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4 agosto 2007


Morti bianche, Colomba Mongiello: «Applicare subito le nuove norme»

«L’approvazione definitiva anche da parte della Camera della legge che interviene sulle tutele e la sicurezza del lavoro è un importante passo in avanti che dovrebbe tagliare e ridurre l’odioso fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle morti bianche». Lo ha sostenuto la senatrice ulivista, Colomba Mongiello, componente della Commissione Lavoro e Commissione Infortuni e morti bianche a Palazzo Madama, ieri, «in un giorno in cui un tragico bollettino segnala che, solo in Puglia, quattro operai hanno perso la vita. Un doloroso segnale di quanto questa legge fosse urgente e necessaria».

La parlamentare foggiana conclude con un auspicio: «Il Parlamento ha fatto in tempi brevi la sua parte, è ora importante che queste norme vengano immediatamente applicate, anche con la collaborazione delle imprese e dei lavoratori, per fermare una piaga inaccettabile in una società civile e nel pieno sviluppo».

Il disegno di legge delega sulla sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, approvato definitivamente mercoledì sera alla Camera, accanto ai principi di delega, introduce una serie di norme di immediata attuazione. Si prevede la modifica del sistema degli appalti pubblici al ribasso; l'indicazione dei costi per la sicurezza che deve essere espressamente indicata nei bandi di gara; le sanzioni comminate agli imprenditori che devono andare a interventi di prevenzione. Il costo relativo alla sicurezza non può essere oggetto di ribasso d’asta.
Sul fronte della lotta al lavoro nero, il testo prevede l’estensione della legge Bersani non solo ai cantieri edili, ma a tutte le attività produttive, cioè la sospensione dell’attività dell’azienda se occupa il 20% di irregolari rispetto al totale dei lavoratori, insieme all’impossibilità di partecipare a gare pubbliche. I lavoratori di imprese in appalto o subappalto, poi, devono indossare una tessera di riconoscimento con le generalità proprie e del datore di lavoro. Previsti 300 nuovi ispettori del lavoro.
Il provvedimento è stato preso su iniziativa del Governo, che ha mutuato lo schema della legge regionale approvata dalla Puglia subito dopo lo scandalo suscitato, nel settembre dell’anno scorso, dall’inchiesta giornalistica del settimanale “L’Espresso” nelle campagne foggiane.




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4 agosto 2007


Incendi, Bordo propone un pacchetto di modifiche alla Legge 353

C’è anche la sottrazione della gestione dei fondi per la prevenzione degli incendi e la ricostruzione delle aree boscate, tra le sanzioni applicate ai Comuni che non realizzeranno il catasto delle aree bruciate. È quanto prevede la proposta di legge presentata, questa mattina, da Michele Bordo, deputato dell’Ulivo, per modificare e rendere effettive le prescrizioni contenute nella “Legge quadro in materia di incendi boschivi” n353/2000).

Nella proposta, in caso di inadempienza dei Comuni, si prevede il prolungamento del divieto di modifica della destinazione urbanistica, di costruzione, di pascolo e di caccia; il commissariamento ad acta del Comune e l’assegnazione alla Provincia del censimento dei soprassuoli percorsi dal fuoco; il trasferimento alla Provincia della gestione di fondi europei, statali e regionali eventualmente assegnati al Comune inadempiente per le attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, limitatamente alla durata del commissariamento ad acta; l’obbligo del Comune inadempiente di farsi carico del ripristino dello stato dei luoghi nelle aree percorse dal fuoco, fatto salvo il diritto a rivalersi sul responsabile dell’incendio.
«L’obiettivo della proposta di legge non è penalizzare i Comuni, come qualcuno potrebbe maliziosamente e strumentalmente sostenere, ma richiamare questo pezzo fondamentale dello Stato al rispetto delle leggi –commenta Bordo– con la consapevolezza che quella del catasto delle aree bruciate è una misura capace di produrre effetti concreti a tutela del territorio. Lo dimostra quanto registrato in Campania, dove i roghi sono diminuiti del 50% negli ultimi 3 anni anche grazie alla diffusa e oculata applicazione della 353».




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