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15 settembre 2007


Comitato per Veltroni anche a Monte Sant'Angelo

«Ds e Margherita avranno un ruolo importante nella costituente del Partito Democratico, ma la vera forza è rappresentata da quegli uomini e da quelle donne che, distanti dagli attuali partiti, vogliono essere attori protagonisti e non più comparse della politica attiva». Così Michele Fusilli commenta l’attività del Comitato per Walter Veltroni segretario del PD costituitosi a Monte Sant’Angelo. «Sono uomini e donne, per lo più provenienti dalla società civile, che hanno deciso di impegnarsi attivamente in questa fase, mettendo a disposizione le proprie esperienze politiche e personali, la passione e la voglia, per far sì che questo partito nuovo parli la lingua di tutti», aggiunge Fusilli invitando a contattare via mai all’indirizzo ulivomonte@tiscali.it o al numero telefonico 349 8228867 il Comitato cittadino per le adesioni.


14 settembre 2007


Presentato il Manifesto del Comitato “Foggia per Veltroni”

Presentato stamattina il Comitato “Foggia per Veltroni” e il documento-manifesto a sostegno della candidatura di Walter Veltroni alla segreteria nazionale e di quella di Michele Emiliano alla segreteria regionale del Partito Democratico.
A trenta giorni dal voto delle primarie, il Comitato “Foggia per Veltroni” già fa la sintesi di sei, intense settimane di appelli e appuntamenti che hanno interessato le diverse anime che convergono sulla candidatura di Walter Veltroni alla segreteria del Partito Democratico.
In testa c’è proprio la cosiddetta società civile, un esponente della quale, il professor Maurizio Ricci, è stato chiamato a presiedere il Comitato “Foggia per Veltroni” e a raccogliere le adesioni. Ma anche Potito Salatto, imprenditore della sanità privata ed editore televisivo, impegnato in un’esperienza da assessore comunale alla Cultura, o Nunzio Caccavo, giovane imprenditore convinto dalla svolta rappresentata dal Partito Democratico.
«Quello che considero l’obiettivo più ambizioso del Partito Democratico -ha detto Ricci- è l’apertura ai contributi e alle istanze della società civile, del mondo delle donne, delle professioni, dell’impresa».
«Non provengo da una storia di militanza politica, ma ho scelto di stare nel centrosinistra, con il mio bagaglio di idee e di proposte -gli ha fatto eco Potito Salatto-. Agli imprenditori come me, specie quelli del Sud, dico che il mondo dell’impresa non deve avere paura di schierarsi né percepire la politica come qualcosa di ostile. Partecipazione è la parola chiave. Chi investe e fa impresa rappresenta un pezzo importante della classe dirigente del Paese, che ha il diritto ma anche il dovere di mettere in campo idee e proposte».

Ci sono i cattolici che si riconoscono nel Manifesto di Assisi voluto da Beppe Fioroni, rappresentati da Antonio Paglia ma anche da Antonio Lapollo e Rosa Cicolella. I “coraggiosi” di Francesco Rutelli che, in Gaetano Cusenza, hanno trovato la leadership del Gargano e che, nel capoluogo, si catalizzano attorno a Franco Petruzzelli e Mariano Rauseo. Ci sono gli “amministratori”, rappresentati al vertice dal sindaco di Foggia, Orazio Ciliberti, dall’assessore Italo Pontone, da Paolo Terenzio o dalla presidente del Consiglio comunale di Manfredonia, Anna Rita Prencipe.
Ci sono i Socialisti autonomisti, presenti con Nino Abate. Ma anche la sinistra fino a ieri perplessa, circa la scelta del Partito Democratico, rappresentata dal “padre storico”, l’ex senatore Angelo Rossi. E poi il mondo sindacale, con Mary Manocchio. Intellettuali come il direttore della Biblioteca provinciale, Franco Mercurio.

E i Democratici di Sinistra che, con il segretario provinciale Sabino Colangelo, hanno già fatto le scelte che oggi si chiedono al partito nuovo: i giovani come Raffaele Piemontese, Alfonso De Pellegrino, Gianluca Ruotolo; le donne come la senatrice Colomba Mongiello, l’assessore regionale Elena Gentile, Rita Chinni, Anna Caruso; gli uomini del governo come Matteo Valentino, Costantino Squeo, Antonello Summa, Angelo Castelluccio, Angelo Colangione, Pasquale Dell’Aquila, Antonio Cera.
Ma l’elenco dei presenti, stamattina, nella sede del Comitato provinciale “14 Ottobre” sarebbe lungo. Ricci ha voluto sottolineare «una grandissima qualità» che spicca in Veltroni: «Quella di saper parlare anche ai cittadini che non fanno parte del Partito Democratico e così attrarre consensi che arrivano da ogni parte».

Spazio poi al documento-manifesto, tutto tagliato sulle parole d’ordine della candidatura Veltroni e su quelle emergenti dalla campagna d’ascolto attivata dai Ds e dalla Margherita, in particolare.
Eccolo.

“Foggia per Veltroni”

Progettare il nostro futuro, riscoprendo i valori di una grande provincia, frontiera tra la Puglia e le altre regioni del Mezzogiorno, con una storia ricca e un presente di enormi potenzialità da impiegare concretamente a beneficio della collettività. Parlare la nostra lingua del Sud, parlare italiano ed europeo riconquistando le attitudini del rischio e della solidarietà con cui le comunità della Capitanata si sono costruite, non lasciando mai solo nessuno.

Il Partito Democratico è il frutto giovane di una tradizione antica di lotte sociali, di laboriosità, di intelligenza e di cultura. Qualità che devono essere riportate dentro il futuro di questa terra, guardando al mondo e vivendo le città, le campagne, le montagne e il mare della provincia di Foggia. La provincia che ha fatto propria la lezione di Giuseppe Di Vittorio e Aldo Moro, per cui la crescita economica e l’equa ripartizione della ricchezza non sono obiettivi in conflitto.

La proposta di Walter Veltroni per un’Italia unita, moderna e giusta, per un’Italia nuova, è una cornice di straordinarie opportunità per una Capitanata alla ricerca di una nuova identità. Innovazione, talento, merito e pari opportunità sono i valori fondanti del partito nuovo da coniugarsi con quelli di giustizia sociale e di difesa dei diritti umani e civili.

Il 14 ottobre comincia un cammino storico: il Partito Democratico rappresenta l’unione di culture e forze riformiste del paese, superando la parzialità e l’insufficienza di ognuna di esse. Il Partito democratico nasce aperto, si fonda attorno a idee e progetti proposti da singole persone, associazioni e gruppi, comitati e movimenti. Assieme formano un nuovo partito e ne decidono organi dirigenti e leader nazionale. Questa forma nuova della politica è appena abbozzata con le primarie del 14 ottobre. Da allora in avanti i modi della partecipazione popolare al Partito Democratico saranno nelle nostre mani.

Partecipare da subito serve. Serve per una politica pura. Serve a guardarsi in faccia...

...Donne e uomini che riannodano il filo spezzato di un presente per i figli migliore di quello che vivevano i padri.

...Donne e uomini che riconoscono innanzi tutto la lotta alla disoccupazione e alla precarietà, le pari opportunità con la conciliazione tra tempo di lavoro e tempo di non lavoro, quali strumenti vitali per diffondere benessere, mettere assieme risorse materiali e umane, assicurare opportunità di progresso, consolidare i beni per comprare una casa, assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

...Donne e uomini che riprendono la loro tradizione legata alla terra immettendo le proprie energie nella moderna economia agricola e agro-alimentare, dove produrre qualità degli alimenti, fare ricerca, sperimentare l’innovazione, organizzare servizi nuovi, intrecciare commerci e relazioni con il Mediterraneo e il mondo, stabilendo un rapporto equilibrato tra città e campagna.

...Donne e uomini che vedono quanto siano ricchi la terra, l’aria, il mare della provincia di Foggia; quanto importante sia vivere le città, avere servizi moderni, fare viaggiare persone e merci senza consumare il patrimonio ambientale: anzi, ponendo proprio l’ambiente quale uno degli elementi essenziali per un maggiore sviluppo socio-economico.

...Donne e uomini che avvertono la funzione essenziale dell’innovazione tecnologica, fondamentale per lo sviluppo del territorio, anche al fine di accorciare le distanze tra le comunità, comprese le più piccole, della Capitanata; attrarre e trattenere investimenti sulle produzioni nuove anche con un deciso potenziamento delle infrastrutture; allargare il circuito della partecipazione al governo delle comunità.

...Donne e uomini che vogliono città sicure e solidali, dove i più deboli non siano lasciati soli o esposti alla criminalità. Dove la tutela della legalità, da coniugarsi saldamente con la solidarietà sociale, sia un valore considerato basilare per fare impresa liberamente, garantendo a quest’ultima le condizioni di sviluppo, a partire da una revisione dell’attuale sistema fiscale, e vivere senza paura i momenti della vita collettiva.

...Donne e uomini che vivono la loro gioventù come un’opportunità in più: per viaggiare, per conoscere nuove cose, per decidere.

Progettare il futuro
Il Partito Democratico della provincia di Foggia intende essere il partito della comune cittadinanza europea. Sapere che i prossimi dieci anni sono decisivi per un Sud al quale è stato destinato l’85 per cento delle risorse nazionali partendo da un presupposto: lo sviluppo del Sud è imprescindibile per lo sviluppo dell’Italia.
Sapere che, nel presente e nel futuro della sfida richiestaci dall’Unione Europea, va elevata al massimo il grado di responsabilità con il quale governiamo e facciamo politica.
La coesione sociale e la qualità della vita urbana sono una grande missione per la provincia di Foggia esattamente come per tutta l’Unione Europea.
Il salto di qualità deve essere allo stesso tempo economico, politico e soprattutto culturale e di mentalità. La grande missione del Partito Democratico è alimentare una cultura dello stare insieme nuova rispetto al piangersi addosso e al dare sempre la colpa agli altri.
In questo senso, la voglia di protagonismo delle nuove generazioni è già una grande risorsa per la nostra provincia e per il nascente Partito Democratico.
Se il partito nuovo entrerà in sintonia con i meriti e i bisogni, noi avremo allargato le basi della no-stra democrazia, moltiplicato le opportunità, diffuso benessere e garantito equità.

Lavoro
La Capitanata deve investire nel futuro e nelle sue giovani generazioni, spesso emarginate ed escluse dal mondo del lavoro e delle professioni, private così dal diritto di farsi una famiglia. I vecchi corporativismi mortificano il merito. Le nuove generazioni migliorano normalmente le condizioni della loro vita rispetto a quelle precedenti. Oggi, invece, i giovani hanno un futuro incerto.
Il Partito Democratico deve fondarsi sul valore del lavoro, fondamentale per il progresso economico-sociale e strumento di coesione sociale, ancora di più al sud, caratterizzato da una maggiore presenza di lavoro nero e precario; deve valorizzare non solo il lavoro dipendente regolare, ma tutti i lavori, nelle differenti forme ed espressioni. Sviluppo e buona occupazione devono essere strettamente connessi. Occorre riconoscere le professionalità, la creatività del lavoro e la tutela dei diritti dei lavoratori sapendo che professionalità e creatività sono intimamente connesse al rischio d’impresa. Oggi, perciò, è sul patto lavoro-impresa che deve reggersi la sfida per una flessibilità contrattata, che non si traduca mai in precarietà.

Lo sviluppo economico
Il Partito Democratico deve cogliere il frutto più maturo delle politiche di sviluppo elaborate dal centrosinistra in questo ultimo triennio. Nella provincia riconosciuta come grande distretto regionale dell’agro-alimentare, abbiamo già sperimentato le positività della nascita di esperienze di ricerca, di valorizzazione dei prodotti tipici della Capitanata: è recente la decisione di istituire a Foggia l’Autorità nazionale per la sicurezza alimentare.
È il settore economico più avanzato, che in tutto il mondo conosce la crescita più impetuosa.
È il settore economico a più rilevante impatto nella qualità della vita delle persone, che richiede saperi e competenze legati alla tradizione secolare della nostra provincia congiunta alla ricerca u-niversitaria e all’innovazione.
È il settore dell’attività umana che ha conosciuto le più profonde trasformazioni: oggi l’agricoltura e la produzione degli alimenti con industria, sanità, ambiente, commercio, turismo.
Gli stessi insediamenti umani che hanno costruito l’identità della Capitanata hanno radici storiche che intrecciano il lavoro della terra e i servizi a esso connessi.
È un indirizzo di sviluppo che si apparenta allo sterminato giacimento archeologico e della Capita-nata: da Arpi ad Ascoli Satriano, da Herdonia a Salpi, da Montecorvino a Castel Fiorentino, da San Leonardo a Civitate, da Troia a Santa Maria di Pulsano a Lucera.

Infrastrutture
Ogni porzione della provincia di Foggia è protesa verso l’esterno. La principale opzione strategica per lo sviluppo economico e sociale riguarda le infrastrutture. Sono i “mezzi” attraverso cui intrecciare le relazioni tra le diverse comunità della Capitanata e con le province e le regioni confinanti. Il Partito Democratico deve saper interpretare le esigenze di questa “seconda modernizzazione” dentro cui è inserito l’intero Sud Italia. Occorre qualificare le scelte che si stanno elaborando negli uffici della Pianificazione strategica delle Amministrazioni provinciale, del Comune di Foggia, di Cerignola, di Manfredonia, di San Severo, di Lucera e del sistema delle comunità dei Monti Dauni e del Gargano. Sono scelte che determineranno il futuro di benessere delle donne e degli uomini della provincia di Foggia.

Infrastutture tecnologiche
Oltre alla rete infrastrutturale tradizionale, va attribuita priorità anche alla rete tecnologica. È, questa, una sfida democratica dato che i moderni mezzi della Informazione Tecnologica contribuisco-no a «rimuovere gli ostacoli al pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese», come recita il secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione.
Le nuove tecnologie riducono le barriere della mobilità urbana, sviluppano organizzazioni e modalità del lavoro utili a liberare i tempi di vita per sviluppare la personalità degli individui verso altre in-clinazioni, abbassano i costi della formazione continua e del fare impresa.
Aprono la strada ai nuovi mestieri e professioni che si possono esercitare dove si sceglie di vivere restando in collegamento col mondo.
Rendono aperto e partecipato il grande flusso delle informazioni e della conoscenza. In una pro-vincia come quella di Foggia, le nuove tecnologie riducono i costi e le difficoltà della mobilità, pos-sono invertire la tendenza allo spopolamento delle comunità più piccole, incrementano il valore delle relazioni interregionali.

Il benessere delle donne e degli uomini
Nella Puglia della legge sui “servizi sociali per il benessere delle donne e degli uomini di Puglia” e delle “Politiche di genere e la conciliazione vita lavoro”, il Partito Democratico deve promuovere la creazione di un sistema di relazioni sociali nuovo, incidere sul coordinamento e l’amministrazione dei tempi delle città, promuovere l’uso del tempo per fini di solidarietà sociale.
Le città della Capitanata, a loro volta epicentro di sub-sistemi provinciali, devono tornare a essere luogo dove si concentrano risorse e servizi, agenzie del sapere e nuove professioni, dove le attività legate alla cultura e al tempo libero abbiano il loro spazio e assicurino le opportunità per liberare le energie più creative, siano lo spazio pubblico della convivenza solidale.

Pubbliche amministrazioni moderne
Le donne e gli uomini del Partito Democratico rappresentano una risorsa civile a cui attingere. Devono migliorare la capacità generale delle Amministrazioni pubbliche che operano nel campo delle politiche per lo sviluppo e della erogazione dei servizi ai cittadini e alle imprese. Devono battersi perché le pubbliche amministrazioni siano luoghi che attraggano competenze e che selezionano in base al merito, ponendosi effettivamente al servizio della collettività.

La legalità e la sicurezza
Nella provincia di Foggia, il Partito Democratico deve nascere sacralizzando il valore della legalità, legalità da coniugarsi con l’inclusione sociale e la solidarietà. Da anni, e ancor più negli ultimi tempi, i segni della lacerazione del tessuto civico sono inquietanti. La legalità è un valore essenziale per la collettività ma anche un fattore che aiuta gli investimenti, libera l’intrapresa economica, ge-nera economia pulita e competitiva, contrastando anche le forme di lavoro nero o irregolare.
Accanto alla necessaria attività di repressione dei soggetti pubblici, tutte le istituzioni devono diffondere l’educazione e la cultura della legalità, coinvolgendo attivamente i cittadini per sancire che l’illegalità non “paga” e mina alle fondamenta la coesione sociale della comunità.

Un partito nuovo
Il Partito Democratico deve rendere più forte la politica e impegnarsi affinché chi governa a tutti i livelli, tutta la classe dirigente, dagli imprenditori ai sindacati, dal mondo delle professioni alla cittadinanza attiva, si sperimentino attorno alla cura dell’interesse generale.
Oggi che si fondono le migliori tradizioni riformiste italiane, che si fonde la cultura di due grandi partiti di massa che seppero essere strumento moderno della democrazia e della partecipazione popolare, fino al 14 ottobre e dal 15 ottobre in poi è necessario studiare le forme in cui deve attivarsi il rapporto con i cittadini attraverso la politica, applicando i mezzi aggiornati della partecipazione, della rappresentanza e della selezione della classe dirigente. Aggiornare i mezzi significa anche organizzarsi in modo da garantire la piena partecipazione delle donne all’attività politica, rigenerare il rapporto con i giovani. La necessità delle forme nuove è confermata dalle cicliche derive populistiche, dall’antipolitica che ha portato ai partiti di plastica, ai partiti personali, a sistemi mediatici che condizionano cittadini non organizzati.
Soprattutto in questa provincia che, per tutto il Novecento, ha conosciuto la forza e il radicamento dei partiti politici di massa, il Partito Democratico deve fare tesoro di quella tradizione civile e studiare le forme nuove della presenza nei quartieri, nei posti di lavoro, vicino alle associazioni, ai consumatori, agli utenti con una solida e ramificata struttura organizzativa e territoriale. È questa “vicinanza” che genera l’effettiva partecipazione dei cittadini.

Il Partito Democratico e i governi locali
Questa provincia e questa regione hanno sperimentato tutti i fattori che stanno producendo la storica nascita del Partito Democratico. Siamo la provincia e la regione della “primavera” degli ammi-nistratori, siamo la provincia e la regione delle primarie, siamo la provincia e la regione che per prime hanno costruito le fondamenta per la sfida del nuovo Ulivo.
Dal 15 ottobre, dobbiamo generare fatti nuovi per colmare lo scarto tra le aspettative dei cittadini e le effettive risposte date dai nuovi governi locali. Le moderne dinamiche del bipolarismo impongono serietà e severità di giudizio e auto-giudizio su quello che si riesce a fare governando. E, nella provincia di Foggia, nella Puglia, il centrosinistra è il governo.
Il Partito Democratico è già una risposta all’eccessiva frantumazione delle coalizioni e alla debolezza dei partiti che, così come sono oggi, non riescono a selezionare in maniera adeguata la classe dirigente.
Ma, dal 15 ottobre in poi, il Partito Democratico deve fare ogni sforzo per qualificare l’azione pubblica e per riannodare il dialogo con la cittadinanza. Nella provincia che, al referendum costituzionale del 25-26 giugno 2006, rispose dicendo il 70 per cento di No allo stravolgimento della Costituzione repubblicana, il Partito Democratico deve farsi portatore delle riforme che furono sciaguratamente mischiate a quel tentativo disgregativo: dalla riduzione del numero dei parlamentari al superamento del bicameralismo perfetto con compiti diversi tra la Camera e un Senato delle Regioni e delle autonomie, più in generale della riforma delle istituzioni e dei meccanismi della rappresentanza nel segno dell’efficienza e di una più attiva partecipazione.


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13 settembre 2007


I giovani dell'Uds, il futuro è adesso. Basta mafie!

Due morti ammazzati in meno di 24 ore e una provincia sempre più vittima della recrudescenza della guerra di mafia e della criminalità organizzata. La prima pagina della “Gazzetta di Capitanata” di oggi impressiona per la sequenza di fatti inquietanti che segnala. E non c’è stato spazio per registrare l’assassinio compiuto nella notte tra mercoledì e giovedì. L’Unione degli Studenti non ci sta e diffonde una lettera aperta a società civile e istituzioni della provincia di Foggia.


Basta mafie! Basta morti!
Vogliamo cambiare la Capitanata,
vogliamo farlo ora

Lettera aperta dell’Uds di Foggia alla società civile e alle istituzioni di Capitanata

Una retata contro le organizzazioni mafiose portava all’arresto di 38 componenti di un giro di spaccio nella zona di San Severo; ma prima che i “giustizialisti” vedessero sorgere il sole su una Capitanata che credevano libera dalle mafie cadeva morto ammazzato un pregiudicato a Sannicandro Garganico, soltanto qualche ora dopo e pochi chilometri più in là, presumibilmente per mafia. E dopo ancora un altro a San Severo.
Possibile che nessuno capisca? Possibile che nessuno abbia capito?

Oggi la Capitanata, eccetto per altre vite rovinate in silenzio ogni giorno dalle mafie, è perfettamente uguale a ieri, perfettamente succube delle mafie come lo era ieri e noi siamo qui a chiederci quanto viene fatto nella nostra provincia per combattere davvero le mafie, siamo qui perché non riusciamo a rassegnarci ad una terra senza orgoglio né dignità, non riusciamo a rassegnarci e non vogliamo rassegnarci ad una terra che ammazza ogni giorno i suoi figli.

Circa un mese fa un ragazzo di Mattinata moriva per la faida legata ad una gestione dei parcheggi; un ragazzo moriva per l’unica colpa di essere nato in un posto dove lo Stato e l’alternativa allo strapotere delle cosche sono i veri latitanti.

Circa un anno e mezzo fa Giorgio Palazzo moriva ammazzato per un pacco bomba che doveva “vendicare” una questione di famiglia e “salvare l’orgoglio” di qualche “gentiluomo” che credeva di farsi giustizia da sé , un ragazzo moriva per l’unica colpa di essersi trovato nel “posto sbagliato”.

Circa tre anni fa moriva Giusy Potenza in circostanze e ambienti quasi certamente legati alla prostituzione minorile, una ragazza ammazzata, solo una ragazza ammazzata in più, una tra quei ragazzi di una gioventù schiavizzata e ammazzata da quel substrato culturale che porta a risolvere i conflitti con le armi e la violenza, che porta a non denunciare racket, appalti truccati, spaccio, prostituzione, voto di scambio e abusivismo; da quel degrado sociale che rende schiavi noi e la nostra terra delle organizzazioni malavitose che le succhiano costantemente linfa vitale e possibilità di sviluppo.

Citiamo morti per mafia di questa terra perché per noi la memoria è soprattutto impegno, nella speranza di costruire un società e un futuro migliore, fatto di giustizia e legalità contro tutte le mafie. Qual è la strada ? Cosa possiamo fare?

Certamente la strada non è quella del giorno dopo, perché vogliamo combattere la mafia anche quando uccide in silenzio intere comunità con il suo opprimente controllo e non solo quando, con eclatante rumore, torna tristemente a bagnare la nostra terra con sangue giovane, a dimostrare, come se ce ne fosse il bisogno, che la malavita, le mafie, qui esercitano il loro potere senza che una coscienza civile riesca ad ergersi per contrastarle.

Non vogliamo tacere, vogliamo parlare, anzi vogliamo gridare a pieni polmoni che mai più un essere umano deve morire, che un ragazzo non può finire ucciso, un ragazzo che non aveva ancora avuto il tempo di affacciarsi pienamente alla vita e che ora, per colpa di qualcosa, di qualcuno o più probabilmente di qualche interesse economico, non potrà mai farlo: non può essere la normalità, non deve essere la normalità.

Ma ancora una volta un assordante silenzio si leva dalla società civile ed ancora una volta le istituzioni cambiano il fianco su cui dormono beate come se i giovani spacciatori del traffico di coca ed ecstasy delle discoteche e delle feste in spiaggia non contino nulla, come se i ragazzi che lavorano in nero nei locali e nei punti vendita comprati con i soldi riciclati dalla mafia non esistessero, come se ogni mattina nelle piazze non si radunassero migliaia di braccianti e i loro caporali. La risposta a questo male che ogni giorno porta via un pezzo di futuro alle nostre città è in una durissima battaglia culturale senza quartiere contro ogni tipo di organizzazione e/o logica mafiosa.

Quando un ragazzo vede negarsi i suoi diritti tra i banchi di scuola, quando un ragazzo è solo a dover far fronte alle discriminazioni, all’esclusione, all’emarginazione e alla violenza di un ordinario giorno di scuola, quando un ragazzo è convinto che non si possa stare insieme senza sopraffarsi, quando un ragazzo vede negarsi la possibilità di comprare un cd musicale, un libro o un dvd perché costano troppo e magari comprarli significa dover affrontare un oneroso e quasi impossibile viaggio fuori dal suo “paesino”, quando un ragazzo è lasciato solo con la sua scuola che gli cade addosso, quando un ragazzo deve rinunciare a frequentare una scuola perché i trasporti sono scomodi e costano troppo, quando un ragazzo non ha un luogo dove incontrarsi con i suoi coetanei che sia lontano dallo spaccio, quando un ragazzo non ha spazi per liberare la sua creatività, quando un ragazzo non ha mezzi per esprimersi e partecipare alla vita della sua comunità (che secondo Alexis De Tocqueville è il fondamento dell’essere e sentirsi cittadini in uno stato democratico), quando un ragazzo per studiare deve lasciare la sua terra d’origine, quando un ragazzo per lavorare deve “chiedere un favore”, quando un ragazzo è meno di nulla e deve avere paura di essere ammazzato per sbaglio o perché dava fastidio come potete pretendere che non viva la sua terra come una prigione senza confini o passi dalla parte del più forte? Come potete pretendere che non fugga o viva nel vittimismo passivo di chi china la testa?

Noi studenti di Capitanata vogliamo cambiare la nostra terra, vogliamo portare esperti nelle scuole per parlare liberamente di lotta alle mafie e promuovere la partecipazione degli studenti ai campi di lavoro estivi di “Libera”, vogliamo una carta di cittadinanza studentesca che agevoli l’accesso ai saper “altri” che servono a completare la persona e ad aprirla a nuovi orizzonti e nuove mentalità, vogliamo un sistema di centri servizi studenteschi e centri di aggregazione giovanile ,partecipati e non calati dall’alto in modo clientelare, in cui i ragazzi si incontrino per esprimere la propria creatività e per costruire una nuova socialità dal basso per non sentirsi soli e non lasciare soli gli immigrati stagionali che spesso lavorano a nero e hanno bisogno di assistenza ,vogliamo un sistema di trasporti più economici e con orari più consoni agli studenti pendolari e ai ragazzi che sempre di più diventano “pendolari della conoscenza”, vogliamo un piano di finanziamenti straordinario per l’edilizia scolastica, vogliamo un piano di stabilizzazione di quei precari della conoscenza che ,oltre al proprio malessere, portano con sé una enorme instabilità didattica, vogliamo aule autogestite e scuole aperte al pomeriggio per combattere la dispersione scolastica diretta e indiretta ,vogliamo un piano di ottimizzazione delle borse di studio e dei buoni libro , vogliamo un anagrafe dei percorsi scolastici che segua i casi di disagio, esclusione ed emarginazione e vogliamo una regge regionale per il diritto allo studio.

Questa è la nostra battaglia culturale, questa è la battaglia culturale di chi non vuole rendersi complice. Noi studenti di Capitanata dichiariamo guerra aperta alle mafie e saremo presto di fronte alle istituzioni e alla società civile per chiedere loro di unirsi a noi attraverso i nostri progetti in questa battagli di civiltà e cittadinanza attiva.

Vogliamo cambiare la Capitanata, lo vogliamo ora .

Noi non siamo disposti ad aspettare di essere il futuro retorico che non arriva mai, vogliamo essere il presente , se necessario saremo in piazza per chiedere una possibilità per noi e la nostra terra. Chiunque giri le spalle facendo finta di nulla, dicendo che siano cose che succedono, chiunque finga di pensare che nulla possa essere cambiato, chiunque si rifugia nella paura e nell’omertà si deve sentire complice armatore di quella mano assassina che ogni giorno stronca e rovina delle vite, spesso così giovani.




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13 settembre 2007


Attivo www.enricolettafoggia.it

Il comitato provinciale Enrico Letta di Foggia ha attivato un sito Internet all’indirizzo www.enricolettafoggia.it. Suddiviso in quattro sezioni, rappresenta uno strumento di comunicazione per intercettare idee e contributi del mondo della rete.
Nella prima parte è scaricabile il manifesto con cui personalità di diversa estrazione motivano il loro impegno a sostegno della candidatura di Enrico Letta alla segreteria nazionale del Partito Democratico.
La seconda esplicita la composizione dei sei collegi della Provincia di Foggia nonché le indicazioni delle liste dei candidati alle assemblee nazionali e regionali.
Nella terza parte sono riportati i contributi ideali dei sostenitori nonché l’insieme delle attività che animeranno le iniziative nei diversi territori.
La quarta raccoglie links diversi con risorse video e altri materiali utili per farsi un’idea sull’appuntamento di domenica 14 ottobre.
L’ideazione, la progettazione e l’aggiornamento quotidiano sono stati affidati a Mirko Di Cataldo.
Info: enricolettafoggia@hotmail.it


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12 settembre 2007


Il logo e il manifesto degli eco-dem per Veltroni

È stato presentato ieri a Roma: è il logo (nella foto) della lista “Ambiente, innovazione, lavoro” che sostiene Walter Veltroni. Le liste, composte per gran parte da giovani, ragazzi e ragazze, sono state tenute a battesimo da Ermete Realacci e Giovanna Melandri, nel corso di un incontro pubblico, a cui hanno partecipato anche i ministri Cesare Damiano, Giuliano Amato e Luigi Nicolais. «Vogliamo affidare queste liste -ha detto Melandri- a tanti giovani, e vogliamo far sì che con il voto del 14 ottobre entrino nella costituente del Pd tantissimi giovani, che siano padri e madri fondatori del Pd». «Quando ci troviamo a discutere io e De Mita -ha aggiunto Amato- emergono subito l’ex socialista e l’ex democristiano. I giovani invece non sono ex socialisti, ex democristiani o ex comunisti, ma sono già democratici». Le Liste eco-dem, ha spiegato Realacci, puntano a tre contenuti, vale a dire a conciliare ambiente, innovazione e lavoro. Soprattutto quest'ultimo tema. «Il Pd deve occuparsi di lavoro, lavoro e ancora lavoro», ha detto Tiziano Treu. Ecco di seguito il manifesto.

Con Veltroni
Ambiente, Innovazione, Lavoro


Il partito di chi vuole bene all’Italia e crede nel suo futuro.

Il partito dell'interesse generale, della coesione sociale, dello sviluppo sostenibile.

Il partito delle città e dei territori decisi a coltivare le loro diverse vocazioni ma orgogliosi del loro essere italiani e consapevoli che questa comune appartenenza, come quella più ampia alla casa europea, sono un patrimonio irrinunciabile e un insostituibile valore aggiunto, nonché la base di un moderno federalismo solidale.

Il partito della presa di coscienza che neutralizzare i cambiamenti climatici è la prima missione di un moderno e credibile riformismo.

Il partito dell’ambiente, dell’innovazione, della qualità italiana.

Questo deve essere per noi il partito democratico.

Vogliamo un partito che restituisca senso e dignità alla politica, oggi troppo spesso ridotta alla difesa di rendite, privilegi, egoismi corporativi. Vogliamo un partito che guardi al merito e al talento delle persone, alla sicurezza delle cittadine e dei cittadini e ai diritti di cittadinanza, ai doveri di ognuno verso la comunità di cui è parte, come alle basi più solide su cui lavorare per il bene dell’Italia e degli italiani, su cui fondare un patto rinnovato tra le generazioni presenti e un impegno di responsabilità verso quelle future, su cui garantire più giustizia sociale e migliori condizioni perché possano affermarsi l’intelligenza e il sapere anche dei cittadini socialmente più svantaggiati.
Vogliamo un partito composto e guidato da molti ragazzi e ragazze: non un partito che parli ai giovani, ma un partito dove parlino, e contino, i giovani. Un partito che sappia ascoltare la voce di generazioni che già partecipano all’economia, alla informazione e alla democrazia attraverso la Rete. Generazioni alle quali è necessario garantire un sistema di regole per accrescere l’autonomia, contrastare le forme di precarizzazione nel lavoro e di insicurezza nella vita, promuovere i talenti e la creatività.

Con Walter Veltroni, vogliamo un partito di valori, ma di valori radicati nei bisogni e nelle speranze del presente, liberati dalle gabbie ideologiche del passato. Vogliamo un partito che realizzi, certo, l’unione tra le grandi tradizioni riformiste del Novecento – il socialismo, il cattolicesimo democratico e sociale, la cultura dei diritti individuali e collettivi di libertà -, ma che non si fermi a questo.

“Il futuro non è più quello di una volta”, ha scritto un giovane su un muro bianco della metropolitana di Milano. Così, vogliamo un partito che sappia e che si occupi di ambiente. L'ambiente problema drammatico, su scala globale con i mutamenti climatici, con l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, con la dissipazione delle risorse naturali, e su scala italiana con emergenze ormai incancrenite dall'abusivismo edilizio al "far-west" dei rifiuti in buona parte del Sud. L’ambiente che per essere salvaguardato nella sua integrità e qualità chiede che il criterio della sostenibilità guidi le scelte di fondo in tema di energia, di gestione delle risorse idriche, di infrastrutture. Ma l'ambiente, anche, ingrediente e simbolo di un benessere più completo e più autentico e di uno sviluppo veramente sostenibile, che valorizzi le nostre risorse più preziose, tutte largamente immateriali e perciò ecologiche: prima di tutto la conoscenza, il sapere scientifico e tecnologico, la creatività applicata al lavoro e all’impresa, la scuola, l’università, i centri di ricerca: insomma il capitale umano, ricchezza economica impareggiabile e anche inesauribile risorsa di civiltà, di libertà, di responsabilità; e poi il paesaggio, la cultura, e le mille economie territoriali volano di quel modello del "made in Italy" il cui successo cresce in tutto il mondo ed è la nostra principale carta vincente nell'era della globalizzazione. Vogliamo un partito che declini la parola qualità: qualità dell’ambiente, qualità delle produzioni, qualità del lavoro. Un lavoro ricco di sapere e di autonomia creativa in grado di restituire alla persona che lavora quegli spazi di libertà che sono indispensabili per la sua autorealizzazione.

Qualità, conoscenza, sostenibilità sono anche le fondamenta di un cammino generale di progresso. Così per l’economia, che secondo l’ispirazione che è stata per primo di Jacques Delors, solo collegando tra loro un investimento prioritario su sapere e conoscenza, la difesa e la valorizzazione della coesione sociale, la tutela degli equilibri ambientali, può dare uno sviluppo durevole e desiderabile. Così per il lavoro: come detto, soltanto un lavoro ricco di sapere e di autonomia creativa può pienamente affermarsi come principio costitutivo della cittadinanza, e restituire a chi lavora quegli spazi di libertà che sono indispensabili per l’autorealizzazione. Così per lo Stato sociale, che a partire dal superamento di una visione puramente redistributiva, risarcitoria delle miserie e delle sconfitte, deve proporsi come traguardo le pari opportunità delle persone, la libertà di ognuno di scegliere il proprio destino.

Occorre per tutto questo promuovere una nuova idea di interesse pubblico, che esalti la responsabilità, l’iniziativa delle persone, la cultura della sussidiarietà e della cittadinanza attiva, anche attraverso lo sviluppo del Terzo settore e dell’economia sociale. E occorre promuovere un rinnovato protagonismo di quanti ogni giorno già s’impegnano su queste stesse sfide nelle scuole, nelle imprese, nelle università, nei territori, nei Nord e nei Sud del paese, nei luoghi del lavoro e della vita. Portare queste storie e queste esperienze nel Partito democratico è una condizione determinante per la riuscita del nostro progetto politico.

Questa è la nostra idea di partito democratico, che vogliamo far vivere già nel profilo e nella composizione delle nostre liste a sostegno di Walter Veltroni: liste di donne, di uomini, di ragazze, di ragazzi, innamorati della buona politica. Di una politica, come scriveva mezzo secolo fa Hannah Arendt, che per essere degna del suo nome ha bisogno di un “cuore intelligente”.


12 settembre 2007


Venerdì conferenza stampa del Comitato “Foggia per Veltroni”

A trenta giorni esatti dalla data delle primarie per il Partito Democratico, venerdì 14 settembre, alle ore 11:30, a Foggia, presso la sede del Comitato provinciale “14 Ottobre”, in via Giacomo Matteotti 35, conferenza stampa di presentazione del Comitato “Foggia per Veltroni”.
All’incontro saranno presenti il professor Maurizio Ricci (
nella foto), presidente del Comitato, la senatrice Colomba Mongiello, il sindaco di Foggia Orazio Ciliberti, l’assessore al Comune di Foggia Potito Salatto e il segretario provinciale dei Democratici di Sinistra Sabino Colangelo.
Nell’occasione sarà diffuso il Manifesto elaborato a sostegno della candidatura di Walter Veltroni alla segreteria nazionale del Partito Democratico, attorno a cui raccogliere le adesioni al Comitato “Foggia per Veltroni” su scala provinciale.
«Confermiamo –dice Ricci- la formula aperta delle adesioni, in modo da rendere concreto il principio “una testa, un voto”, fra i più importanti posti a base delle primarie di domenica 14 ottobre che eleggeranno le assemblee costituenti del partito nuovo».
Il Comitato “Foggia per Veltroni” avrà anche un sito Internet, all’indirizzo www.foggiaperveltroni.it, per la raccolta delle adesioni oltre che per la diffusione dei materiali e delle iniziative che si sviluppano in tutti i sei collegi della provincia di Foggia.


12 settembre 2007


Alla Festa nazionale dell’Unità di Bologna, Colomba Mongiello relatrice a un seminario sulle donne

La senatrice foggiana Colomba Mongiello (nella foto) prenderà parte – nell’ambito della Festa nazionale dell’Unità in programma a Bologna - al seminario nazionale a cura del Dipartimento Donne DS “Più donne al lavoro cambiano il Paese: strategie e azioni positive” che si terrà sabato 15 settembre, con inizio alle 17:30, nella Sala Due Torri (Bologna Parco Nord).
«Il nostro Paese –dice la parlamentare- è il fanalino di coda nell’Unione Europea in quanto a percentuale di donne lavoratrici. È indispensabile aumentare la forza lavoro formata da donne: il lavoro è un mezzo di affermazione sociale, rappresenta uno strumento fondamentale di partecipazione alla vita della comunità e, dato importantissimo, tutti gli studi economici affermano che l'aumento di donne occupate contribuisce ad aumentare in maniera significativa il PIL nazionale. Più lavoro alle donne, quindi, vuol dire più benessere per il Paese». La Mongiello, a Bologna, tratterà anche del disegno di legge di cui è firmataria che intende contrastare le cosiddette “dimissioni in bianco”, espediente usato troppo frequentemente dai datori di lavoro e che assai spesso va a penalizzare le lavoratrici madri.
Al seminario di Bologna sono previsti gli interventi di molte esponenti che per la loro attività hanno a che fare con il mondo delle donne: Elena Cordoni, presidente della Commissione Bicamerale di controllo sulle attività degli Enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale; Franca Donaggio, sottosegretario del Ministero della Solidarietà sociale; Valeria Fedeli, segretaria generale della Federazione dei tessili Cgil; Vittoria Franco, coordinatrice nazionale donne DS; Donata Gottardi, europarlamentare e docente di Diritto del Lavoro; Paola Manzini, assessore alla Scuola, Lavoro e Pari Opportunità della Regione Emilia-Romagna; Nirvana Nisi, segretaria confederale UIL; l’economista Laura Pennacchi, sottosegretaria del Ministero del Lavoro; Rosa Rinaldi, sottosegretaria del Ministero del Lavoro; Sonia Di Silvestre, Rossella Lama, Paola Martini e Anna Parente.


12 settembre 2007


Cerignola, Pezzano a sostegno della “Carta delle Idee” lanciata dalla Gentile

«Condivido l’iniziativa dell’assessore regionale Elena Gentile, che con la sua proposta mira ad avviare un confronto all’interno del costituendo Partito Democratico», lo dichiara il capogruppo dei Dl-La Margherita al Consiglio comunale di Cerignola, Rino Pezzano (nella foto), con riferimento alla “Carta delle Idee” lanciata dalla Gentile lunedì scorso.
«Dovremmo avviare una fase di consultazione popolare in cui ognuno di noi è chiamato a dare il proprio contributo per far sì che il Partito Democratico nasca avendo come principale obiettivo quello di riformare il modo di fare politica, che non vuol dire antipolitica –continua Pezzano-. Auspico l’inizio di una stagione in cui la politica sia caratterizzata dal confronto e non, come è accaduto nell’ultimo decennio, dallo scontro. Bisogna confrontarsi sulle idee e sui programmi cercando di anteporre l’interesse collettivo a quello individuale, rimettere il cittadino e i bisogni della collettività al centro della discussione politica».
«Non dobbiamo vivere questa fase come una rincorsa alla conquista disperata di un posto nell’assemblea costituente –conclude l’esponente dei Dl-, o utilizzare le primarie solo come uno strumento per far valere la forza dei numeri, ma bisogna approfittare di questo evento straordinario per far riavvicinare il cittadino alla politica».


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12 settembre 2007


San Severo, lista unitaria Ds, Margherita e socialisti alle primarie del 14 ottobre

La Margherita e importanti esponenti dei Democratici di Sinistra di San Severo hanno deciso di presentare una lista unitaria alle elezioni dell'Assemblea nazionale e delle Assemblee regionali del Partito Democratico del il 14 ottobre prossimo. Lo hanno reso noto il segretario DL La Margherita di San Severo, Francesco Sderlenga, e per la “Lista Sinistra Riformista Pugliese per Veltroni”, Franco Persiano (nella foto). «L’accordo -si spiega in un comunicato- è stato siglato tenendo ben presente le linee guida che Walter Veltroni ha voluto disegnare per il nascente Partito Democratico, al fine di portare al coinvolgimento di tutte quelle forze - cattolici riformisti, sinistra laica e liberalesocialista, eccetera - che rappresentano il futuro della sinistra democratica italiana. Lo schieramento che si è costituito valuterà con grande attenzione le candidature migliori. L'alleanza siglata, comunque, non si presenta solo come un accordo elettoralistico contingente, ma si propone all'attenzione della cittadinanza sanseverese come un'opportunità di rinnovamento del modo di fare politica, lontana dalle lobby di potere e vicina alle reali esigenze dei cittadini».
Domani, giovedì 13 settembre, con inizio alle ore 19:00, presso la Sala Consiliare di Palazzo Celestini, si terrà una conferenza stampa per la presentazione per illustrare gli obiettivi programmatici e politici che saranno alla base delle liste per la costituente del Partito Democratico a livello nazionale e regionale.
Alla conferenza stampa è annunciata la presenza di tutti i rappresentanti delle espressioni politiche appartenenti ai Democratici di Sinistra, alla Margherita, ai Socialisti Riformisti, al Movimento “Riformisti”, che si riconoscono in tre assessori regionali: l’assessore al Bilancio, Francesco Saponaro, l’assessore alla Trasparenza e cittadinanza attiva, Guglielmo Minervini, e l’assessore alle Politiche della salute, Alberto Tedesco.


12 settembre 2007


Gaglione alla prima riunione dei Comitati Bindi della provincia di Foggia

Primo incontro operativo, ieri, dei responsabili dei Comitati a sostegno di Rosy Bindi, quale candidata alla segreteria nazionale del Partito Democratico.
L’incontro, promosso dal coordinatore provinciale dei Comitati Bindi, Pino Marasco, si è svolto, a Foggia, nella sede del Comitato provinciale “14 Ottobre” di via Giacomo Matteotti 35. Presente anche il sottosegretario alla Sanità, Antonio Gaglione (nella foto), candidato alla segreteria regionale pugliese, per la lista Bindi.
Ad un folto numero di rappresentanti dei sei collegi della Capitanata, Marasco e Gaglione hanno sottolineato le peculiarità della proposta Bindi, che mira a rispondere alle esigenze di solidarietà sociale e di apertura reale del nuovo soggetto politico alla società e ai bisogni del territorio.
La liste Bindi, per l’elezione dell’assemblea costituente nazionale e per quella regionale, saranno caratterizzate, prevalentemente, dalla presenza di giovani, di donne e di personalità rappresentative di mondi esterni ai partiti e alle istituzioni. «L’obiettivo che noi ci proponiamo -ha detto Marasco- è quello di esaltare il carattere innovativo del Partito Democratico, che deve dimostrare, nei fatti, la sua capacità di aprirsi alla società e la sua non formale disponibilità a coinvolgere, nel processo costituente, le risorse più significative dell’associazionismo, del volontariato e della cittadinanza attiva. La sfida dell’Ulivo non può non affidare al talento delle energie nuove il compito di progettare il futuro, dando concrete risposte ai problemi del presente, attraverso la rielaborazione della cultura politica riformista dei Democratici di Sinistra e della Margherita».
I responsabili di collegio dei Comitati Bindi torneranno a riunirsi, lunedì prossimo, per mettere a punto gli adempimenti formali, necessari per la presentazione delle liste e per predisporre un programma di iniziative, in vista delle primarie del 14 ottobre.
Ma, già da oggi, cercheranno di organizzare la consultazione di base che la Bindi ha lanciato per sabato prossimo: «Saranno primarie delle primarie in cui, con assemblee provinciali o di collegio, sarete voi a decidere la composizione e l’ordine dei candidati nella lista del vostro collegio», ha scritto il ministro della Famiglia nel suo sito Internet. Sabato prossimo, tra le 18:00 e le 20:00, Rosy Bindi sarà, infatti, collegata via Internet per dialogare su questa giornata e sugli impegni delle prossime settimane. Nelle prossime ore si troveranno sul sito www.scelgorosy.it tutte le informazioni tecniche, «ma fin d’ora –conclude Bindi- invito tutti i coordinamenti locali a organizzare e promuovere le assemblee di base e a segnalare, con una mail, la data, l’ora e il luogo degli incontri».

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