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26 settembre 2007


Costituito il Comitato Vieste per Veltroni

«Le numerosissime adesioni al documento per il sostegno alla candidatura di Walter Veltroni alla segreteria del Partito Democratico dimostrano che il nuovo soggetto politico attira, stimola la partecipazione, favorisce le aggregazioni politiche e culturali anche nella nostra città», così Antonio Guffreda, capogruppo dei Ds al Consiglio comunale di Vieste e candidato all’Assemblea costituente nazionale del Pd, nella lista “Democratici per Veltroni”. Giuffreda, nel presentare i nomi degli aderenti, dice che «la voglia di essere protagonisti ha contagiato non solo i dirigenti locali dei due partiti fondatori, ma anche singole personalità che si riconoscono nel progetto del Partito Democratico senza per questo essere iscritte a nessuno dei due partiti».

Ecco chi fa parte del Comitato Vieste per Veltroni:
Abatantuono Nicola - presidente Gal Gargano
Armiento Rosanna - insegnante
Armillotta Angelo - pensionato
Bottiglione Fabio - studente universitario
Calderisi Giuseppe - insegnate
Campaniello Leonardo - funzionario ASL dirigente DS
Campaniello Carmine - impiegato
Cavaliere Antonio – insegnante, dirigente Margherita Vieste
Carboni Alessandro - studente liceale
Ciccone Antonio - dirigente Margherita Vieste
Cirillo Nicola - architetto
Colletta Lucrezia - dirigente Margherita Vieste
Di Carlo Michele Eugenio - coordinatore Margherita Vieste
Di Vieste Richard - consulente informatico
Di Vieste Celestino - segretario scuola elementare
Dirodi Nicola – insegnante, dirigente DS
Fusco Saverio - architetto
Giuffreda Antonio - consigliere comunale DS
Giuffreda Antonio - ingegnere
Grima Pasquale - dirigente Margherita Vieste
Latorre Marco - studente universitario
Loconte Pietro – insegnante, dirigente DS Vieste
Loiurio Matteo - dirigente DS Vieste
Marchetti Camillo - pensionato
Martucci Rosanna - insegnate
Masiello Domenico - pensionato
Olivieri Sante - dirigente Margherita Vieste
Pecorelli Giannangelo - dirigente Margherita Vieste
Petrone Matteo - impiegato
Petrone Alessandro - avvocato
Pupillo Ugo - agente immobiliare
Ragno Italo - insegnate
Ruggieri Vincenzo - geometra
Sacco Rita - insegnante
Scala Biase - dirigente DS Vieste
Simone Mattia - insegnate pensionata
Soldano Sante - impiegato
Solitro Antonio - dirigente scolastico
Sollecito Antonio - imprenditore
Strizzi Vincenzo - medico
Totaro Matteo - dirigente DS
Vigilante Carmine - agente di commercio


21 settembre 2007


Giuffreda, adesso costituiamo il gruppo del Pd nel Consiglio comunale di Vieste

Anche Antonio Giuffreda che, il 28 maggio 2006, da candidato sindaco di Vieste pagò lo scotto delle divisioni del centrosinistra, saluta l’ingresso del movimento “ViesteNuova” nel Partito Democratico. Due giorni fa, era stato il coordinatore della Margherita locale, Michele Di Carlo, a gioire per la chiusura delle «polemiche del passato col consigliere Matteo Del Duca, augurandogli il benvenuto nel PD».
Adesso Giuffreda considera che «il Pd è stato lo strumento che ha favorito questo riavvicinamento prima tra Ds e Dl, ora con il movimento ViesteNuova». «Sono stato sempre convinto -continua il capogruppo  dei Ds nel Consiglio comunale- che il Pd poteva essere l’approdo naturale per tutti quei soggetti che vogliono rinnovare la politica, per questo motivo l’adesione di “ViesteNuova”, unita  quella di centinaia di cittadini che hanno manifestato il sostegno alla candidatura di Walter Veltroni alla segreteria del Pd, rappresenta un grande motivo di soddisfazione.
Con l’ingresso di “ViesteNuova” i consiglieri comunali che fanno riferimento al Pd salgono a sei. Credo sia ormai non più rinviabile la costituzione del gruppo del Pd nel consiglio comunale di Vieste. Lo dobbiamo fare per dare un segnale di concretezza e per dare visibilità istituzionale al Partito Democratico».


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19 settembre 2007


A Vieste riunificazione nel centrosinistra nel nome del Pd

Nel giorno della crisi amministrativa che ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale di San Giovanni Rotondo, il Partito Democratico si conferma comunque un fattore di aggregazione. In un altro “capoluogo” del Gargano, Vieste, nel nome del Pd si uniscono le due anime del centrosinistra, “L’Unione per Vieste” e la “Lista Marinelli”, che si erano contrapposte nelle amministrative del 28 maggio 2006, agevolando l’affermazione del centrodestra.
«La Margherita di Vieste saluta con entusiasmo l’ingresso del movimento politico “Viestenuova” nel Partito Democratico, svolta politica che la Margherita ha sempre auspicato sin dal congresso del gennaio scorso sancendo la riunificazione dei due circoli della Margherita viestana, il circolo “Moro” e il circolo “Sturzo”», commenta il coordinatore dei Dl di Vieste, Michele Eugenio Di Carlo, ricordando la tappa intermedia della riunificazione dei due gruppi consiliari di centrosinistra nel Consiglio comunale di Vieste. «L’intera dirigenza della Margherita viestana –conclude Di Carlo- ringrazia il coordinatore Michele Pecorelli e il portavoce Nicola Vergura per l’ottimo lavoro svolto ed è lieta di poter chiudere le polemiche del passato col consigliere Matteo Del Duca, augurandogli il benvenuto nel PD».


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7 settembre 2007


Vieste, primi passi del Comitato elettorale per Letta

«Il Partito Democratico deve parlare il linguaggio della modernità e della complessità; deve essere un partito liberale e riformista; un partito nemico della cooptazione e dei corporativismi delle classi dirigenti, che si batte per premiare il merito e le capacità, per sostituire le competenze alle relazioni, per valorizzare una nuova cultura civica dei diritti del cittadino; una forza politica libera dai pregiudizi»: è uno dei passi del documento con cui si è avviata l’attività del comitato elettorale per Enrico Letta, a Vieste.
«Vi sono tanti giovani che vogliono essere protagonisti nella costruzione del nuovo partito con le loro idee, con la loro freschezza e con i loro valori ai quali non si può rispondere che il loro turno è sempre il prossimo», prosegue il documento che in calce reca i nomi dei primi firmatari, essendo aperto alle adesioni di associazioni e movimenti.

Francesco ARGENTIERI – Dirigente DS, Funzionario Comunale
Giuseppe ARMELLINO - Ingegnere
Michele BALDINI – Dirigente DS, Agronomo
Matteo BASANISE - Infermiere
Piero BEVILACQUA – Coordinamento Margherita – Imprenditore edile
Angelo CALDERISI – Dirigente DS, Insegnante
Anna CHINNI – Dirigente DS, Commercialista
Michelangelo DICANDIA – Consigliere Comunale DS, Insegnante
Maria DIRODI – Infermiere professionale
Vincenzo FASANI – Avvocato
Annamaria GIUFFREDA – Direzione Provinciale DS, Medico di base
Enzo IANNOLI – Operaio
Franco INNANGI – Coordinamento Margherita, Commerciante
Mimmo LATORRE – Dirigente DS, Commerciante
Mario LORIZIO – Insegnante
Giuseppe MAGGIORE – Impiegato
Michele MATTERA – Direttore Poste
Michela MAZZONE – Presidente Margherita, Medico
Giovannino MONACIS – Infermiere Professionale
Paolo PRUDENTE – Dirigente DS, Insegnante
Aldo RAGNI – Segretario DS, Imprenditore
Pavolo RIGNANESE - Autista
Michele ROLLO - Insegnante
Giorgio RUSSO – Dirigente DS, Consulente del Lavoro
Matteo SGHERZI– Veterinario
Berardino TOMAIUOLI - Artigiano
Antonio TRAJA – Portavoce Circolo Margherita, Medico
Nicola VIESTE - Commerciante


4 settembre 2007


Ragni, aprire davvero un ciclo nuovo

Pubblichiamo di seguito l'intervento che il segretario cittadino dei Ds di Vieste, Aldo Ragni, ha tenuto ieri all'incontro pubblico con Enrico Letta, candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico, a Foggia, nella Sala del Tribunale della Dogana.

Aprire un ciclo nuovo

di ALDO RAGNI

«Il nostro compito è di aprire un ciclo nuovo nella vita dell’Italia, della sua democrazia e delle sue istituzioni».
Con questa frase si apriva la mozione che Piero Fassino ha presentato al congresso DS dello scorso aprile, con la quale a larga maggioranza decidemmo la trasformazione dell’Ulivo in Partito Democratico.
In queste settimane nelle quali siamo impegnati alla preparazione delle liste ed alla formazione dei vari comitati è diventato un po’ un obbligo "prendere partito" e dire con quale candidato ti schieri col rischio che tutto si risolva nel piantare una bandiera, cercando di farlo col massimo del consenso.
Limitare la discussione sulla preferenza per un candidato rispetto ad un altro rischia, infatti, di svuotare di contenuti il processo di costruzione del PD e di farci perdere di vista il vero obiettivo al quale dobbiamo lavorare, la nascita di un vero e grande partito riformista di centrosinistra.
Occorre riportare al centro della discussione il progetto anche se in molti preferiscono discutere di liste, organigrammi, posti.
Un partito, infatti, non nasce per riposizionare i gruppi dirigenti o per sostenere meglio un governo o perché la contingenza del sistema politico lo richiede; se fosse così non si andrebbe molto lontano.
Un partito nasce da una lettura del tempo, del mondo, da una visione: che nel nostro caso si fonda sulla centralità dell'individuo.
La persona, dunque, come la chiave più moderna di una crescita che fonde benessere e cittadinanza.
E l’accesso alla cittadinanza di milioni di uomini e donne che oggi (nel mondo, ma anche in Italia e soprattutto qui al Sud) sono meno liberi di altri, perché nascono nel posto sbagliato, nella famiglia sbagliata o semplicemente per quello che sono, deve rappresentare un punto cardine del progetto del nuovo partito.
In fondo qui, il PD appunto, sta il punto di incontro tra la cultura liberale, il solidarismo cristiano e una sinistra che non rinuncia alla sua battaglia per l’uguaglianza.
Ma il PD avrà successo se milioni di persone lo vivranno come un fatto nuovo. E come un atto di coraggio.
E perché questo accada noi non possiamo descrivere un'operazione tanto ambiziosa – lo dico soprattutto ai miei amici e compagni di partito - in continuità lineare con tutto quello che abbiamo detto e fatto nel corso degli ultimi quindici anni.
E' vero, senza l'Ulivo, la tenacia dei DS, i gruppi unici in Parlamento e soprattutto le primarie dell’ottobre 2005, oggi non potremmo neppure parlare di PD.
Ma – diciamoci la verità – per anni molti di noi hanno sempre pensato che le ragioni oggi assorbite nel PD dovessero trovare sbocco dentro il solco e l'evoluzione della sinistra italiana.
Su questo abbiamo investito, con generosità ma senza successo.
Abbiamo allora accettato una scommessa diversa, la sfida che ci ha chiesto di raccogliere Romano Prodi alle elezioni europee del 2004, Uniti nell’Ulivo. Da lì è poi partito tutto.
Abbiamo imboccato una strada che va oltre la sinistra e che investe culture che del riformismo hanno una matrice, valori e radici diverse.
Riconoscere che abbiamo preso una strada diversa significa rendere più forte questa nostra innovazione.
Nel senso che il successo del nuovo partito deve essere il frutto di una rottura, di un balzo, non di un compimento.
Io capisco il senso nel rivendicare quella continuità perché rappresenta una garanzia in più per una classe dirigente che ha moltissimi meriti nella vicenda di questi anni.
Primo tra tutti aver portato la sinistra a vincere e a governare in tante città e regioni. Per due volte nel Paese. Ma bisogna distinguere. E capire che la forza di questo progetto sarà anche - non solo, ma anche - nel prendere atto che una classe dirigente non può condurre con la stessa forza e credibilità stagioni diverse.
E che la sfida adesso è accompagnare questo processo, nella consapevolezza che toccherà ad altri proseguire il percorso.
Penso che dirlo - con rispetto, con misura, ma dirlo - non sia solo un atto di sincerità. Ma anche un attestato di stima verso chi ha creato le condizioni per giungere fino qui. Mentre tacere di questo sarebbe oggi una reticenza.
Non ne faccio una questione anagrafica o di provenienza partitica ma di credibilità del progetto politico. Dobbiamo pensare a domani, non a ieri.
Lo abbiamo detto in tante lingue, il PD è il primo partito post ideologico di questo Paese.
È il partito che ci consente di consegnare definitivamente alla storia le divisioni ideologiche tra le famiglie dei democratici e dei riformisti che hanno attraversato la storia del secolo scorso.
Dobbiamo avere il coraggio di guardare avanti, di guardare sì con simpatia al passato ma soprattutto con curiosità al futuro.
Abbiamo bisogno di aprire le nostre menti alle nuove sfide alle quali questo secolo ci mette di fronte.
Ed io dico che una delle sfide principali nel nostro paese è la lotta alla cooptazione.
Mi convinco sempre di più che il vero dramma di questo Paese (nella politica come nell’economia) è che ci sono un paio di generazioni che sono fuori dalla porta.
E che magari sono proprio quelle generazioni, come dice Francesco Boccia, in grado di dare il meglio di loro stessi proprio nel periodo della loro vita in cui sono tenute fuori.
Le ragioni di fondo di questo ritardo sono sostanzialmente due: il familismo (specie in economia) che premia la parentela e, appunto, la cooptazione (dove in politica gli esempi si sprecano) che premia la fedeltà.
Il problema della cooptazione qual è: che i tempi non li decide il cooptato ma il cooptante che, per ovvie ragioni, tende sempre a spostare in avanti l’appuntamento della sostituzione.
Per restare al tema del PD ci sono tanti giovani che vogliono essere protagonisti nella costruzione del nuovo partito con le proprie idee, con la propria passione, con la propria freschezza ai quali non si può dire che il loro turno è sempre il prossimo.
Nel libro di Andrea Romano, Compagni di scuola, troviamo le ragioni di tutto ciò: il gruppo dirigente che gestisce le sorti della sinistra italiana da oltre vent’anni - a Roma come a Foggia - si scontra, si combatte, si fa gli sgambetti, ma alla fine non ha mai smesso di fare squadra tra loro in una logica di sopravvivenza comune che aveva lo scopo di ridurre i pericoli dell'inserimento sulla scena di altri potenziali protagonisti.
Ecco perché per superare questi ancoraggi occorre un investimento, anzitutto culturale, tale da imporre regole per la selezione delle classi dirigenti come bussola per la modernizzazione del Paese.
Ecco perché credo che delle primarie dobbiamo farne lo strumento indiscusso di selezione delle classi dirigenti a partire dalla candidatura per il prossimo Presidente della Provincia.
Perché tutti devono sentirsi in discussione. Non esistono posizioni di rendita acquisite per sempre. Nulla è dovuto, tutto si deve conquistare.
Dove sta scritto che un Presidente, un Sindaco, un Parlamentare o un Consigliere Comunale deve essere per forza ricandidato a quella carica?!
La candidatura di Letta esprime il senso e le stesse ragioni per le quali stiamo costruendo il PD restituendo alle primarie il valore della competizione.
La stessa candidatura di Emiliano alla segreteria regionale dimostra questo e le reazioni scomposte e nervose di una parte di quel gruppo dirigente che oggi subisce quella candidatura ma che si è rivelato così debole da non potersi opporre che cosa dimostra se non la paura di mettersi in discussione.
Alle primarie del 14 ottobre non si mette in discussione ciò che di buono e persino di grande è stato fatto sin qui.
Al centro del confronto c’è ciò che di buono e speriamo di ancora più grande faremo da qui in avanti.
Ed è su quello che saremo giudicati.


1 settembre 2007


Stasera Francesco Boccia a Vieste

"Verso il Partito Democratico, per Enrico Letta”. È questo il tema dell’incontro-dibattito che si tiene stasera, alle ore 20:30, nei giardini della Villa Comunale di Vieste. L'iniziativa vedrà la partecipazione di Francesco Boccia, Capo del Dipartimento Economico della Presidenza del Consiglio dei Ministri.


19 agosto 2007


Vieste, due esponenti della Margherita pro-Letta

«Il Partito Democratico non può che essere un partito nel quale contino, e contino veramente, le realtà locali. Anche per questa ragione ci convince la candidatura di Enrico Letta, perché rappresenta l’occasione per un rinnovamento delle classi dirigenti territoriali che altrimenti non sarebbe possibile. La forza del Partito Democratico, infatti, sta anche nel prendere atto che una classe dirigente non può condurre con la stessa forza e credibilità stagioni diverse. Per questo ci auguriamo che alle primarie si affermi nei territori una nuova classe dirigente adeguata al progetto che stiamo mettendo in piedi». Con questa dichiarazione il portavoce del Circolo della Margherita di Vieste Aldo Moro, Antonio Traya, e la Presidente del coordinamento cittadino della Margherita, Michela Mazzone, hanno annunciato il loro sostegno alla candidatura di Enrico Letta alle primarie del prossimo 14 ottobre per la leadership del Partito Democratico.


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19 agosto 2007


Vieste “capoluogo” delle primarie: Ds e Margherita costituiscono anche il Comitato pro-Veltroni

«Con Walter Veltroni siamo impegnati a trasformare anche il Gargano in una realtà moderna ed avanzata». Si chiude così una nota congiunta diffusa da Antonio Giuffreda capogruppo dei Democratici di Sinistra nel Consiglio comunale di Vieste, e Michele Eugenio Di Carlo, coordinatore cittadino della Margherita.
Vieste si conferma “capoluogo” non solo del turismo ma anche del più intenso lavoro intorno alle primarie del 14 ottobre, in questi giorni di agosto.
Dopo l’incontro con Gianni Pittella, coordinatore nazionale della campagna di Enrico Letta, organizzato dal segretario cittadino dei Ds, arriva adesso la presa di posizione di Giuffreda e Di Carlo per Veltroni. Anche loro sottolineano il fatto che il Pd è «uno strumento dalla forte connotazione federativa necessario per rispondere alla domanda di protagonismo che viene dalle realtà territoriali del Mezzogiorno».
«In questa ottica –prosegue il documento diffuso oggi-, il Gargano deve proiettarsi nel futuro. I cambiamenti climatici, la globalizzazione, che incidono direttamente nella sfera dei diritti delle nostre genti, non devono trovare impreparata questa terra. I grandi cambiamenti o si governano o si subiscono. Questa è la sfida che sta di fronte al Mezzogiorno e al Gargano. Spesso abbiamo  subito i contraccolpi di scelte politiche concepite altrove che hanno inciso negativamente sul nostro territorio. Vogliamo dare il nostro contributo per costruire una nuova classe dirigente capace di sfruttare le enormi potenzialità culturali, ambientali ed economiche di questo territorio per rilanciare l’immagine e la vitalità del Gargano, per conseguire una maggiore crescita economica, culturale e sociale, per combattere pratiche clientelari e corruttrici a difesa dei diritti, della legalità e della trasparenza.
La missione del Partito democratico del Gargano deve essere quella di fermare i flussi migratori dei più giovani, di ancorare le intelligenze e le professionalità al nostro territorio con un ritorno alla crescita, che significa nuova capacità di far crescere l’economia, produzione di ricchezza diffusa e benessere, riduzione della pressione fiscale, creazione di più lavoro con occupazione migliore e meno precaria.
Abbiamo ritrovato queste nostre ragioni nel discorso pronunciato da Veltroni a Torino con il quale ha disegnato un’idea di Paese e di futuro che ci convince –concludono Giuffreda e Di Carlo-. Ci convince l’idea di investire nella difesa e nella valorizzazione dell’ambiente, del patrimonio storico, architettonico, culturale, paesaggistico che formano la spina dorsale che tiene in piedi l’economia del Gargano. Ci convince l’idea di guardare al futuro con ottimismo, di non chiuderci in una nicchia minoritaria ma di partecipare ad un lavoro comune per costruire un soggetto politico nuovo capace di rappresentare e valorizzare le specificità territoriali».

Più “ecumenico” lo stato dell’arte rappresentato da Di Carlo, relativamente alle scelte dei dirigenti della Margherita viestana. «Al già costituito comitato pro-Letta, che l’altra sera ha organizzato una bellissima manifestazione, sta seguendo la nascita del comitato pro Veltroni –informa il segretario dei DL-. I dirigenti locali della Margherita stanno effettuando liberamente le loro scelte in uno spirito di totale amicizia, accordo e rispetto reciproco, pienamente convinti del valore plurale e democratico di un confronto sereno sui temi e sui progetti dei diversi candidati. Si sono orientati per Letta i dirigenti Traja e Mazzone, mentre i dirigenti Pecorelli, Olivieri, Del Duca, Grima, Ciccone, Colletta, Di Carlo costituiranno nei prossimi giorni il comitato pro Veltroni, insieme a diversi dirigenti dei Democratici di Sinistra e ad esponenti della società civile. Alcuni dirigenti indecisi potrebbero optare per la candidatura di Rosy Bindi. La Margherita di Vieste –conclude Di Carlo- è convinta che l’eventuale costituzione di un comitato pro Bindi sia da considerare un fatto positivo, atto a favorire la rappresentanza e la partecipazione di un maggior numero di soggetti al nuovo Partito Democratico».


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16 agosto 2007


Dalla Margherita di Vieste nuove adesioni al Manifesto di Minervini di sostegno alla candidatura di Veltroni

Molti di noi hanno aderito da Vieste al Manifesto del PD per la Puglia di Guglielmo Minervini, a sostegno della candidatura di Walter Veltroni.
Perché anche noi vogliamo contribuire a liberare le energie bloccate, le idee, le speranze, le passioni per tentare, nuovamente e meglio, di incidere nelle scelte future e nei cambiamenti, al di fuori e, se possibile, al di sopra delle oligarchie politiche, delle deleghe dall’alto, delle pratiche clientelari e corruttrici.
Anche noi vogliamo continuare a tenere fermo lo sguardo sui problemi e sulle soluzioni, approfondendo la linea di demarcazione da chi utilizza i problemi e la politica per fini di potere e per interesse personale.
Non vogliamo rischiare che «l’esperienza irripetibile di ogni uomo possa perdere senso».
Minervini, con il suo progetto, le sue parole, le sue idee, ci ha riconsegnato la passione politica, ma anche l’orgoglio di esserci battuti finora, spesso soli ed incompresi, per delle giuste cause in difesa dei diritti, della legalità, della trasparenza, dei valori umani, culturali ed ambientali.

Michele Eugenio Di Carlo
Coordinatore Margherita di Vieste


15 agosto 2007


Venerdì a Vieste dibattito con Gianni Pittella

“Verso il Partito Democratico, per Enrico Letta”. È questo il tema della manifestazione che si terrà venerdì 17 agosto, alle ore 21:30, nei giardini della Villa Comunale a Vieste. L'iniziativa vedrà la partecipazione di Gianni Pittella, deputato dei Democratici di Sinistra al Parlamento Europeo, presidente della Delegazione italiana nel Gruppo del Partito Socialista Europeo e responsabile nazionale della campagna elettorale di Enrico Letta alla segreteria nazionale del Partito Democratico.
Quarantanove anni, Pittella è di Lauria in provincia di Potenza. La sua seconda elezione al Parlamento europeo è avvenuta il 13 giugno del 2004 con 138.876 preferenze nella Circoscrizione meridionale, 5.262 nella provincia di Foggia.
«In questi quasi dieci anni trascorsi al Parlamento Europeo ho potuto constatare quotidianamente quanto il Partito Democratico esistesse già, nei fatti –scrive Pittella nel suo blog-. Si sia trattato di difendere la moneta unica o il processo di allargamento, di esprimere giudizi sui dossier più delicati in discussione o sulla politica estera e di cooperazione dell’Unione, di parlare di Trattato Costituzionale o Politica di Coesione, si è sempre riscontrata una quasi totale assonanza tra le due delegazioni nazionali di Ds e Dl».
«Per questa ragione –prosegue l’europarlamentare spiegando “Perché ho seciso di sostenere Enrico Letta”-, quando qualcuno ha sollevato il tema della collocazione europea della nuova forza quale elemento dirimente a discapito del processo di costruzione del nuovo soggetto, ho sostenuto la posizione esattamente opposta: forse mai come sulla politica europea i due maggiori partiti costituenti hanno dato prova di unità, affinità di vedute e di identità, condivisione delle posizioni.
Sogno la costruzione di un vero partito melting pot tra culture e storie, e trovo sia un grande valore il fatto di aderirvi con questo spirito, e con lo stesso spirito sostenere il candidato leader con il profilo più simile al proprio».



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