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31 agosto 2007


Da Bologna la Rete Articolo 49

Roberto Giorgi Ronchi, avvocato che ha prestato assistenza legale nell’associazione “Antigone”. Lilia Infelice, economista industriale di origine calabrese formatasi alla scuola degli economisti industriali di Bologna. Riccardo Lenzi, impegnato nel coordinamento della rete Unirsi , nel Comitato promotore del PD del quartiere Reno di Bologna, nella rete civica Res Publica. Paolo Orioli e Valerio Serra, della Rete dei Cittadini per L'Ulivo.
Sono i cinque sottoscrittori di un documento-appello «per un contributo alla rigenerazione della democrazia nel nostro Paese e per un autentico impegno costituente». Invitano a contribuire alla costruzione di una carta comune tra le liste che si presenteranno alle assemblee costituenti nazionale e regionali, in tema di statuto e grandi linee del progetto politico.
Rete Articolo 49 (dall’articolo della Cosituzione italiana che prescrive che «Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale») è anche diventato un sito-blog.
Info: retearticolo49pd@gmail.com


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31 agosto 2007


Summa, no alle esibizioni muscolari

L’assessore provinciale Antonello Summa, esponente di primo piano dei Democratici di Sinistra, riflette sulle candidature di Walter Veltroni e Michele Emiliano, giudicandole quelle più capaci «di incarnare valori politici e idee programmatiche altrettanto forti». Considera importanti il discorso di Veltroni al Lingotto così come il documento di Pierluigi Bersani che, in Puglia, ha tra i sottoscrittori Michele Bordo e Enzo Lavarra. Ma Summa svolge anche alcune considerazioni critiche sulla «penetrazione del progetto del Partito Democratico nella società cerignolana, foggiana, pugliese e nazionale» e dice no all’«esibizione muscolare».

Il partito nuovo non è un nuovo partito

di ANTONELLO SUMMA

Il mio auspicio è che il 14 ottobre si mostri in tutta la sua bellezza l’entusiasmo per la costruzione del Partito Democratico; e che, sperabilmente, ciò coincida con un’ampia convergenza dei consensi su Walter Veltroni e Michele Emiliano. Non per voglia di unanimismo, né per tensione centralistica; bensì a seguito di una valutazione razionale: è opportuna una leadership forte, perché meglio capace di incarnare valori politici e idee programmatiche altrettanto forti.
Il partito nuovo che si va costruendo si rintraccia nel corposo e rinfrancante discorso di Walter Veltroni al Lingotto, come nello scarno e rigoroso documento di Pierluigi Bersani o come, ancora, nella sollecitazione al dibattito proveniente, tra gli altri, da Michele Bordo ed Enzo Lavarra.
Elaborati politici che in comune hanno molto, a partire dal tema della responsabilità. Solo assumendo in pieno la responsabilità del proprio agire, politico, amministrativo o civico che sia, si può pensare di prosciugare lo stagno dell’antipolitica o, come afferma Bersani, attivare «una nuova stagione di civismo».
L’ancoraggio ai valori cardine della sinistra democratica e popolare – il lavoro e la democrazia – è determinante per realizzare l’equità sostanziale invece dell’egualitarismo di facciata, per ampliare l’orizzonte dei diritti di cittadinanza oggi limitato dall’individualismo diffuso, per concretizzare un’efficace azione amministrativa fondata sul decentramento federale e la sussidiarietà operativa.
Il richiamo ai documenti citati mi solleva dalla redazione di una loro sintesi, ciò non di meno ritengo opportuno richiamarne alcuni argomenti.
A partire dalla spinta ideale a risolvere il problema delle differenze di genere, innanzitutto quelle che attengono alla sfera del lavoro. Proprio in Capitanata, su questo tema, è necessario uno sforzo di elaborazione maggiore, con l’obiettivo di favorire un’effettiva conciliazione dei tempi di lavoro e di cura attraverso l’offerta di servizi disancorata dall’esclusivo parametro del reddito: gli asili nido sono più utili alle donne che lavorano, dunque che producono reddito, piuttosto che alle donne impegnate esclusivamente nella cura della famiglia.
Un’accelerazione del confronto risolutivo si impone anche sul tema della legalità diffusa, che non può più essere oscurato dall’opportunismo elettoralistico o dal pietismo pseudoumanitario.
La sostenibilità finanziaria dello stato sociale, da quello centrale a quello comunale, è un principio da assumere come ineludibile nella costruzione del nuovo welfare, se vogliamo evitare di perpetuare sistemi di clientelismo assistenzialista poco dignitosi e del tutto inefficaci.
La relazione tra promozione dello sviluppo e sostenibilità ambientale deve trasformarsi in opportunità di crescita e non in contrapposizione tra fondamentalismi.
Per portare a sintesi politica e programmatica questi e gli altri, tanti temi sollevati in questi mesi di confronto e dibattito, la capacità del leader, lo ribadisco, sarà un elemento discriminante.
Una ragione necessaria per il governo del processo di costituzione del Partito Democratico, ma non sufficiente per la penetrazione del progetto del Partito Democratico nella società cerignolana, foggiana, pugliese e nazionale.
Se le primarie si dovessero trasformare esclusivamente in un’esibizione muscolare, il fallimento sarebbe annunciato.
Questa è la tentazione che in periferia, in molte periferie sta cogliendo alcuni tra quanti partecipano a questa esaltante avventura: quelli che sottovalutano la differenza esistente tra un partito nuovo ed un nuovo partito.
Un partito è nuovo quando offre risposte agli esclusi; non se riserva spazi a chi è già più che rappresentato.
Un partito è nuovo quando rintraccia ed apre spazi di democrazia; non quando elabora tesi ad personam.
Un partito è nuovo quando comprende e favorisce il dispiegamento degli effetti rivoluzionari delle primarie; non se cerca di trasformarle in un ipocrita rituale pseudodemocratico.
Con molta modestia, invito chi fosse colto dalla tentazione di costruire un nuovo partito a non sottovalutare l’impatto culturale delle primarie. Proprio in Puglia abbiamo maturato un’esperienza che dovrebbe indurci ad avere il massimo rispetto ed ancor più attenzione verso i cittadini che accompagnano e sostengono la nascita del partito nuovo. Ritenere di essere al riparo dagli effetti di un simile meccanismo di selezione, perché sostenuti da questo o quel gruppo dirigente, è da presuntuosi.
Come presuntuosi corrono il rischio di essere e diventare quanti fossero colti da un’altra tentazione: svilire le primarie al misero ruolo di referendum su questo o quel sindaco, questo o quel parlamentare, questo o quel consigliere comunale. Non c’è, non ci può e non ci deve essere relazione alcuna tra il voto del 14 ottobre e il futuro degli enti amministrati dal centrosinistra. È bene affermarlo con chiarezza; bene faremmo tutti noi ad affermarlo con costante chiarezza in ogni occasione utile.
Ammainare la bandiera della presunzione è indispensabile anche per evitare il rischio di un’altra scissione. L’esperienza provocata dalla nascita di Sinistra democratica è stata, politicamente ed umanamente, uno degli eventi più drammatici vissuti dal partito in cui mi onoro di militare da tanti anni. Un evento del genere non può e non deve ripetersi; anzi: uno dei compiti primari del partito nuovo, e di chi lavora alla sua costruzione, è dispiegare per intero la capacità attrattiva di valori e ideali comuni con chi, appena ieri, mostrava contrarietà verso la "fusione fredda" ed oggi potrebbe scaldarsi con l’entusiasmo di tantissimi.
In queste righe ho provato a sintetizzare il mio modesto contributo alla costruzione del partito nuovo, che si aggiunge a quelli anonimi ed altrettanto importanti di tanti giovani, donne, lavoratori, imprenditori, uomini di cultura i quali rappresentano il motore civico della nostra società e non certo un corpo separato dalla politica e dai politici.


31 agosto 2007


Presentato il Comitato provinciale per Letta

Lunedì prossimo, Foggia sarà tappa unica in Puglia per la presentazione del programma di Enrico Letta, il candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico che più si è caratterizzato, finora, per la penetrazione nel Nord Italia delle parole d’ordine del Partito Democratico.
Non ci sono solo Francesco Boccia e Gianni Pittella, però, a completare in chiave meridionale e nazionale la candidatura Letta. Da oggi questo profilo è sottolineato dal Comitato provinciale foggiano che, stamattina, ha ufficializzato il suo atto di nascita. Legalità, meritocrazia, pubbliche amministrazioni efficienti, infrastrutture, riduzione dei costi della politica, partecipazione dei cittadini: con questi ingredienti si può colmare il gap che ancora separa il Sud dal Nord Italia. Li hanno evidenziati il segretario dei Democratici di Sinistra di Vieste, Aldo Ragni, il capogruppo della Margherita nel Consiglio regionale pugliese, Franco Ognissanti, e il coordinatore provinciale della Margherita di Foggia, Gaetano Prencipe (
nella foto, da sinistra a destra), presentando il documento attorno a cui nasce il Comitato provinciale di sostegno alla candidatura di Enrico Letta.
La presentazione è avvenuta in via Giacomo Matteotti, a Foggia, sede del Comitato “14 Ottobre”, luogo aperto alle attività di tutti i candidati e supporto tecnico-organizzativo alla campagna per le primarie del 14 ottobre, quando si voteranno assemblee costituenti e segretari nazionali e regionali del Partito Democratico.
Oggi hanno esordito gli animatori del Comitato provinciale per Letta, tra i quali erano presenti Mirko Di Cataldo, Maresa Zingrillo, Michele Ricci, Peppino D’Urso, Francesco Andretta e Francesco Pastore.
Ottimista Franco Ognissanti: «A Foggia ci sono tutte le condizioni per il consenso e il 14 ottobre ne avremo la dimostrazione».
La presentazione del Comitato provinciale per Letta precede di 48 ore la tappa pugliese che vedrà presente a Foggia lo stesso sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, lunedì 3 settembre prossimo, alle 17:30, a Palazzo Dogana.


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31 agosto 2007


Sinistra Ecologista pugliese farà liste per Walter Veltroni e Michele Emiliano

Sinistra Ecologista pugliese sosterrà nelle primarie del 14 ottobre la lista “Ambiente, Innovazione, Futuro” per Walter Veltroni. Il coordinamento regionale di Sinistra Ecologista, inoltre, ha deciso di promuovere a livello regionale una lista degli ecologisti a sostegno della candidatura di Michele Emiliano a segretario regionale del Partito Democratico. Lo comunica una nota firmata da Mimmo La Bella e Alessandro Gianicolo, anticipando che «d’intesa con altre espressioni dell’ambientalismo pugliese, di singoli e di associazioni interessati, nei prossimi giorni predisporrà una base programmatica per fare della Puglia una regione che intende costruire il proprio futuro sull’innovazione e lo sviluppo sostenibile, sulla quale chiederà l’adesione, l’organizzazione delle liste e la partecipazione al voto per le primarie del PD regionale».
L’invito, rivolto a chi volesse aderire e partecipare alla costituzione dei comitati promotori delle liste in ciascuno dei 34 collegi pugliesi in cui si voterà il 14 ottobre prossimo, è a contattare i seguenti numeri telefonici:
• 339 1889027 Mimmo LA BELLA, componente Consiglio nazionale Sinistra Ecologista;
• 347 8241358 Donato FERRI, responsabile provinciale di Bari;
• 348 0442898 Enzo RIZZI, responsabile provinciale di Foggia;
• 347 6447141 Alessandro GIANICOLO, responsabile provinciale di Brindisi;
• 338 5717620 Giovanni MARSELLA, responsabile provinciale di Lecce;
• 347 6813522 Giuseppe STASOLLA, responsabile provinciale di Taranto


31 agosto 2007


NUOVO SONDAGGIO

NUOVO SONDAGGIO SU WWW.PDFOGGIA.IT


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31 agosto 2007


Oggi presentazione del Comitato provinciale per Enrico Letta

Il coordinatore provinciale della Margherita, Gaetano Prencipe, il capogruppo della Margherita nel Consiglio regionale, Franco Ognissanti, e il segretario dei Democratici di Sinistra di Vieste, Aldo Ragni, terranno oggi, venerdì 31 agosto, alle ore 11:30, presso la sede del Comitato provinciale “14 Ottobre” in via Giacomo Matteotti 35, a Foggia, una conferenza-stampa di presentazione del Comitato provinciale per Enrico Letta.
Nel corso dell’incontro saranno illustrate le iniziative in cantiere nei sei collegi della provincia di Foggia, a partire da quella più importante che è prevista lunedì 3 settembre prossimo quando, a Palazzo Dogana, è stato organizzato un dibattito con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, candidato alla Segreteria nazionale del Partito Democratico.


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31 agosto 2007


Il 63% ha intenzione di andare a votare domenica 14 ottobre

Il 63% ha intenzione di andare a votare alle primarie di domenica 14 ottobre, per eleggere le assemblee costituenti e i segreari nazionale e regionale del Partito Democratico.
Il 3% pensa che probabilmente non ci andrà. Il 38% si dice di sicuro di non andarci. È questo l’esito del sondaggio di pdfoggia.it, al quale hanno partecipato 121 persone.
Al voto di domenica 14 ottobre possono partecipare in qualità di elettori e di candidati tutte le cittadine e i cittadini italiani che a quella data abbiano compiuto 16 anni nonché, con i medesimi requisiti di età, le cittadine e i cittadini dell’Unione europea residenti, le cittadine e i cittadini di altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno, i quali al momento del voto dichiarino di voler partecipare al processo costituente del Partito Democratico, senza che ciò implichi iscrizione al Partito Democratico stesso. È previsto un contributo minimo di 5 euro, ridotto a 2 euro per le elettrici e gli elettori che non abbiano ancora compiuto 25 anni.
Un successivo Regolamento stabilirà le modalità di elezione delle Assemblee provinciali e dei Segretari provinciali, che devono tenersi entro il 31 dicembre 2007.
Alle primarie del 16 ottobre di due anni fa, per la scelta del candidato premier dell’Unione, i votanti complessivi nella provincia di Foggia furono 33.349, mentre 21.525 furono quelli che votarono Romano Prodi, considerabili gli elettori più coinvolti dall’attuale processo costituente del Pd dato che i restanti scelsero gli allora leader nazionali di Rifondazione comunista, Verdi, Italia dei Valori e Udeur.

Vedi anche:

SCADENZARIO DELLE ASSEMBLEE COSTITUENTI DEL PARTITO DEMOCRATICO
I SEI COLLEGI FOGGIANI E IL NUMERO DI COMPONENTI DA ELEGGERE
REGOLAMENTO QUADRO PER L’ELEZIONE DELLE ASSEMBLEE COSTITUENTI DELL’ULIVO-PARTITO DEMOCRATICO
REGOLAMENTO DI AUTODISCIPLINA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE



30 agosto 2007


PD? Dico la mia!” Tante voci per il nuovo partito

Alla Festa dell’Unità di Genova, in corso fino al 16 settembre, sarà distribuito il questionario “PD? Dico la mia!”. È stato realizzato dalla scuola di formazione politica “Per fare politica”, nell’ambito del progetto “In prima fila”, con domande sui valori fondanti del Partito Democratico, i principali obiettivi che il nuovo partito deve perseguire per il nostro paese e come si deve organizzare.
Al questionario è possibile dare una sola risposta a ogni domanda, segnando con una X quella che più si avvicina all’opinione dell’intervistato anche se non coincide perfettamente. Qualora si sia tentati di dare più di una risposta alla stessa domanda perché corrispondono almeno in parte al modo di pensare dell’intervistato, l’invito è a segnare solo quella che si considera prioritaria. Ecco il questionario.

1. UN PARTITO DI VALORI

1.1. Per quanto riguarda la democrazia reale e i suoi valori, il PD:

• non aggiunge né toglie nulla alla attuale situazione
• tende a assorbire il dinamismo di movimenti e partiti minori
• alza il livello di democrazia del Paese

1.2. Per quanto riguarda la convivenza e la giustizia sociale e civile, il PD:

• è maggiormente in grado di coalizzare idee e iniziative per il lavoro e per il benessere sociale anche attraverso un’equa distribuzione della ricchezza e delle opportunità
• non sarà in grado di esprimere almeno nel prossimo futuro l’idealità e la mobilitazione necessarie
• realisticamente riuscirà ad esprimere una sintesi programmatica in cui prevarranno soluzioni più o meno valide o pasticciate di cultura laica o cattolica

1.3. Per quanto riguarda legalità e sicurezza, il PD:

• deve agire con estremo rigore e con efficacia e coerenza legislativa e repressiva partendo dal presupposto che la legalità non è né di destra né di sinistra
• deve gestire la situazione con buon senso e tolleranza combattendo la psicosi della illegalità diffusa.
• deve perseguire un disegno di ampio respiro che vada alle radici del disagio e dell’agire criminale

1.4. Per quanto riguarda i valori della famiglia, il PD:

• punta alla difesa indiscutibile dei valori tradizionali con una forte attenzione alle convinzioni morali e alle consuetudini sociali e religiose del nostro paese
• punta alla salvaguardia di alcuni valori tradizionali sia cattolici che laici tenendo tuttavia conto dei profondi cambiamenti del tessuto sociale
• punta a garantire al massimo possibile ogni libertà individuale e di coppia.

1.5. Per quanto riguarda la globalizzazione e il ruolo internazionale, il PD:

• conferma le scelte di schieramento fatte dal paese e punta al superamento dei conflitti attraverso il rafforzamento degli organismi internazionali
• dovrà puntare ad una politica di interesse strettamente nazionale limitando gli impegni e i vincoli in particolare europei quando troppo onerosi
• dovrà schierarsi senza indugi per il disimpegno italiano da qualsiasi fronte a qualsiasi titolo aderendo solo ai grandi temi di salvaguardia dell’ambiente e della pace.


2. UN PARTITO PER L’ITALIA

2.1. In Italia nel rapporto centro periferia, quale linea deve adottare il PD:

• Un ruolo più forte dello Stato sul territorio
• Più decentramento amministrativo e federalismo fiscale
• Razionalizzare l’attuale situazione

2.2. I due paesi, il Nord il Sud e il PD

• Il PD deve appoggiare una forte e aggressiva iniziativa antimafia in tutto il Sud perché altrimenti esisteranno sempre due paesi
• E’ necessario un piano per il Sud di investimenti e iniziative di lungo periodo in vari campi per costruire le basi di un salto di qualità.
• Il Sud e il Nord sono solo categorie geografiche e più si usano due pesi e due misure più le differenze si accentuano

2.3. Le infrastrutture del paese (strade, autostrade, ferrovie, porti, discariche, ecc.) sono insufficienti e arretrate rispetto alle esigenze, il PD:

• Deve considerare una priorità assoluta la loro realizzazione o modernizzazione e, nell’interesse superiore del paese, contrastare ogni logica particolaristica non giustificata e il “no a tutto” o il “non nel mio giardino”.
• Deve avviare un processo di dialogo con tutti gli attori interessati dagli interventi strutturali seguendo nel limite del possibile le indicazioni ricevute ma poi proseguendo senza indugi per la strada definita in tempi prefissati
• Deve accettare in ogni caso il parere delle popolazioni locali e dei comitati spontanei dei diretti interessati ricercando soluzioni alternative

2.4. La pressione fiscale anche a fronte di servizi pubblici non sempre efficienti è piuttosto rilevante, il PD:

• Deve soprattutto portare avanti una politica di forte disimpegno dello Stato da alcuni servizi non essenziali in modo da ridurre i costi pubblici
• Deve in particolare rivedere l’attuale struttura di tassazione perché non è equa e colpisce soprattutto le classi meno abbienti.
• Deve soprattutto appoggiare le iniziative volte a contrastare l’evasione fiscale e rendere più efficiente e meno costosa la macchina burocratica

2.5. Per quanto riguarda il funzionamento della giustizia, il PD:

• Con la Riforma Mastella il processo di riordinamento della magistratura è praticamente cosa fatta
• La Riforma Mastella deve essere solo l’inizio di un processo di vera riforma della giustizia il cui vero problema per il cittadino sono i tempi e i costi oltre, naturalmente, la certezza della pena
• La giustizia è allo sfascio e il PD deve diventare meno accondiscendente con un sistema in gran parte disorganizzato e fortemente inefficiente.

2.6. Per quanto riguarda il rapporto fra politica e cittadini, il PD:
• Per prima cosa deve preoccuparsi della revisione della legge elettorale Berlusconi che ha favorito la frantumazione e l’instabilità politica
• Per prima cosa deve dare un forte segnale di cambiamento dal punto di vista morale impegnandosi senza tentennamenti contro i privilegi che il sistema politico e amministrativo hanno costruito per sé in tutti questi anni.
• Per prima cosa deve costruire o ripristinare un reale rapporto di ascolto e di partecipazione con i cittadini

2.7. Pensioni, lavoro, benessere sociale il PD:

• Deve difendere l’accordo sulle pensioni e sul welfare perché era il migliore che si potesse fare dati i vincoli e i cambiamenti in essere, come per esempio l’aumento dell’età media
• Deve darsi l’obiettivo di aumentare ulteriormente l’età pensionabile considerato il considerevole aumento dell’età media.
• Deve considerare che l’accordo che è stato fatto offre un cattivo se non pessimo esempio di politica di sinistra

2.8. Sanità, welfare, il PD

• Deve difendere la sanità pubblica ma anche incentivare quella privata
• Per garantire una migliore efficienza deve portare avanti un disegno di privatizzazione della sanità
• Deve mantenere la sanità in ambito pubblico migliorandone l’efficienza

2.9. Ricerca, sviluppo industriale ed economico, formazione, il PD:

• Dovrebbe essere favorevole a spostare risorse anche da altri servizi pubblici perché la ricerca è strategica per lo sviluppo del paese
• Dovrebbe essere favorevole a spostare risorse sulla ricerca ma alla condizione che non venga mai intaccato il livello dei servizi primari e sociali (sanità, assistenza, eccetera).
• Dovrebbe sostenere il principio di un maggior coinvolgimento del sistema industriale limitando il proprio apporto diretto e delegando ai finanziamenti europei la ricerca di base.

2.10. Immigrazione, integrazione, multiculturalità e PD:

• L’Italia è un paese ospitale ed è giusto e opportuno favorire l’immigrazione regolare per le esigenze produttive del paese agevolando il più possibile gli scambi fra culture, razze e religioni diverse
• Il nostro paese deve controllare di più gli ingressi e migliorare l’efficienza e l’efficacia del sistema di accoglienza in modo da selezionare meglio gli stranieri, favorendo una integrazione senza traumi da una parte e dall’altra.
• Il “buonismo” non è buona politica soprattutto di questi tempi. Bisogna aumentare il livello di attenzione e i controlli e stabilire un livello di tolleranza, superato il quale è necessario agire in modo drastico.


3. UN PARTITO DEMOCRATICO

3.1. La prima preoccupazione negli obiettivi e nell’attività quotidiana del partito

• L’interesse generale del paese
• L’interesse delle classi popolari e disagiate
• L’interesse del proprio elettorato di riferimento

3.2. Governo del paese e Partito Democratico

• Non deve esserci alcuna contraddizione fra le scelte che vengono fatte a livello governativo e i programmi e le iniziative del PD
• Partito e governo sono due cose ben distinte per cui è lecito che il Partito possa trovarsi in disaccordo e contestare il Governo ed è lecito che il Governo porti avanti istanze proprie e non condivise assumendosene le responsabilità
• Bisogna sempre trovare una giusta mediazione perché l’attività governativa è per forza di cose sottoposta a vincoli e necessità che esulano dalla volontà e dalla capacità di intervento dei singoli partiti.

3.3. Dissenso interno, correnti, gruppi, interessi di lobby, il PD:

• Il PD è un partito forte proprio grazie alle differenze esistenti. L’importante è che si riesca a trovare una sintesi comune attraverso il dialogo e il lavoro sugli obiettivi.
• Il PD è un partito nuovo in cui è necessario rimescolare le carte della propria appartenenza originaria favorendo nuovi apporti esterni
• Attraverso la lotta e la concorrenza fra opinioni diverse e diversi modi di affrontare le cose vincono i migliori e quindi si avrà la possibilità di emergere meglio anche nella lotta politica esterna.

3.4. Organizzazione, coinvolgimento, il PD:

• Deve essere una organizzazione basata sui propri iscritti regolarmente tesserati
• Si deve poter basare oltre che sui propri iscritti anche su simpatizzanti e attivisti della società civile che condividono ideali o attività
• Bisogna pensarlo come più come un “movimento” che come un “partito” e quindi il più flessibile ed eterogeneo possibile

3.5. Differenza di genere, il PD:

• La presenza femminile in politica è un elemento costitutivo della democrazia per cui è giusto stabilire che il 50% delle cariche interne e esterne siano affidate per regolamento alle donne del Partito
• La presenza femminile in politica è un elemento di grande valore democratico e organizzativo ma contano anche le abilità personali per cui è opportuno favorire la presenza femminile ma senza stabilire quote rigide
• In politica contano le persone. Donne o uomini che siano devono saper fare, saper rappresentare il Partito e i suoi valori e saper comunicare. E questi più che il sesso di appartenenza devono essere gli unici metri di valutazione.

3.6. Dirigenti del Nuovo Partito
• E’ determinante che abbiano molta esperienza e provengano dalle file delle precedenti organizzazioni e dall’attività politica quotidiana
• Serve una maggiore apertura al nuovo che premi anche l’ascesa di persone non necessariamente appartenenti ai precedenti partiti
• E’ opportuno cambiare tutto e tutti e dare inizio ad una nuova generazione di dirigenti di partito.

3.7. Qualità personali delle persone con ruoli di responsabilità nel PD
• In particolare essere bravi comunicatori, presentarsi bene, dialogare con i mass media, attirare attenzione e simpatia
• In particolare essere affidabili politicamente, di appartenenza definita, coerente e trasparente, buoni punti di riferimento organizzativo e politico
• In particolare devono avere capacità di fare squadra, attivismo e movimento, stimolare le persone a fare, lavorare per obiettivi e per progetti più che per ruoli definiti

SESSO M F

ETA’ ______

CITTA’ DI RESIDENZA ___________

PROFESSIONE ______________________

TITOLO DI STUDIO
• Elementare
• Media inferiore
• Media superiore
• Università

ALLE ULTIME ELEZIONI POLITICHE HO VOTATO ____________________________


30 agosto 2007


Sergio Zavoli si iscrive ai Ds prima della confluenza nel Partito Democratico

Tra 22 giorni compirà 83 anni ed è il più noto giornalista televisivo italiano, come sottolineò Edmondo Berseli ritenendo una «tautologia» la laurea honoris causa conferitagli, il 26 marzo di quest’anno, dall'Università di Roma Tor Vergata in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo. Il nome di Sergio Zavoli (foto a destra) è indissolubilmente legato a quella che è ritenuta la più penetrante inchiesta televisiva mai realizzata in Italia: le 18 puntate de “La Notte della Repubblica” trasmesse nel 1989 dalla RAI. Vicino al Partito Socialista Italiano, dal 1980 al 1986 Zavoli è stato presidente della RAI. Dopo il reportage “Nostra padrona televisione” (1994) entrò in politica con i Democratici di Sinistra, con cui fu eletto senatore nel 2001 e nel 2006. Ma non si era mai iscritto a un partito politico. Fino a oggi quando ha inviato al segretario dei Democratici di Sinistra, Piero Fassino (foto a sinistra) questa lettera.

Caro Piero,
la scelta con cui, alla vigilia delle ultime elezioni, hai voluto che fossi io, senatore dell’Ulivo, ad aprire la lista dei Ds nella mia Regione, l’Emilia Romagna, è stata una testimonianza non solo amichevole, ma anche e soprattutto politica.

Con una decisione insolita nel costume del partito, cioè intendendo esprimere, con quella indicazione, una volontà che superasse l’aspetto pur significativo della militanza, e nondimeno privilegiando il suo carattere fiduciario, mi hai dato una franca prova umana, civile, ideale.

Ora che il partito dei Ds, in virtù della nascita del Pd, è prossimo a confluirvi con tutta la sua storia e la sua identità - e molto lo si deve, voglio dirlo, all’impulso intelligente e generoso della tua azione politica - sento di esserti in debito di una consonanza altrettanto franca chiedendo di farne parte a pieno titolo, perché resti un segno della mia sia pur breve presenza nella vostra casa.
Più d’una circostanza, in questo frangente, assume per me un valore simbolico: mi riferisco al ricordo di quando, con Veltroni alla direzione de «l’Unità», scrissi per il giornale, allora del Pds, una serie di articoli in cui - con le mie poche forze, ma incoraggiato da Walter - vagheggiavo una “unione” che già allora mi affiliava, idealmente, a una nuova comunità di centro-sinistra in cui poter trovare un’idealità comune, nel segno di un progetto democratico e riformista capace di mettere e di tenere insieme forze animate da culture diverse, ma da una condivisa prospettiva politica.

Non è dunque solo sentimentale la mia scelta di partecipare, fin dai suoi primi passi, a un cammino ormai inarrestabile, che si annuncia provvido per le sorti del nostro Paese. Un rinnovato, affettuoso, augurale saluto,
Sergio Zavoli


La risposta di Fassino

Caro Sergio,
è con vera gioia che accolgo la tua scelta di aderire ai Ds proprio alla vigilia della nascita del Partito Democratico.
Hai voluto così rendere evidente il ruolo decisivo che i Democratici di Sinistra hanno avuto - dopo la sconfitta del centrosinistra del 2001 - prima nella ricostruzione dell’Ulivo, come casa comune dei riformisti, e oggi nella fondazione del Partito Democratico.

Te ne sono e te ne siamo tutti particolarmente grati, tanto più perché non manca chi - cavalcando strumentalmente l’onda dell’antipolitica - tenta di rappresentare il Partito Democratico come negazione di tutto ciò che è esistito prima di esso. Rappresentazione sciocca e infondata, perché basterebbe volgere lo sguardo a questi anni per constatare facilmente che senza la passione, la generosità, l’intelligenza e la forza di centinaia di migliaia di donne e uomini impegnati nei partiti - e in particolare nei Democratici di Sinistra - il Partito Democratico non avrebbe mai visto la luce.

Tu, d’altra parte, camminando ogni giorno con noi, sei stato testimone e protagonista di questo straordinario sforzo collettivo che oggi è prossimo all'approdo. Con il Partito Democratico inizia una nuova stagione per la sinistra, per la democrazia italiana, per il nostro Paese.
Nel viverla, con immutata passione e convinzione, saremo ancora una volta insieme. Per questo, caro Sergio, ti ringrazio per quanto ci hai dato e il tanto ancora che ci vorrai dare.

Un forte abbraccio, con amicizia
Piero Fassino


30 agosto 2007


Tour pugliese di Rosy Bindi

Il confronto fra i candidati alla guida del Partito Democratico? Intanto Rosy Bindi farà da madrina a quello tra coloro che si propongono per la segreteria pugliese. Succederà stasera a Taranto, nella Villa dei Missionari Salesiani di via Lama dove, alle 20, è previsto un confronto tra Michele Emiliano, Fabiano Amati e Antonio Gaglione, alla presenza del ministro delle Politiche per la Famiglia.
La Bindi attraversa oggi tutta la Puglia. Alle 11 presenta il Comitato pugliese di sostegno alla sua candidatura alla segreteria nazionale, a Bari, nell’auditorium del gruppo dei Democratici di Sinistra al Consiglio regionale. Alle 13, a Brindisi, nella sede dell’Amministrazione provinciale, incontra il presidente Michele Errico, Nel pomeriggio, alle 15:15, sarà a Lecce nella sede provinciale dei DL-La Margherita. Alle 17, a Taranto, presiederà un incontro sui temi del lavoro con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil tarantini, che si terrà al Centro Vaccarella gestito da Fim-Cisl, Uilm-Uil e Fiom-Cgil presso la Fondazione “Vivere solidale” in località Macchie.
Rosy Bindi aveva già fatto tappa a Foggia, il 23 luglio scorso, in occasione del convegno sul tema “Famiglie al futuro – Cantieri solidali per la nuova Puglia Sociale”.


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permalink | inviato da pdfoggia il 30/8/2007 alle 10:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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