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9 settembre 2007


Violante, lascio a fine legislatura perché servono politici nuovi

«La politica ha bisogno di politici nuovi e quindi questa sarà per me l'ultima legislatura; beninteso lascerò il posto a condizione che non mi sostituisca qualcuno della mia stessa eta». Lo ha detto Luciano Violante (nella foto alla fiaccolata antimafia del 2004, a Foggia, con Mimmo Di Gioia, Sabino Colangelo e Orazio Ciliberti) intervenendo ad Aosta a un convegno sulla costituzione del Partito Democratico. «I partiti storici -ha proseguito l'ex presidente della Camera- hanno esaurito la loro funzione storica anche perché é mutata la società, è necessario sbrigarci a costituire il Pd altrimenti altri ci sopravanzeranno». Violante ha infine sottolineato che «si è messo in moto un processo di riaggregazione: a destra così come a sinistra stanno studiando coma fare». Per l’esponente ds il Pd deve mettere dalla stessa parte tutti i riformatori «e saremo tanto più credibili quanto più indicheremo con precisione cosa vogliamo fare».


30 agosto 2007


“Laboratori aperti” nelle quattro province abruzzesi

Due giovani dirigenti della Margherita abruzzese, il lancianese Francesco Piccirilli, componente della direzione regionale dei Dl, e il pescarese Massimiliano Perazzetti, membro dell’assemblea federale e del comitato promotore regionale del Partito Democratico, in queste settimane stanno dando vita a un'iniziativa originale, che si proietta oltre la data del 14 ottobre. Si tratta dei “Laboratori aperti dei democratici riformisti”. I primi due “Laboratori aperti” sono nati a Lanciano, in provincia di Chieti, e a Città Sant’Angelo, in provincia di Pescara. Il progetto-sistema coinvolge le quattro province abruzzesi, che saranno messe in rete con un laboratorio aperto regionale, sintesi delle progettualità politiche e programmatiche rappresentate dai territori. Diverse città di piccole e medie dimensioni hanno già aderito. Il progetto prevede la costituzione di luoghi di incontro aperti per partecipare, interagire e confrontarsi con gli amministratori locali su progetti, temi e vertenze ed elaborare proposte organizzative.
Sono una trentina le città abruzzesi dove i dirigenti regionali della Margherita stanno organizzando i “Laboratori aperti” assieme agli amministratori locali e agli esponenti dei Democratici di sinistra, e a breve saranno messi in Internet i primi laboratori locali. A livello regionale il laboratorio aperto di sintesi sarà costituito i primi di settembre.
A ottobre arriverà in Abruzzo il sindaco di Venezia e direttore del Centro di formazione politica (Cfp) di Milano, Massimo Cacciari. «Il Laboratorio diventerà a breve uno strumento indispensabile e innovativo, dove i giovani amministratori abruzzesi potranno confrontarsi liberamente sulla necessità del fare politica unitamente alle collettività -spiegano Piccirilli e Perazzetti- pensando che il parametro di riferimento da recuperare è la tutela del bene pubblico, confinata ad un angolo da una classe dirigente priva di spinta propulsiva».


30 agosto 2007


Bassolino, il Partito democratico deve essere costruito per i giovani e per dare una risposta al Sud

Oltre a quello siciliano di Lipari che si chiude venerdì, c’è un altro camping organizzato dai “Giovani per il Partito Democratico con Veltroni”, organizzato dai ragazzi della Sinistra Giovanile a Vico Equense, in provincia di Napoli. Nel primo incontro con gli esponenti del nuovo partito, i giovani dei Ds hanno lancato una proposta: «Le liste che si presentano alle primarie nei singoli territori –ha spiegato Nicola Corrado, assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Castellammare di Stabia- devono indicare uno slogan e dichiarare il loro diretto contrasto ai clan, chiamandoli per nome. Così, nel collegio stabiese tutte le liste porterebbero l’indicazione di essere contro i D’Alessandro, i Cesarano, gli Imparato, gli Omobono-Scarpa».
Corrado è un assessore molto impegnato nel sociale. Nel gennaio di quest’anno, fece clamore la sua iniziativa “Facciamo scoppiare la pace negli stadi”, successiva alla morte del poliziotto Filippo Raciti, che coinvolse tutte le città campane le cui squadre di calcio militavano nel girone B della serie C1 e anche Manfredonia, attraverso l’assessore allo Sport Pasquale Bisceglia.

Nel suo intervento, Antonio Bassolino, ha replicato che il Pd «deve essere anche contro: contro la camorra, contro l’illegalità, contro le disuguaglianze e contro i tentativi di non far contare i cittadini». Il presidente della Regione Campania ha ricordato l’esperienza del campeggio del 1992: «Tempi di battaglie importanti contro la camorra, come il corteo di Ottaviano e la sfida sotto il castello in cui viveva ancora la sorella di Raffaele Cutolo o come le manifestazioni nella sezione del Pci a Casal di Principe contro il boss Sandokan».
Rivolgendosi alla platea di giovani Bassolino sottolinea che la loro è la generazione figlia di quelle battaglie: «Non tocca a me dirvi come costruire la vostra esperienza nel Pd, tocca a voi costruirla nel nome della libertà e della democrazia e rafforzando una peculiarità meridionale contro la criminalità organizzata. All’epoca, quando ero giovane, la mia spinta fu di contrastare i caporali che andavano a tastare i muscoli dei braccianti prima di sceglierli per un lavoro. Voi avete il compito di non avere nostalgie sbagliate ma la passione contro le disuguaglianze», dice ancora Bassolino.
«Lo Svimez – ha concluso il presidente della Regione- ci dice che il 40 per cento dei laureati del Sud emigra al Nord. Questo è un grande tema per il Partito democratico che porta con sé il tema della qualità dello sviluppo».


30 agosto 2007


Nel Sud laurearsi è importante, ma solo se si proviene da una famiglia giusta

Per trovare lavoro, la laurea serve poco anche al Sud. A lanciare l'allarme per i giovani studenti è un’indagine della Svimez secondo cui nel Mezzogiorno almeno uno dei laureati meridionali (contro il 12% dei colleghi che si sono trasferiti al Nord), dopo ben tre anni dal termine degli studi, trova lavoro solo con canali informali. Come il parente che fa la raccomandazione o il passaparola dell'amico dell'amico.
È stato uno dei temi centrali affrontati nell’incontro di ieri sera nella sede del Comitato “14 Ottobre” della provincia di Foggia, dove è affiorato l’altro dato analizzato sempre dalla Svimez nell’ultimo Rapporto sull’Economia nel Mezzogiorno (nella foto), presentato il 10 luglio scorso: dal 1997 a oggi, in media, si sono trasferiti dal Sud al Nord oltre 100mila lavoratori all’anno.
Il quadro peggiora se si considerano i dati generali sulla mobilità, evidenziati da quest’altro studio che analizza la “migrazione” dei laureati: nonostante il titolo di studio conseguito nel 2001, sul totale degli occupati, il 72% al Sud non hanno modificato il proprio status, contro il 61% del Centro-Nord.
Nel 2004 (ultimi dati disponibili) è stato forte anche il numero di coloro che hanno provato i concorsi pubblici (15%), mentre trovare lavoro con il collocamento pubblico e privato è servito solo a un'estrema minoranza: rispettivamente 1,7 e 2,3%.
Nel Sud infatti, laurearsi è importante, si legge nello studio, ma solo «se si proviene dalla famiglia giusta, non solo perchè ricca ma pure perchè inserita in un reticolo di rapporti sociali».
Per le famiglie dei ceti sociali più bassi l'investimento negli studi universitari è rischioso. «La laurea riduce il rischio che lo studente resti disoccupato, ma non riduce il rischio di trovare un'occupazione mal retribuita». Lo dimostra il fatto che i giovani meridionali nel Centro-Nord ottengono spesso condizioni contrattuali peggiori di quelle conseguite da coloro che restano nel Mezzogiorno. Il 60,3% dei laureati meridionali che lavorano al Centro-Nord, a tre anni dalla laurea, è impiegato con un contratto a tempo determinato e lo 0,9% lavora senza contratto a fronte del 41,7% e dello 0,3% dei laureati e occupati nel Mezzogiorno.
A livello regionale, i laureati meridionali più fortunati abitano in Sardegna, con il 64% degli occupati che nel 2004 aveva studiato e trovato lavoro in regione, a fronte di una media Mezzogiorno del 53,6%. I più sfortunati in Molise, con solo il 39,9% degli occupati. I meridionali laureati al Centro-Nord presentano tassi di occupazione assai elevati, con un minimo del 69,1% in Calabria e un massimo dell'83,9% in Abruzzo e Sicilia.


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29 agosto 2007


Incontro al Comitato "14 Ottobre" per preparare il "forum" provinciale dei giovani

Un lavoro di qualità qui dove si è scelto di studiare, liberare la comunità dall’emergenza criminale, avere Amministrazioni locali più coraggiose nell’innovazione: sono questi i tre segni distintivi con cui i giovani vorrebbero marcare la spinta che viene dal Partito Democratico.
Sono la sintesi di circa due ore di confronto che, questa sera, nella sede del Comitato “14 Ottobre” della provincia di Foggia, si è articolato tra alcuni ragazzi e l’Ufficio di Presidenza: primo incontro in vista del “forum” provinciale sui giovani da organizzare entro il 20 settembre.
Nei locali di Via Matteotti 35 erano presenti esponenti della Sinistra Giovanile, dell’Associazione Laureati dell’Università di Foggia, dell’Unione degli Studenti, dell’associazione “Moto Perpetuo” e di altre realtà del volontariato sociale.

Prima dell’incontro, l’Ufficio di Presidenza aveva messo a punto alcuni elementi dell’organizzazione delle Primarie del 14 ottobre: dall’istituzione dell’Ufficio tecnico-amministrativo provinciale, che deve governare i meccanismi preparatori delle liste e le operazioni di voto, all’indicazione del termine del 5 settembre per la costituzione dei Comitati “14 Ottobre” cittadini.

Venerdì 31 agosto prossimo, nella sede di Via Matteotti 35, alle ore 11:30, si svolgerà una conferenza stampa di presentazione del Comitato provinciale per Enrico Letta, nel corso della quale il coordinatore provinciale della Margherita, Gaetano Prencipe, il capogruppo della Margherita in Consiglio regionale, Franco Ognissanti, e il segretario dei Democratici di Sinistra di Vieste, Aldo Ragni, presenteranno il programma delle iniziative che si svilupperanno in Capitanata. Tra queste, la manifestazione di lunedì 3 settembre, a Palazzo Dogana, che vedrà la presenza dello stesso sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, candidato alla Segreteria nazionale del Partito Democratico.

Sempre lunedì 3 settembre, alle ore 19:30, torneranno a riunirsi tutti i 39 componenti del Comitato provinciale “14 Ottobre”, ai quali l’Ufficio di Presidenza proporrà di integrare la composizione con 4-5 giovani. Nel corso della riunione sarà anche determinata la data dell’altro “forum” provinciale, dedicato alle donne.


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22 agosto 2007


Un parterre di giovani chiude la Festa dell’Unità e dell’Ulivo di San Nicandro

Si conclude questa sera la tre giorni della Festa dell'Unità e dell’Ulivo a San Nicandro Garganico. Il dibattito ha come titolo “Per un nuovo umanesimo nella politica. L'impegno dei giovani e il ruolo dei partiti”. E coloro che lo animeranno sono una testimonianza di quanto il rinnovamento anagrafico abbia già conosciuto punte importanti. L’incontro sarà, infatti, coordinato da Matteo Vocale, un giovane membro della locale segreteria dei Democratici di Sinistra. Vi partecipano il sindaco di San Nicandro, Costantino Squeo; Gianluca Ruotolo, già segretario provinciale della Sinistra Giovanile di Capitanata e oggi giovanissimo responsabile organizzativo della Segreteria provinciale dei Democratici di Sinistra; l'assessore regionale alla Trasparenza Guglielmo Minervini.
L'Accademia dell'Acquasale di Ischitella proporrà anche stasera specialità gastronomiche ispirate ai prodotti del Gargano. Alle 22.00 l'evento musicale clou, il concerto della compagine di ricerca e musica del Promontorio, .


21 agosto 2007


LETTERA APERTA / Da giovane a donna della Margherita: costruiamo il nostro futuro

Oggi La Gazzetta di Capitanata (inserto della Gazzzetta del Mezzogiorno dedicato alla provincia di Foggia), alla pagina 2, ha pubblicato un intervento di Mariarita Cordone, componente dell'Ufficio di Presidenza del Comitato "14 Ottobre" della provincia di Foggia. Lo riproponiamo di seguito.

di Mariarita Cordone *

Vi chiederete: chi è questa perfetta sconosciuta che si prende  il libero arbitrio di scrivere una lettera? Bene, da parte mia, forse, ho ancora la voglia di credere, sì di credere in qualcosa di nuovo, sì nuovo come il Partito Democratico.
Per me tutto iniziò come giovane della Margherita. Un amico mi chiese di partecipare a un corso per giovani politici. Scettica più che mai, ci andai. Reazione: un pesce fuor d’acqua. Ma non mollai…
Partecipai alla Consulta del Mezzogiorno ed è lì che ebbi l’intuizione: io e altri ragazzi come me, incontrammo Francesco Rutelli. Rutelli si sedette con noi, gambe incrociate, seduti sulla moquette dell’albergo a parlare dei nostri sogni, delle passioni, speranze, lavoro. Le domande arrivavano a fiotti e lui ci rispondeva senza paroloni, ma leggendo nei nostri occhi quella voglia tipica di chi crede nei cambiamenti. Allora decidemmo di dare inizio alla nostra avventura, di mettere per iscritto tutto ciò che passava per le nostre menti, giovani e soprattutto inesperte. C’è l’abbiamo fatta: ci siamo costituiti, i “Giovani della Margherita”, dopo un cammino durato un anno, fatto d’incontri tutti i martedì di ogni settimana, di ogni mese, anche di agosto.
Il lavoro paga in questo caso: si è aperto un mondo nuovo fatto di esperienze, persone, lotte. Forse sarà stato anche il momento, ci siamo trovati coinvolti nella Primavera pugliese e in occasione delle primarie, forse sono stata fortunata, ma ho conosciuto il meglio della politica incontrando uomini che veramente credevano nel progetto, giovani uomini che hanno alzato anche la voce per noi che voce non avevamo.
A questi uomini dico grazie e a questi uomini mi rivolgo: siati sempre voi stessi, ricordate che dentro di voi palpita ancora l’entusiasmo che appartiene ai vostri cuori, lo stesso entusiasmo che appartiene ai giovani, perché, come dice un mio amico, la politica è cuore e passione.
Però, cari amici, una mattina mi sono svegliata e non avevo più l’età, non ero più giovane. Avevo comunque qualcosa che poteva fare la differenza: sono donna. Se potessi, lo scriverei a lettere cubitali. Sono felice di esserlo come sono felice dell’opportunità che ci viene offerta. Non prendiamo tutto dal lato negativo, tanto non ci sarà regalato nulla. È solo un’opportunità che ci dovevano: ora tocca a noi affilare le unghie e scendere in campo e, poi, cosa ci spaventa? Noi che siamo abituate alla concertazione tutti i giorni in famiglia, al lavoro, con i figli, la casa; noi che siamo pronte ad ascoltare  e metterci in discussione sempre con tutto e tutti ogni giorno, siamo alle prese con bilanci e consuntivi: questo e altro è donna.
In questo momento più che mai abbiamo bisogno di far sentire la nostra voce, noi abbiamo bisogno di parlare, fare che la nostra forza sia la forza di altre donne che forza non hanno. Abbiamo il dovere, le  capacità e la necessità di costruire uno spazio tutto nostro dove dialogare, comunicare esperienze e conoscenze: quello spazio può darci l’aiuto necessario per compiere l’impossibile.
Per questo e altri mille motivi chiedo alle donne e ai giovani di credere nei cambiamenti, di credere nel Partito Democratico, di avvicinarsi alla politica con gli occhi di un bambino: pieni di quella voglia di capire, imparare, sperimentare…
Non abbiate paura! I cambiamenti fanno bene perché, di gente come voi, noi abbiamo bisogno per un nuovo partito, non per un partito nuovo. Questo e altro saranno i Democratici perché io ci credo: non chiamatemi utopica solo perché guardo con gli occhi di chi è disposto a cambiare pur sapendo che la fusione di due partiti come i Ds e i Dl non sarà facile e neanche indolore.
È una strada tutta in salita e, come tutte le salite, sarà dura. Ma alla fine bisogna vedere la luce, bisogna credere negli ideali che questa società ha fatto affievolire, se non sparire. Noi crediamo in un cambiamento non di facciata ma reale, un cambiamento che non significa mettere da parte chi ha dato tanto, sia in politica che nella società, ma mettere insieme l’esperienza e l’entusiasmo, unire la capacità e la determinazione, la sicurezza alle paure, noi vogliamo non solo la somma dei partiti ma la somma della società.
Solo se saremo protagonisti del cambiamento, costruiremo qualcosa molto vicino a quelle che sono le aspettative dei giovani e delle donne, alle quali chiedo di partecipare attivamente, di coinvolgere e farsi coinvolgere in modo da poter dire domani “Sono stata protagonista”: artefice del nostro futuro, che tutti ci auguriamo sia un futuro migliore vissuto in un paese migliore.


* L’autrice è insegnante, dirigente DL-Margherita di San Paolo di Civitate e componente dell’Ufficio di Presidenza del Comitato “14 Ottobre”


21 agosto 2007


Ecco il Manifesto per i giovani

Costruire un Partito democratico che sappia dare voce a una generazione che vuole essere protagonista nella costruzione di una provincia di Ragusa sempre più giovane e dinamica. È questo il senso del Manifesto “Per una nuova generazione della Provincia iblea”, elaborato dal coordinatore regionale dei Giovani della Margherita in Sicilia Paolo Borrometi, il giornalista Rudy Francesco Calvo, il rappresentante degli studenti dell’Università di Catania Eugenio Arnaudo e il componente del Comitato provinciale per il Pd Gianni Scala. Quattro giovani provenienti da esperienze politiche, sociali e professionali differenti, che hanno scelto di scommettere su un partito nuovo, finalmente in grado di rinnovare il sistema politico italiano. «Il Pd e le elezioni del 14 ottobre – afferma Rudy Francesco Calvo, giornalista – rappresentano un’occasione forse irripetibile per superare la diffidenza dei cittadini nei confronti della politica. Per questo, abbiamo deciso di presentare un documento che ponga al nuovo partito obiettivi chiari e che riteniamo prioritari per i giovani e per tutta la comunità: la protezione dell’ambiente, la dotazione di infrastrutture, lo sviluppo turistico, la riduzione dei costi della politica, la formazione e l’inserimento nel mondo del lavoro».
L’adesione al Manifesto, che riportiamo di seguito, è aperta a tutti i giovani e meno giovani che ne condividono la visione, i contenuti riformisti e gli intenti, residenti non solo nella provincia di Ragusa, ma anche nel resto della Sicilia e d’Italia.



Manifesto “Per una nuova generazione della provincia iblea”
 
A partire dal prossimo 14 ottobre il panorama politico italiano è destinato a cambiare. Noi vogliamo che la nascita del Partito democratico porti con sé non solo una necessaria semplificazione del sistema politico, ma anche un nuovo e diverso rapporto tra i cittadini e i loro rappresentanti. La decisione di affidare direttamente ai sostenitori del nuovo partito il compito di eleggere il segretario nazionale e quelli regionali del Pd rappresenta già un’importante novità, mai sperimentata in Europa. Ma questo rapporto diretto non potrà interrompersi il giorno dopo, bensì diventare una costante nella selezione della classe dirigente e dei candidati del nuovo partito, anche con modalità diverse e innovative. Anche per questo, vediamo il Pd come un partito realmente federale, che assegni non solo formalmente ai singoli territori ampia autonomia nelle scelte politiche.

Nella provincia di Ragusa, così come nel resto della Sicilia e in altre regioni italiane, il centrosinistra è stato condannato negli ultimi anni a una posizione cronicamente minoritaria rispetto allo schieramento opposto, se si fa eccezione per alcuni occasionali successi elettorali, dovuti soprattutto a fattori di carattere prettamente localistico. Non possiamo più consentire che il centrodestra mantenga saldamente nelle proprie mani il potere politico e amministrativo. Non lo diciamo come mero scatto d’orgoglio o per vuoto campanilismo. Sono i cittadini a piangere quotidianamente le conseguenze di una gestione inadeguata, personalistica e talvolta persino clientelare della Cosa pubblica, quale quella messa in atto dagli esponenti del centrodestra in questi anni. È soprattutto per questo che la nostra provincia ha bisogno di un Pd forte, capace di un dibattito aperto e anche aspro al proprio interno, ma coeso e risoluto nel condurre le proprie battaglie e portare avanti le idee riformiste.

I numerosi documenti, manifesti e contributi di varia natura che stanno arricchendo la fase costituente del nuovo partito a livello nazionale dimostrano come la nascita del Pd non rappresenti affatto quella “fusione fredda” temuta da molti. La stessa cosa purtroppo non si può dire rispetto al nostro territorio. Qui sembra si stiano celebrando le consuete lotte di potere tra gli apparati preesistenti, per ricamarsi uno spazio assicurato all’interno del nuovo soggetto. Per questo abbiamo deciso di promuovere questo Manifesto, in qualità di semplici giovani che credono in una politica diversa, fatta di contenuti e rivolta alle persone comuni, sempre più lontane da partiti, sindacati e altre forme organizzate di rappresentanza e alla ricerca di nuovi spazi dove poter esprimere le proprie idee. Un documento che si richiama esplicitamente al Manifesto “Per il coraggio delle riforme”, che vede come primo firmatario Francesco Rutelli e sottoscritto da numerosi esponenti politici e istituzionali provenienti da Ds, Margherita ed esterni ai due partiti, e rivolto a sostenere la candidatura di Walter Veltroni a segretario nazionale del Pd.

Crediamo che il nuovo partito possa contribuire a migliorare le condizioni di vita dei cittadini iblei. Per questo, vogliamo indicare alcune tematiche che poniamo come priorità per caratterizzare l’impronta riformista del Pd nella nostra provincia.

- L’ambiente e le problematiche ad esso connesse si impongono oggi in cima all’agenda politica di tutti i paesi. La provincia di Ragusa occupa il centesimo posto (sulle 103 province italiane) nella classifica sull’ecosistema urbano stilata da Legambiente. I temi dello smaltimento dei rifiuti e della produzione di energia non possono più essere considerate prioritarie solo in situazioni di emergenza, per poi finire nel dimenticatoio quando il problema sembra essere risolto (almeno per il momento). Ancora oggi stiamo a discutere sull’ampliamento di questa o quella discarica, quando questo sistema è unanimemente riconosciuto come il più dannoso per l’ambiente e la salute dei cittadini. Un partito realmente riformista dovrà assumersi la responsabilità di decisioni chiare e definite, che superino timori e resistenze delle comunità locali (il cosiddetto “effetto Nimby”) attraverso il confronto e la partecipazione alle scelte. Scongiurate le trivellazioni nel Val di Noto, la questione energetica non può essere cancellata. Abbiamo la fortuna di abitare in un territorio con una esposizione solare elevatissima e distribuita per un lunghissimo periodo dell’anno. Eppure vedere un pannello per la produzione di energia fotovoltaica sulle nostre case è una rara eccezione. Questo è solo un esempio dell’incapacità di sfruttare le risorse a nostra disposizione, senza danneggiare, ma anzi tutelando il territorio.

- La provincia di Ragusa è la meno dotata di infrastrutture dell’intero paese. Un limite imprescindibile per lo sviluppo economico del territorio, sia esso di stampo turistico, agricolo o industriale. La prossima apertura dell’aeroporto di Comiso e il potenziamento del porto di Pozzallo sono obiettivi da perseguire nel più breve tempo possibile. Ma non sono sufficienti. La nostra ferrovia è in condizioni disastrose, lo stesso vale per la rete viaria. L’intervento del governo Prodi a sostegno delle strade secondarie siciliane (di cui ingiustificatamente vanno orgogliosi gli esponenti locali del centrodestra, da cui invece non è venuto niente nella precedente legislatura) è un primo importante passo. Così come pure la collocazione del completamento dell’autostrada Siracusa-Gela e l’adeguamento della Ragusa-Catania tra gli obiettivi primari del ministero per le infrastrutture. Non possiamo però per questo rassegnarci a una rete ferroviaria fatiscente e progressivamente depotenziata.

- Investire sui giovani significa investire nel futuro. La bassa percentuale di laureati non si combatte solo con le “università sotto casa”, insufficienti a garantire un’ampia offerta formativa e spesso poco competitive rispetto ai già bassi standard medi nazionali. Gli enti locali potrebbero affiancare quindi a investimenti in tale direzione un sostegno economico agli studenti meritevoli non in grado di sostenere le spese per la frequentazione di atenei lontani dalla città d’origine. A ciò deve però associarsi un forte impegno per la crescita dell’occupazione, in modo da garantire opportunità di carriera ai neolaureati che ritornano e da assicurare un futuro a chi non completa il percorso degli studi. Un’occupazione che deve essere regolare: combattere il lavoro nero è uno strumento di garanzia non solo degli interessi economici del lavoratore, ma anche della sua stessa vita.

- Lo sviluppo economico della provincia di Ragusa è legato indissolubilmente al rilancio del turismo. I riconoscimenti dell’Unesco e la popolarità derivante da film e fiction di successo rischiano di rivelarsi una bolla destinata a scoppiare presto, se il territorio non si dimostra in grado di esprimere appieno le proprie potenzialità. Accanto a interventi che dobbiamo pretendere con forza dalla regione o dal governo nazionale (a partire dalle infrastrutture, come già detto), gli enti locali iblei possono lavorare in sinergia tra loro e con il resto del sud-est isolano per promuovere le bellezze del Val di Noto in tutta Italia e all’estero, organizzare manifestazioni comuni di ampia rilevanza, favorire la destagionalizzazione. Un impegno che dobbiamo pretendere anche dai privati, affinché investano soldi ed energie per potenziare le strutture ricettive e non pratichino ingiustificati rialzi dei prezzi, che incidono non solo sui flussi turistici, ma anche sulle potenzialità d’acquisto dei residenti.

- Nel paese si sta diffondendo un sentimento di antipolitica, che ci riporta indietro ai primi anni Novanta. Il Pd nasce anche per dare una risposta positiva alle proteste dei cittadini per gli eccessivi costi della politica. Chiediamo al nuovo partito un impegno vincolante in tal senso. Non è accettabile che i deputati dell’Assemblea regionale siciliana siano i più pagati tra i colleghi di tutta Europa, pur lavorando pochissimo, come dimostrano i dati pubblicati dalla stampa, e non riuscendo a risolvere i problemi ormai cronici della Sicilia. I rappresentanti del Pd all’Ars devono quindi impegnarsi per ridurre le spese degli enti pubblici, con una rimodulazione dei compensi e uno sfoltimento del numero degli enti inutili (consigli circoscrizionali, Ato, società a partecipazione pubblica, ecc.), dei consiglieri comunali e degli amministratori.

Il Pd, a nostro parere, dovrà garantire un totale impegno per portare a compimento queste priorità. Per farlo, non potrà sicuramente contare solo sulle proprie forze. Se i dirigenti politici che finora hanno guidato Ds e Margherita non sono riusciti a realizzare questi obiettivi, non vediamo perché dovrebbero essere in grado di farlo adesso, solo perché fanno parte di un nuovo partito. Evidentemente, c’è bisogno di nuove forze, che provengano da associazioni, movimenti e singoli individui di ispirazione riformista. Il Pd, inoltre, dovrà intraprendere un percorso comune e tenersi pronto ad accogliere tra le proprie fila anche forze politiche che non hanno partecipato sin dalla prima fase alla sua costruzione, ma con le quali condivide progetti e ideali (pensiamo, in primo luogo, all’Italia dei Valori).

Per realizzare gli obiettivi che si propone, il Pd dovrà avere l’ambizione di essere un partito ad ampia vocazione maggioritaria. Rappresentare gran parte dei cittadini significa anche non accettare compromessi su elementi fondanti del programma di governo, a livello nazionale o locale. La definizione delle alleanze non può che partire da questo principio. Il Pd non può permettersi di essere condannato a un ruolo di opposizione perenne, soprattutto a fronte dei disastri che il centrodestra sta compiendo in Sicilia e nella provincia di Ragusa. Per questo, lavoreremo alla costruzione di un Pd che non si precluda pregiudizialmente il confronto con forze moderate, che si propongono di rappresentare istanze e prerogative convergenti con quelle del nuovo partito. Un approccio che non esclude a priori il mantenimento delle attuali alleanze, ma progetta un centrosinistra di “nuovo conio”, riformista, maturo, libero dai condizionamenti provenienti da estremismi conservatori. Ma libero anche da alcuni “rapporti a rischio” che caratterizzano una parte dell’attuale maggioranza regionale. Saranno in ultima istanza i cittadini a decidere democraticamente con il loro voto quale centrosinistra vogliono alla guida della Sicilia e della provincia di Ragusa.

Per sottoscrivere il Manifesto, inviare una e-mail all'indirizzo: giovanicoraggiosi@libero.it 


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15 agosto 2007


Quattro giorni di campeggio… democratico

Da Cagnano Varano a Vieste, nella provincia di Foggia, si potrebbe scegliere tra un centinaio di opportunità per “importare” l’idea dei giovani dei Democratici di Sinistra e della Margherita siciliani. Hanno organizzato quattro giorni di mare e politica, da martedì 28 a venerdì 31 agosto, a Lipari, dove si terrà il primo campeggio regionale dei Giovani per il Partito Democratico. Quattro giornate con dibattiti, mare e musica nella cornice delle isole Eolie per discutere e confrontarsi sul nuovo partito, dal punto di vista dei giovani. Tra gli altri, interverrà anche il presidente della commissione Affari istituzionali della Camera, Luciano Violante, giovedì 30 agosto. Il campeggio è organizato al “Camping Baia Unci”, a Lipari ed è possibile parteciparvi con una tenda propria, affittandone una direttamente in loco, in bungalow o camere in alberghi del luogo.
Per farsi un’idea dei costi, si consideri che i giovani di Ds e Margherita hanno concordato con la struttura del camping che colazione e pranzo sono a carico dei partecipanti, mentre le cene collettive sono a carico dell’Organizzazione. Noleggiare la tenda e usare i servizi costa 12 euro per persona al giorno, mentre il pernottamento in tende proprie costa 6 euro per persona al giorno. Per l’affitto dei bungalow, la disponibilità è solo settimanale ed il costo a persona oscilla tra i 15 e i 20 euro al giorno, a seconda se sono da 2-3, 4 o 5-6 posti.
Info: 339 4995771


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8 agosto 2007


Due riflessioni utili per il “forum” sui giovani a Foggia

Sull’Osservatorio on line www.demos.it ci sono due contributi che possono essere utili, in vista del “forum” sui giovani che il Comitato 14 Ottobre della provincia di Foggia sta organizzando.
Il primo è di Francesco Billari, professore Straordinario di Demografia e Direttore del Corso di Laurea Specialistica in Discipline Economiche e Sociali dell'Università “Luigi Bocconi” di Milano. Billari considera in errore «chi, come il Ministro dell’Interno Giuliano Amato o l’editorialista del Corriere della Sera Giovanni Sartori, liquida semplicisticamente le recenti rimostranze sulla gerontocrazia italiana come una ennesima ondata di “giovanilismo”».
La tesi centrale è che parlare di donne e porre la questione della presenza femminile in politica è servito. «Un’inversione della preoccupante tendenza alla diminuzione del peso delle classi più giovani sugli eletti –scrive Billari- sarà possibile sia attraverso esplicite misure, come la diminuzione delle età minime di elettorato attivo e passivo, sia attraverso una persuasione morale, solo continuando a battere su questo tasto. Tra l’altro, dato l’elevato livello di istruzione e di partecipazione al mercato del lavoro delle giovani donne, l’aumento della quota di donne e di quella dei “giovani” possono procedere di pari passo».

Il secondo contributo è di Alessandro Rosina, professore associato alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano, che sottolinea positivamente il fatto che, alle primarie per il Partito Democratico del 14 ottobre, sia stato esteso l’elettorato attivo e passivo ai cittadini tra i 16 e i 18 anni. «Alla maggior età media delle più importanti cariche di governo ed istituzionali –scrive Rosina- si associa anche, rispetto agli altri paesi occidentali, una più scarsa attenzione politica verso i giovani. Ed infatti le politiche nei loro confronti risultano cronicamente carenti in Italia e la protezione sociale particolarmente bassa. Attualmente la spesa sociale italiana è in Europa quella tra le più sbilanciate a favore delle generazioni più anziane. Oltre i due terzi va in pensioni e invalidità, mentre nettamente inferiore rispetto alla media europea è la quota che va per casa, disoccupazione ed esclusione sociale».


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