boccia, in grado di dare il meglio di loro stessi proprio nel periodo della loro vita in cui sono tenute fuori.
Le ragioni di fondo di questo ritardo sono sostanzialmente due: il familismo (specie in economia) che premia la parentela e, appunto, la cooptazione (dove in politica gli esempi si sprecano) che premia la fedeltà.
Il problema della cooptazione qual è: che i tempi non li decide il cooptato ma il cooptante che, per ovvie ragioni, tende sempre a spostare in avanti l’appuntamento della sostituzione.
Per restare al tema del PD ci sono tanti giovani che vogliono essere protagonisti nella costruzione del nuovo partito con le proprie idee, con la propria passione, con la propria freschezza ai quali non si può dire che il loro turno è sempre il prossimo.
Nel libro di Andrea Romano, Compagni di scuola, troviamo le ragioni di tutto ciò: il gruppo dirigente che gestisce le sorti della sinistra italiana da oltre vent’anni - a Roma come a Foggia - si scontra, si combatte, si fa gli sgambetti, ma alla fine non ha mai smesso di fare squadra tra loro in una logica di sopravvivenza comune che aveva lo scopo di ridurre i pericoli dell'inserimento sulla scena di altri potenziali protagonisti.
Ecco perché per superare questi ancoraggi occorre un investimento, anzitutto culturale, tale da imporre regole per la selezione delle classi dirigenti come bussola per la modernizzazione del Paese.
Ecco perché credo che delle primarie dobbiamo farne lo strumento indiscusso di selezione delle classi dirigenti a partire dalla candidatura per il prossimo Presidente della Provincia.
Perché tutti devono sentirsi in discussione. Non esistono posizioni di rendita acquisite per sempre. Nulla è dovuto, tutto si deve conquistare.
Dove sta scritto che un Presidente, un Sindaco, un Parlamentare o un Consigliere Comunale deve essere per forza ricandidato a quella carica?!
La candidatura di Letta esprime il senso e le stesse ragioni per le quali stiamo costruendo il PD restituendo alle primarie il valore della competizione.
La stessa candidatura di Emiliano alla segreteria regionale dimostra questo e le reazioni scomposte e nervose di una parte di quel gruppo dirigente che oggi subisce quella candidatura ma che si è rivelato così debole da non potersi opporre che cosa dimostra se non la paura di mettersi in discussione.
Alle primarie del 14 ottobre non si mette in discussione ciò che di buono e persino di grande è stato fatto sin qui.
Al centro del confronto c’è ciò che di buono e speriamo di ancora più grande faremo da qui in avanti.
Ed è su quello che saremo giudicati.


3 settembre 2007


Oggi Enrico Letta a Foggia

Doveva essere una delle tappe pugliesi. Invece Foggia sarà proscenio regionale unico per Enrico Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico.
Alle 16:30 di oggi, Letta terrà una conferenza stampa nella Sala Giunta dell’Amministrazione provinciale, un’ora dopo raggiungerà la Sala del Tribunale della Dogana per un incontro pubblico.
Ieri pomeriggio Letta è stato a Benevento dove ha centrato il suo intervento sulle potenzialità del Mezzogiorno, chiamato ad una sfida comunitaria su energia e ambiente, come anticipato su pdfoggia.it dall’intervento del coordinatore nazionale della sua campagna, l’europarlamentare Gianni Pittella. «Vogliamo riformare davvero il Paese non parlare di riforme –ha detto Letta a Benevento-. Un riformismo coerente a partire dal welfare, dalle infrastrutture e soprattutto dal capitale umano».


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2 settembre 2007


Pittella, i temi che portano Letta nel Sud

Il presidente della Delegazione italiana nel Gruppo del PSE al Parlamento europeo, Gianni Pittella, interviene alla vigilia della tappa foggiana di Enrico Letta, candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico.

Il Mezzogiorno può essere il protagonista della sfida energetica

di GIANNI PITTELLA

Dopo essere stato il 31 agosto in Basilicata a Maratea e Policoro, il 1° settembre ad Avellino e Benevento, il 3 settembre Enrico Letta sarà a Napoli e Foggia. Al centro di tali incontri ci sono stati e ci saranno i temi del Mezzogiorno e tra questi l’idea, già raccolta da Letta, che il Mezzogiorno possa diventare la piattaforma italiana per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Il settore energetico è il settore del domani ed il Mezzogiorno ha le caratteristiche migliori in Italia per aumentare la produzione di energie alternative come il solare a concentrazione, il solare fotovoltaico e l’eolico.
Al di là della piena partecipazione al raggiungimento dell’obiettivo dell’Unione Europea, che è quello di triplicare gli investimenti nelle fonti alternative per il 2020, sono almeno tre le grandi opportunità per il Mezzogiorno legate alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
In primo luogo, lo sfruttamento del vantaggio tecnologico che l'Italia, grazie soprattutto a progetti di ricerca condotti dall'Enea, ha nella produzione da solare a concentrazione. In Sicilia si assisterà alla realizzazione del primo impianto che utilizza queste innovazioni tecnologiche. Inoltre, non bisogna dimenticare cosa può rappresentare nei prossimi anni, a livello mondiale, il vettore idrogeno prodotto da mix di fonti energetiche.
In secondo luogo, la realizzazione di impianti di produzione di energia necessita della fornitura di nuovi componenti. Lo sviluppo di un’industria della componentistica per la produzione energetica può trovare nel Mezzogiorno interessanti possibilità di localizzazione, e può contribuire in maniera decisiva alla maggiore competitività del territorio nella produzione rivolta anche ad un mercato internazionale in crescita continua. In questo senso, il primo screening di proposte di “Industria 2015” relative al Progetto di Innovazione Industriale “Efficienza energetica” può essere un interessante punto di partenza. Su 1067 proposte pervenute, oltre un terzo riguardano possibili investimenti nel Mezzogiorno. Accelerare la valutazione della validità delle proposte e, d’intesa con le Regioni, accelerare i possibili investimenti nel Mezzogiorno utilizzando i fondi europei come volano è una cosa da fare subito.
In terzo luogo, la politica energetica è un elemento cruciale dello sviluppo delle relazioni euro-mediterranee dei prossimi anni, sia per quanto riguarda l’olio e il gas, ma ancora di più in relazione alle potenzialità dell’energia solare. Avviare accordi di collaborazione finalizzati al consolidamento e trasferimento di tecnologie più efficienti per la produzione di energia solare è la strada da percorrere per attuare politiche lungimiranti. Da questo punto di vista i dati sull’irradiamento solare medio giornaliero, non solo devono portare il Mezzogiorno a sfruttare il proprio potenziale endogeno, ma anche a stabilire rapporti virtuosi con i paesi della sponda Sud del Mediterraneo. Basti pensare ai 9 milioni di Kmq su cui si estende il Sahara, dove, in un futuro non lontano, potrebbe essere prodotto idrogeno da energia solare sufficiente a soddisfare la domanda di energia di tutta l’Africa e tutta l’Europa a 25.

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