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11 settembre 2007


D’Alema candidato in Puglia per Veltroni ed Emiliano

Massimo D’Alema (nella foto) sarà candidato in Puglia, alle primarie del 14 ottobre, nel collegio numero 20 di Bari. «Io sarò candidato per essere un componente dell’assemblea nazionale costituente del Partito Democratico», ha annunciato ieri a margine di una iniziativa della Uil alla Fiera del Levante. «Ho accolto volentieri l'invito che mi è stato rivolto –ha proseguito– anche perché sono stato, sempre e solo, candidato in Puglia. Sostengo la candidatura di Michele Emiliano a segretario del PD in Puglia e di Walter Veltroni a segretario nazionale, mi metto a disposizione»
Sulla questione della guida del nascente Pd pugliese, D’Alema ha aggiunto: «Per chi come me ha legato tutta la sua vita ad una attività di partito, sapere che Michele Emiliano, che è stato un campione della società civile e che come tale ha conquistato il governo della città di Bari, voglia misurarsi con l’impegno di dirigere un partito è una vera soddisfazione». Secondo D’Alema, questa candidatura sta a dimostrare che «la parte migliore della società civile si rende conto che i partiti sono necessari e certamente i partiti saranno migliori se le maggiori personalità si impegneranno a rinnovarli e a costruirli».



11 settembre 2007


Regolamento di funzionamento dei Collegi dei Garanti

Regolamento di funzionamento dei Collegi dei Garanti
Approvato dall'Ufficio di Presidenza del Comitato 14 ottobre in data 10/09/07

Art. 1 (Ambito di applicazione)
1. Il presente regolamento detta le norme generali di funzionamento per i Collegi dei Garanti per il 14 ottobre costituiti a livello nazionale e nelle singole regioni (di seguito, “Collegi dei Garanti”) in vista delle elezioni delle Assemblee costituenti e dei Segretari nazionale e regionali del Partito Democratico (“Elezioni”). A tal fine, le province autonome di Trento e Bolzano sono equiparate alle regioni e costituiscono circoscrizioni autonome.
2. Il presente regolamento si applica altresì al Collegio dei garanti nominato sulla base di quanto previsto dal Regolamento per il voto all’estero, che è equiparato ai Collegi regionali dei garanti ai fini del presente regolamento.
3. Per le regioni con più circoscrizioni elettorali è previsto un unico Collegio regionale dei Garanti che svolge le proprie funzioni in relazione a tutte le circoscrizioni della regione.

Art. 2 (Composizione e compiti)
1. I Collegi dei Garanti sono costituiti dai componenti nominati dall’Ufficio di Presidenza del Comitato promotore 14 ottobre ai sensi dell’art. 3, comma 2 del Regolamento quadro per l’elezione delle Assemblee costituenti dell’Ulivo-Partito Democratico (“Regolamento quadro”) nonché sulla base del Regolamento per il voto all’estero.
2. I Collegi dei garanti svolgono i compiti e si attengono a quanto previsto dal Regolamento quadro, dal presente regolamento e dal regolamento di autodisciplina della campagna elettorale, oltre che alle altre disposizioni che regolano lo svolgimento delle Elezioni.
3. Il Collegio nazionale è competente in unica istanza per l’ammissione delle candidature a Segretario nazionale nonché per quelle inerenti la relativa elezione in applicazione dell’art. 14 del Regolamento quadro, ferma restando la competenza dei Collegi regionali ad esaminare in prima istanza le questioni relative all’elezione dei singoli candidati all’Assemblea costituente nazionale. I Collegi regionali sono competenti in unica istanza per le questioni relative all’elezione dei segretari e delle assemblee regionali.
4. Avverso le decisioni dei Collegi regionali inerenti l’ammissione delle liste di candidati all’Assemblea costituente nazionale nonché per quelle relative al risultato delle relative votazioni è possibile ricorrere al Collegio nazionale, il quale decide in via definitiva.
5. Nel caso in cui una questione sottoposta all’esame di un Collegio regionale attenga a questioni aventi rilievo nazionale ovvero all’interpretazione di disposizioni per le quali è necessario garantire un’applicazione uniforme a livello nazionale, il Collegio regionale può decidere di sottoporre la questione al Collegio nazionale, che trasmette il proprio avviso al Collegio regionale richiedente entro le successive 48 ore. In tal caso, i termini per la decisione del Collegio regionale si intendono sospesi fino al ricevimento dell’avviso del Collegio nazionale.

Art. 3 (Presidente del Collegio)
1. Il Presidente convoca e presiede le riunioni del rispettivo Collegio. In caso di sua assenza, il ruolo del Presidente viene svolto dal componente più anziano di età.
2. Il Presidente del Collegio Nazionale è nominato dall’Ufficio di Presidenza del Comitato promotore 14 ottobre.
3. L’incarico di Presidente dei Collegio regionale è svolto dal componente più anziano d’età.

Art. 4 (Riunioni e deliberazioni dei Collegi)
1. Salvo casi di urgenza, le riunioni debbono essere convocate almeno due giorni prima della data di svolgimento, anche mediante posta elettronica o sms.
2. Le riunioni sono valide con la presenza di almeno la metà dei componenti del Collegio.
3. Le decisioni sono valide se assunte a maggioranza dei presenti alla riunione. In caso di parità, prevale il voto del Presidente o del suo sostituto in caso di assenza.
4. Le deliberazioni sono sottoscritte da tutti i componenti che hanno preso parte alla decisione e vengono depositate presso il luogo ove ha sede il Collegio entro il termine eventualmente previsto per la decisione. Del deposito viene data immediata comunicazione al ricorrente o al suo rappresentante legale.
5. Delle riunioni dei Collegi è redatto apposito verbale a cura di chi svolge le funzioni di segretario.
6. I Collegi decidono autonomamente eventuali ulteriori forme di pubblicità per le decisioni adottate.

Art. 5 (Segnalazioni, reclami e ricorsi)
1. Chiunque partecipi alle Elezioni nella veste di elettore o candidato ovvero -nella fase antecedente alle Elezioni- chiunque dichiari di voler aderire alla fase costituente del Partito Democratico, può presentare segnalazioni, reclami o ricorsi (di seguito, sinteticamente per tutti, “Ricorsi”) al Collegio dei Garanti competente, in relazione a presunte violazioni del Regolamento quadro o delle disposizioni approvate in attuazione dello stesso.
2. I Ricorsi sono redatti per iscritto in modo quanto più possibile circostanziato, indicando puntualmente le disposizioni che si ritengono violate. Ad essi è allegata tutta la documentazione eventualmente ritenuta utile al fine di comprovarne i contenuti. Gli stessi sono sottoscritti da chi li ha presentati ovvero da un suo rappresentate legale, sulla base di apposita delega, e sono sempre corredati dalla copia di un documento di riconoscimento del sottoscrittore.
3. I Ricorsi devono pervenire, a pena di inammissibilità, entro la data prevista per la loro presentazione presso il luogo ove ha sede il Collegio dei garanti competente, nel rispetto dei relativi orari di apertura. La persona che li riceve rilascia nelle mani del soggetto che li consegna apposita ricevuta con indicazione della data e dell’orario di presentazione.
4. Il Collegio dei garanti, prima di procedere all’esame del merito dei ricorsi, ne valuta dapprima l’ammissibilità.
5. Il Collegio può invitare, anche per le vie brevi, i soggetti interessati a rendere note -anche oralmente- eventuali osservazioni o a produrre la documentazione ritenuta utile.

Art. 6 (Incompatibilità)
1. I componenti del Collegi dei Garanti non possono presentare la propria candidatura né sottoscrivere la candidatura di terzi a Segretario nazionale o regionale ovvero a componente delle Assemblee costituenti nazionale o regionale, in vista delle Elezioni.

Art. 7 (Scioglimento dei Collegi dei Garanti)
1. Il Collegio nazionale ed i Collegi regionali cessano la propria attività e si considerano sciolti con l’insediamento della Assemblea costituente del Partito Democratico, rispettivamente nazionale o della corrispondente regione, salvo che per lo svolgimento delle funzioni e degli adempimenti strettamente necessari e conseguenti alla propria attività, sulla base di quanto previsto dal Regolamento quadro e dai regolamenti emanati sulla base di esso, ivi compreso il controllo sui rendiconti delle spese sostenute dai candidati e la presentazione della relativa relazione ai sensi dell’art. 5, del regolamento di autodisciplina della campagna elettorale.
2. Il Presidente del Collegio regionale presiede la prima seduta della relativa Assemblea costituente regionale fino all’elezione del presidente ad opera dell’Assemblea medesima, ai sensi dell’art. 2, comma 2 del Regolamento quadro. I componenti dei Collegi dei garanti sono invitati alla corrispondente Assemblea costituente, e vi partecipano senza diritto di voto.

Art. 8 (Disposizione finale)
1. Le disposizioni del presente regolamento prevalgono su quelle eventualmente incompatibili previste degli altri regolamenti approvati sulla base del Regolamento quadro, le quali sono conseguentemente modificate a cura degli organi competenti.


11 settembre 2007


I Socialisti Autonomisti Gino Marino e Nino Abate nel Comitato provinciale “14 Ottobre”

I Socialisti Autonomisti entrano nel Comitato “14 Ottobre” della provincia di Foggia con il segretario provinciale Gino Marino (foto a destra) e il componente del direttivo provinciale Nino Abate (foto a sinistra). La decisione è stata formalizzata da uno dei coordinatori del Comitato provinciale, Michele Galante, che ne ha integrato la composizione, salutandone l’ingresso come «un fatto importantissimo in Puglia e in Capitanata, dove l’area socialista ha una storia e un radicamento storico e tuttora significativo»

La Federazione provinciale dei Socialisti autonomisti, mercoledì 5 settembre scorso, aveva deciso di aderire al processo costituente del Partito Democratico, ritenendolo teso «alla innovazione della politica italiana, alla semplificazione del sistema dei partiti ed alla costruzione di un partito nuovo, riformista, capace di interpretare il bisogno di governo del paese, i nuovi diritti dei cittadini, le speranze e i talenti dei giovani e delle donne, le risorse morali, culturali e ambientali del Mezzogiorno e dell’intero Paese». Nel documento di adesione, i Socialisti Autonomisti hanno «preso atto della volontà, sottolineata dal sindaco di Roma, Walter Veltroni, nel suo intervento al Lingotto di Torino, di non far mancare il riferimento al socialismo europeo ed all’esperienza italiana del riformismo socialista per l’attuazione del processo costituente del Partito democratico».

Fra i principali collaboratori del leader pugliese, l’assessore regionale alle Politiche della Salute, Alberto Tedesco, Gino Marino è stato eletto segretario provinciale il 18 novembre 2006 in occasione del primo congresso dei Socialisti Autonomisti della provincia di Foggia.
Nino Abate, giornalista e responsabile dell’Ufficio stampa del Policlinico “Ospedali Riuniti” di Foggia, è anche Direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino.


11 settembre 2007


La "Carta delle Idee" proposta da Elena Gentile

L'assessore regionale Elena Gentile (nella foto) scrive al Comitato "14 Ottobre" della provincia di Foggia e propone una "Carta delle Idee" sul Partito Democratico. Di seguito il testo della lettera e del documento elaborato.

Carissime e Carissimi,
la straordinaria esperienza vissuta sia in occasione della lunga ma feconda procedura di approvazione del testo unico regionale sulle politiche sociali e della famiglia, sia in quella per l’approvazione del DDL regionale sulle politiche di genere e conciliazione vita/lavoro, lo confesso, mi avevano persuasa che – almeno in Puglia – la nascita del Partito Democratico non avrebbe subito un travaglio molto faticoso. In questa Regione, infatti, il rapporto fra i due maggiori protagonisti del Partito Nuovo – Democratici di Sinistra e Margherita – mostrava già “in nuce” la concreta fattibilità del progetto.
Tuttavia in molti nelle ultime settimane, ed io stessa in un intervento sul Corriere del Mezzogiorno del 13 agosto u.s., hanno rilevato che manca ancora un confronto aperto e alto sulle sfide e sulle idee nuove che il PD dovrà fare proprie per rivolgere la sua stessa ragion d'essere a rendere migliore la comunità pugliese. Ovviamente nell'alveo del manifesto e della piattaforma nazionale, ma non senza confrontarci anche sulle specificità regionali.
Saremo impegnati nelle prossime settimane non a cercare consensi su qualcosa di predeterminato, ma a costruire consensi su una piattaforma di idee e proposte, di principi e di impegni che sarà vicina alla gente e costruita insieme alla gente.
E’ su questo piano che vorrei lanciare la sfida di un laboratorio pugliese: sarebbe paradossale, peraltro, che proprio in Puglia si perdesse questa sfida. Una regione in cui il centrosinistra sta dando prova, con il suo governo regionale, e non solo, di sapere incidere per cambiare il corso delle cose. E questo, per il tramite di leadership forti coniugate con il saper fare e saper essere e agire di tanti e tante pugliesi. In questo modo, io credo, siamo riusciti a costruire una Regione che sa conciliare la sua crescita economica con l’attenzione agli ultimi in termini di pari opportunità per tutti e di politiche economiche, urbanistiche, sociali e culturali capaci di una autentica rigenerazione del tessuto sociale e produttivo delle nostre città e dei nostri territori.
La Carta delle Idee e dei Valori per il PD in Puglia rappresenta un primo contributo, auspico stimolante, per la fase che comincerà nei prossimi giorni, all'indomani della formalizzazione delle candidature a Segretario Regionale del PD e che si riconoscono nella candidatura nazionale di Walter Veltroni, di discussione e confronto sulle sfide da raccogliere e su cui chiamare le donne e gli uomini di Puglia a partecipare, ad esserci e a contribuire alla costruzione di un Partito nuovo.
Vi propongo questa Carta come base di discussione, che nei diversi territori e gruppi di persone potrà animare le iniziative delle prossime settimane, insieme ai contenuti del Manifesto nazionale, e che potrà arricchirsi fino al 14 ottobre, per diventare il Manifesto del PD in Puglia.
Vi chiedo, se ne condividete obiettivi e contenuti, di divulgarla e di sottoscrivere e far sottoscrivere la Carta perchè assuma ancora più forza ed evidenza il movimento di donne e di uomini che lavorano per il PD pugliese e per arricchire anche dalla Puglia le proposte che sostengono il percorso avviato a livello nazionale da Walter Veltroni.
Grazie e Buon lavoro a tutte e a tutti!
Elena Gentile

La “CARTA DELLE IDEE” per il PARTITO NUOVO al servizio di una PUGLIA MIGLIORE Diritti, idee giovani e pari opportunità per una società moderna e possibile, inclusiva e giusta

Il PD per la Puglia
Costruire una Puglia migliore è la sfida che il governo regionale di centrosinistra ha raccolto nell’aprile 2005 ed è la sfida a cui il Partito Democratico può e deve portare un contributo importante e decisivo, in termini di idee e proposte forti, condivise, sostenute da un una maggiore coesione e dalla capacità di rappresentare fasce sempre più ampie di cittadine e di cittadini pugliesi.
In questa Regione, peraltro, il rapporto fra i due maggiori protagonisti del Partito Nuovo – Democratici di Sinistra e Margherita – mostrava già “in nuce” la concreta fattibilità del progetto.
Di più. Sono stati anche sperimentati – efficacemente e proficuamente – alcuni dei principi base del Partito Nuovo quali, fra gli altri, il coinvolgimento democratico dei cittadini nei processi di assunzione delle decisioni, la capacità di prevenire i problemi piuttosto che curarli con l’esercizio deleterio del sottogoverno e della raccomandazione, la dimostrazione che rendere esigibili e universali i diritti, anche aumentandone la platea, era un esercizio democratico possibile.
Non per caso, peraltro, la produzione normativa pugliese e le pratiche politiche e istituzionali sperimentate erano state definite da più parti come un esempio per tutto il Paese.
Orbene, a fronte di presupposti così incoraggianti, il dibattito che ha segnato la prima parte della fase costituente del Partito Nuovo in Puglia si è incentrato tutto sulle possibili leadership, e la rappresentazione che ne stanno dando gli organi di informazione, rischiano per un verso di oscurare l’obiettivo principe del Partito Democratico, vale a dire il rinnovamento con nuove idee e programmi della politica e delle sue pratiche, delle istituzioni e delle azioni di governo, per l’altro di allontanare piuttosto che avvicinare quanti alla nuova esperienza pensano con interesse.
Nasce di qui l’idea di questo documento, con l’auspicio che – almeno in parte – possa supplire all’esigenza che da tanta parte del popolo pugliese viene espressa in ordine ai contenuti del Partito Nuovo. E, per questa via, contribuire alla riscoperta del ruolo della politica e dei partiti come valore insostituibile di una società moderna e autenticamente democratica.
A questo fine, e contro il cancro dell’antipolitica, il Partito Democratico può e deve portare un contributo importante in termini di idee e proposte forti e condivise, nonché capaci di rappresentare fasce sempre più ampie di cittadine e di cittadini pugliesi.
Nel solco descritto il PD pugliese sarà un Partito Nuovo a misura che riuscirà a mettere al centro della sua azione politica e programmatica i diritti delle persone e gli interessi generali.
Se con un linguaggio semplice e diretto saprà fare sintesi e comunicare proposte strategiche capaci sia di raccogliere la sfida della modernità, della crescita equa e della laicità nel governo della comunità regionale, sia di esplicitare un’idea di progresso unificante e giusta, tale da saper coniugare la libertà dal bisogno con quella di agire.
Per questo riteniamo necessario contribuire alla costruzione delle basi del futuro Partito Democratico Pugliese muovendo da un insieme di valori, diritti e opportunità.
Un quadro, che sia capace di rispecchiarsi nei volti e nelle vite dei cittadini pugliesi, e ispirare obiettivi programmatici e percorsi operativi tali da migliorare le condizioni di vita delle comunità locali, promuovere la crescita economica e l’innovazione tecnologica in stretta sintonia con i valori di giustizia sociale, di pari opportunità per tutti e di equità.
Ciò, come già detto, ancor più perché in questi due anni la Puglia è già riuscita a sfidare sul terreno delle politiche innovative e delle scelte di campo in ambiti importanti il contesto nazionale, dando prova di un Sud che può suggerire soluzioni, che smette di piangersi addosso, che può segnare i tempi di una crescita nuova e, in questo modo, unirsi alle altre Regioni italiane senza marcarne solo le differenze in negativo.

La Carta dei valori e delle idee per la Puglia
La “Carta dei valori e delle idee per la Puglia” è una sfida sul terreno dell’analisi dei bisogni e delle proposte programmatiche che, ne siamo certi, i futuri gruppi dirigenti vorranno raccogliere. In modo da aggregare cittadini e addetti ai lavori intorno ad un esercizio alto e apertamente democratico, quindi partecipato e non autoreferenziale, di “fondazione” del PD pugliese.
Quello che proponiamo è un “manifesto” regionale che, fuori dai luoghi comuni e dagli slogan buoni per tutte le stagioni, fotografi le grandi questioni da cui dipende la svolta e il definitivo salto di qualità della nostra Puglia.
Insomma, non solo una piattaforma programmatica ma una “carta” degli impegni e delle idee, dei valori e dei metodi, dei problemi e delle soluzioni, che veda tutti gli aderenti al futuro Partito Democratico impegnati nella sua realizzazione.
E, nel contempo, un percorso possibile per assicurare migliori condizioni di vita per tutti, la esigibilità concreta di diritti non più derogabili, la accessibilità per ciascuno delle opportunità di crescita e di benessere, la realizzazione di una società pugliese capace di coniugare coesione e mobilità sociale.
Non di nuove morali o di scontri di religione abbiamo bisogno ma di un partito laico e rispettoso delle culture e delle storie di tutti, capace di fatti e non di dichiarazioni, che decida insieme e non imponga dall’alto approcci e decisioni lontani dalla realtà.
Un Partito in cui la stessa partecipazione abbandoni le liturgie della autoreferenzialità e schivi i rischi della demagogia senza decisione per diventare essa stessa occasione di formazione ad una politica finalmente capace di recuperare il senso degli interessi generali.
Una Carta, quindi, quella che proponiamo, che almeno nelle intenzioni e negli auspici intende rappresentare la rete degli interessi diffusi di cittadine e cittadini che vogliono sentirsi protagonisti del partito che sarà: il partito delle persone e dei loro diritti, del merito e delle pari opportunità, della partecipazione e delle idee giovani (che appartengono ai generi e a tutte le generazioni).
Un partito consapevole che senza coraggio non si può costruire futuro, non si possono realizzare aspirazioni, non si può produrre cambiamento giusto e duraturo.
Una Carta che propone decisive scelte di campo in pochi ma essenziali punti, perché per tracciare la via del futuro lavoro e, soprattutto, per farla comprendere a chi guarda al PD con grande attenzione, non abbiamo bisogno oggi di 280 pagine, che sono il segno della ricerca esasperata di un compromesso, ma di pochi punti chiari, netti e identificabili.

Il Partito del saper fare
Dalle personalità alle persone e alle loro capacità e risorse. Il PD come Partito Nuovo chiamato a cambiare anche le liturgie di una certa politica spesso più tesa a conservare che a innovare, e ad essere una moderna forza riformista e maggioritaria, dovrà fare scelte coraggiose nella selezione del suo personale politico e nel metodo di lavoro quotidiano.
• Il merito come criterio di selezione della futura classe dirigente del PD, non come metodo “darwiniano” di scelta, ma come capacità di coniugare la rappresentatività di generi, generazioni, territori, esperienze di vita con riferimenti culturali, capacità e competenza. Insomma, in grado di farsi partito-società e accogliere la “cittadinanza attiva” nel suo stesso DNA.
• La formazione alla politica per tutti coloro che vorranno svolgere un ruolo a livello locale e regionale assumendo su di sé le responsabilità del governo e, prima ancora, della rappresentanza di interessi generali. Non una scuola di partito ma un percorso di formazione tra la gente e per la gente, che metta a valore le competenze e i saperi più riconosciuti per costruire politiche innovative partendo dall’ascolto dei bisogni, dall’analisi dei problemi, dalla sintesi delle soluzioni, dalla conoscenza delle migliori pratiche di governo realizzate nella nostra Regione e nel Paese.
• Le “sezioni” tra la gente e per la gente, aperte al territorio e luogo in cui insieme al confronto e alle discussioni politiche, i cittadini possano trovare informazioni, assistenza e aiuto per affrontare le diverse situazioni che spesso diventano problematiche poiché manca un consiglio, un orientamento. Sezioni nelle quali le nuove generazioni possa crescere a un’idea alta e altra della politica, che si ascolto e servizio più vicina alla vita delle persone. Il PD nasce anche per questo.

Il PD, dunque, dovrà essere il Partito che accoglie ed esalta le risorse umane presenti e militanti, comprese quelle delle organizzazioni del terzo settore e della cittadinanza attiva, dando loro l’opportunità per contare ed esprimere in un gioco collettivo il proprio sapere e saper fare.

Il Partito delle persone e dei lori diritti
Il PD dovrà essere il Partito della universalità dei diritti e delle pari opportunità nell’accesso al lavoro, ai servizi, al benessere delle persone e delle famiglie, all’istruzione, al sapere e alle conoscenze, alla casa, a contesti di vita di qualità sul piano urbanistico e ambientale.
La Puglia si è dotata solo un anno fa di una delle leggi più avanzate in Italia in materia di servizi per l’inclusione sociale, la dignità e il benessere delle persone, ed ha profondamente innovato la propria programmazione strategica in materia ambientale, urbanistica, dei trasporti, dell’innovazione.
Ma all’affermazione di principi e valori importanti, e alla costruzione di politiche di intervento assai innovative per il contesto regionale, occorrerà assicurare migliori capacità di governo e organizzative da parte degli Enti Locali, con investimenti più decisi nelle professionalità, tali da renderle capaci di qualificare i servizi e di cambiare radicalmente l’approccio al cittadino.
Occorrerà il coraggio di assumere scelte di campo sulle risorse pubbliche e private da allocare sulla costruzione di livelli essenziali di prestazioni. Che non sono servizi minimi, nella qualità e nella quantità, da assicurare ai più sfortunati, ma target di servizi e prestazioni cui tutti i cittadini devono poter accedere a condizioni differenziate in relazione alle rispettive capacità economiche e alle condizioni di vita.
La scuola, la casa, le cure sanitarie, la mobilità, la formazione per il lavoro, i servizi di conciliazione, il vivere in un ambiente sano e salubre, lo sviluppo di nuove imprese in contesti produttivi attrezzati: sono questi i nuovi diritti da riconoscere.
Il PD dovrà lavorare per la realizzazione della universalità di tali diritti, oggi troppo spesso negati e causa di esclusione sociale, di condanna a situazioni di povertà, quando non di devianza e di violenza.
Non ha diritto alla scuola il figlio di immigrati cui non viene assicurato l’apporto di un mediatore linguistico e interculturale, né il ragazzo diversamente abile se non vi sono abbastanza risorse per la sua integrazione scolastica.
Non ha diritto alle cure sanitarie, spesso essenziali pur se non urgenti, un cittadino neocomunitario, rumeno o polacco, che pure le strade della vita hanno portato a lavorare in tante zone della nostra Puglia, accettando lavori duri e spesso al limite della umana sopportazione.
Né ha diritto ad una vita dignitosa chi viene lasciato in mano a caporali senza scrupoli dal silenzio colpevole della società.
Oggi non ha diritto alla mobilità una donna che sceglie di essere madre, un anziano, un diversamente abile, se le strade delle nostre città sono pensate per le auto e non per le persone, se i nostri quartieri non sono a misura di bambino, se i mezzi di trasporto sono poco accessibili.
Così come perde il diritto al lavoro una donna che sceglie di avere un figlio se nel suo Comune mancano servizi per la prima infanzia.
Quali diritti ha un anziano solo e non autosufficiente se il territorio è povero di servizi sociali e sanitari domiciliari e di prossimità e se l’unica alternativa a un Natale o a una estate di solitudine diventa il ricovero in una struttura sanitaria?
E a quanti giovani neghiamo il futuro se non gli forniamo una formazione di qualità, e se le occasioni di lavoro sono a tempo sempre più breve, così precarie da rendere il reddito che genera non solo instabile ma incapace di assicurare persino la sottoscrizione di un mutuo per la casa?
In Puglia, come in tante parti del nostro Paese, non si è poveri perché il “destino” ha deciso questo, ma perché si nasce in un contesto che è povero di servizi, che è devastato dalla competizione sociale, che è più capace di tollerare piuttosto che integrare e includere il diverso, che di fronte ad un disagio assume un atteggiamento paternalistico o pietistico.
Ma non è sui favori o sulla compassione che possiamo costruire le politiche di benessere, bensì assicurando diritti, opportunità, strumenti che attivino le proprie risorse, poche o molte che siano.
Occorre ricostruire anche in Puglia un patto forte tra istituzioni e cittadini, un patto in forza del quale la fiducia dei cittadini può e deve crescere nei confronti dei governi regionale e locali, capace di corrispondere ai bisogni e ai diritti delle persone e delle famiglie con servizi, infrastrutture, formazione.
Non  promettendo meno tasse per tutti che ridurremo l’ingiustizia sociale che anima le nostre città, ma rendendo visibili i frutti di ogni euro di tassa pagata. Se sempre più mamme avranno un asilo nido per i loro figli; e se non ci saranno differenze tra l’asilo nido comunale e quello privato; se si ridurranno i viaggi della speranza per avere cure adeguate grazie ad una sanità regionale moderna e all’altezza di una Puglia che cresce e diventa più ricca non solo perché il suo PIL cresce ma anche perché migliorano le condizioni di vita dei suoi cittadini; se l’acqua non sarà più la chimera dei mesi estivi in tanta parte di Puglia; e se l’arrivo di un treno puntuale non sarà più un’eccezione fortunata, ma il diritto di tutti i pendolari; se muoversi in bicicletta in una città non sarà lo sport estremo di pochi appassionati.
Se, dunque, il PD lavorerà per questo, solo allora avremo cittadini disposti ad avvicinarsi alla politica, perché la politica sana sarà entrata nella vita di ciascuno di loro.

Il Partito dei servizi ai cittadini e per la crescita della Puglia
La Puglia ha già intrapreso negli ultimi due anni una strada decisa di innovazione e di cambiamento, a partire dalla realizzazione di reti di servizi moderne e diffuse. Ma tutto ciò non basta. La sfida del cambiamento in favore di sfere sempre più ampie di cittadini e cittadine dovrà continuare e accentuarsi. In specie in direzione di:
- una mobilità accessibile, sostenibile, integrata per le città pugliesi e i medi e piccoli comuni, pensata in funzione delle esigenze dei cittadini e capace di connettere le persone ai servizi. Perché solo così, costruendo una rete di infrastrutture ferroviarie, viarie e aeroportuali, si potranno vincere le sterili dispute di campanile e connettere la Puglia al Mediterraneo, ai Balcani e al resto dell’Europa;
- una rete di servizi “nuovi” per le persone e le famiglie per la capacità di combinare professionalità ed efficienza economica, qualità e prossimità alle situazioni di bisogno con l’esigibilità dei diritti sociali costituzionalmente riconosciuti e con la compartecipazione al costo delle prestazioni. Una rete di servizi che abbia al centro l’inclusione sociale, la prevenzione del disagio, l’integrazione di culture diverse, la tutela dei diritti di tutti nel rispetto dei diversi progetti di vita di ciascuno, il contrasto delle nuove povertà, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro;
- servizi sanitari vicini ai cittadini e capillarmente presenti sul territorio con una rete distrettuale di prestazioni sanitarie e sociosanitarie di qualità: per affrontare la gran parte delle patologie, promuovere corretti stili di vita e tutelare la salute collettiva, a partire dai luoghi di lavoro. E, in uno, prestazioni ospedaliere di eccellenza che possano essere un riferimento per tutti i pugliesi. Il governo regionale di centro sinistra deve molto per la nascita alle attese elevate dei cittadini pugliesi sul versante della sanità: spetterà a tutti noi il compito di fornire un contributo importante in termini di coraggio nelle scelte e di chiarezza nella visione complessiva di sistema sanitario che vogliamo costruire;
- servizi sociosanitari integrati e azioni positive nei luoghi di lavoro, capaci di promuovere e tutelare la salute delle donne e di valorizzare e supportare il “percorso-nascita”. Perché l’unica assicurazione per il futuro della Puglia, che ha la il più basso tasso di natalità in Italia e uno dei più alti tassi in termini di aborti, è rappresentata da consultori materno – infantili, da dotare con risorse finanziarie e servizi in grado di accompagnare le donne e le coppie nella formazione del ruolo genitoriale, monitorare lo stato di salute delle donne, di tutte le donne, anche di quelle immigrate e dei loro bambini, e intervenire con una corretta educazione, informazione e assistenza sanitaria, psicologica e sociale. Ciò, anche coinvolgendo nello sforzo e promovendo il ruolo sociale delle imprese e delle loro realtà produttive, in modo da conciliare il lavoro delle donne e le loro carriere con l’allattamento al seno, l’educazione e la crescita dei bambini;
- approcci moderni alla progettazione degli spazi urbani quali luoghi di vita e non praterie su cui allestire dormitori, luoghi in cui si forma e cresce l’identità individuale e collettiva, e si tessono le relazioni sociali giuste per promuovere solidarietà tra generazioni, integrazione culturale, mobilità sociale. Una città non è mai, né potrebbe esserlo, un luogo neutro. Per questo occorre sostenere investimenti coraggiosi per la rigenerazione urbana delle periferie come dei centri storici, dei piccoli e dei grandi comuni, in modo che gli spazi vengano pensati in funzione delle persone e dei loro diritti, e le competenze urbanistiche, sociali, ambientali, trasportistiche si integrino in un progetto unico di città come spazio di vita e luogo di identità. Il PD dovrà battersi per tutto questo, dando alla Puglia l’opportunità di non avere più barriere architettoniche ma piste ciclabili, non più quartieri dormitorio ma spazi verdi e servizi, luoghi di aggregazione, infrastrutture sociali e di servizio moderne;
- servizi di istruzione e per la formazione come veicolo di mobilitˆ sociale, perchè capaci di connettere l’educazione e la formazione dei giovani e delle donne alle opportunità di accesso al mondo del lavoro, ma anche di dare nuove chance di inserimento sociale a chi ha lasciato il suo paese d’origine o a chi ha fatto degli errori e cerca per davvero e con convinzione la strada del riscatto sociale. In uno, occorrerà continuare a coltivare, rafforzandola, l’idea di una Puglia “regione del Mondo”. Che forma i suoi migliori talenti, offre loro l’opportunità di confrontarsi con altre esperienze e li accoglie nuovamente per innestare competenze preziose nel suo sistema produttivo, culturale, sociale. Una terra capace di lasciar andare ma una terra di ritorno, capace di offrire opportunità reali di affermazione ai suoi figli. Una Regione moderna, che connette i più importanti investimenti produttivi con quelli nelle risorse umane e nei servizi, tali da consentire condizioni di vita attrattive almeno quanto solide prospettive di lavoro.

Il Partito dei saperi, delle nuove tecnologie, dell’innovazione
La sfida della crescita economica e della sostenibilità ambientale dell’organizzazione della vita delle nostre comunità, e perfino della vita quotidiana delle singole famiglie, dovrà misurarsi con coraggio con le nuove tecnologie se vorrà ridurre i rischi per l’ambiente, accrescere la produttività delle imprese coniugandola con la qualità della vita, preservare le risorse naturali per un futuro che è già presente con le sue manifestazioni climatiche, le crisi idriche ed energetiche, il collasso del sistema di raccolta dei rifiuti.
Il PD dovrà lavorare anche in Puglia perché non nascano nuove discriminazioni e nuove barriere sociali e generazionali fondate sulle diverse opportunità di accesso ai saperi, alle nuove tecnologie, alle informazioni.
E dovrà lavorare perché le nuove tecnologie non siano affare per pochi ma risorse per tutti. Alcune idee:
- la diffusione dell’energia solare anche per la copertura del fabbisogno domestico e di quello dei piccoli e grandi impianti produttivi;
- la gestione del ciclo dei rifiuti con inderogabili divieti ma anche con proposte moderne e qualificate per ridurre il peso e gli oneri dello smaltimento e introdurre elementi di civiltà e possibilità di gestione economica della “risorsa-rifiuti” con la raccolta differenziata e la valorizzazione energetica pulita;
- l’offerta di servizi di mobilità capaci per flessibilità, qualità ed efficienza di costituire una valida alternativa alla mobilità privata per il risparmio energetico e per la riduzione di emissioni sempre più inquinanti l’ambiente urbano;
- la diffusione capillare in tutte le famiglie di dotazioni informatiche e collegamenti telematici veloci, per declinare concretamente il principio di accessibilità per tutti alle informazioni e alle conoscenze, che è anche opportunità di accesso ai servizi e di esercizio reale dei diritti di ciascuno.

Quelli appena richiamati sono solo alcuni degli impegni su cui il PD al fianco del governo regionale dovrà continuare a lavorare per rendere migliore questa Regione: più democratica, solidale, ricca, attraente.

Il Partito della cultura, dell’arte, della memoria e dell’identità
La Puglia è ricca di bellissime intelligenze e di importanti uomini e donne che producono arte e cultura. Anche a loro il PD dovrà guardare se vorrà costruire un contesto sempre più fecondo e ricco per tutti coloro che delle tradizioni, delle manifestazioni culturali, dei siti di interesse storico-architettonico e delle opere d’arte possono giovarsi, cogliendo il valore di progetti, programmi e idee per la cultura pugliese e promuovendo investimenti che diano continuità alle esperienze migliori. Lo slogan “un paese, un teatro” potrà diventare una grande opportunità e insieme una sfida per chi governa i contesti locali e si ponga l’obiettivo di dare ad ogni comunità un luogo di aggregazione, scambio generazionale e culturale, produzione artistica, creatività.
Il PD a cui pensiamo dovrà essere un Partito che, attraverso le azioni di governo, vorrà legare in un contesto organico le più significative esperienze presenti nel territorio regionale per farne un grande marchio di qualità accanto ai nostri monumenti, alla nostra cultura, alla nostra identità. Un partito che sappia dare un segnale chiaro sulla qualità dei nostri produttori d’arte attraverso la creazione di una rete di opportunità, finanziamenti, veicoli promozionali, per farne un biglietto da visita decisivo della Puglia nel mondo.

Il Partito delle “idee giovani”
Un PD che guardi al futuro è un partito delle “idee giovani”. Idee giovani perché coraggiose ed anche radicali, se è radicale promuovere cambiamento nell’interesse di molti e non di pochi, ed essere aperti e disponibili rispetto alla creatività di tanti ragazzi e ragazze a cui così poco spazio la politica ha lasciato fino ad oggi.
Un Partito nuovo capace di dare prova quotidiana di saperle accogliere, di saperne fare sintesi e azioni di governo del territorio, buone pratiche.
Un PD che non crei illusioni e non deluda le attese, soprattutto dei giovani e di tutte quelle persone che coltivano la speranza che c’è una politica capace di essere il volano delle nostre comunità locali e non perde il senso degli interessi generali.


11 settembre 2007


Oltre 2000 braccianti contattati dal “Camper dei Diritti” della CGIL

La Flai-CGIL della provincia di Foggia ha diffuso, stamattina, un comunicato che definisce il «Diario di bordo del “Camper dei Diritti”»: iniziativa realizzata assieme all'Arci che ha toccato i maggiori centri della Capitanata interessati alla raccolta del pomodoro. Lo pubblichiamo di seguito. (La foto è presa da www.arcifoggia.it)

Bazier è eritreo, altissimo, ha due lauree, parla quattro lingue, per la legge italiana è un clandestino. Comunque braccia buone per la raccolta del pomodoro nell’agro di Stornara, in nero a 20 euro scarsi al giorno. È solo uno degli oltre duemila lavoratori immigrati incontrati nel tour per l’agro della Daunia dal “Camper dei diritti e della solidarietà” promosso dalla FLAI CGIL di Foggia e dall’Arci provinciale. «Per tanti che sono nelle stesse condizioni di Bazier non abbiamo potuto far nulla –spiega Daniele Calamita, segretario provinciale della federazione dei braccianti- se non illustrare le procedure per l’ottenimento del permesso di soggiorno».

Il camper ha toccato i maggiori centri della provincia di Foggia interessati dalla raccolta del pomodoro e ad agosto di ogni anni meta di migliaia di braccianti stagionali immigrati. «La mattina con il camper abbiamo compiuto dei veri e propri blitz nelle campagne –spiega Calamita-. Il pomeriggio ci siamo recati nelle piazze dei paesi o delle borgate dove si raccolgono questi lavoratori. Perché il problema principale che abbiamo avvertito in passato è stato proprio quello dell’impossibilità di dialogo, di informazione con persone che vivono loro malgrado quasi come fantasmi. Meno si fanno vedere in giro –specialmente se irregolari- meno corrono rischi di incappare in controlli. Allora siamo andati noi a cercarli». Sono stati distribuiti volantini multilingue con informazioni su retribuzioni e orari di lavoro previsti dal contratto, o le sedi degli ambulatori aperti dalla Asl – 16 in tutta la provincia - al fine di prestare un’assistenza minima di base durante tutto il periodo della raccolta.

Diverse le storie e le situazioni riscontrate nella fase di ascolto, alla quale hanno partecipato i capi lega della FLAI dei centri toccati dal camper e che ha visto la presenza costante di Tesfai Zemariam, coordinatore del Dipartimento Immigrati della CGIL Puglia. «In generale abbiamo riscontrato una maggiore meccanizzazione nella fase di raccolta del pomodoro –sottolinea il segretario della FLAI di Foggia-. Ma al di là del nero sempre presente, abbiamo constatato come anche nei casi in cui i lavoratori immigrati erano regolarmente assunti, percepivano paghe inferiori ai minimi tabellari». E non sono mancati casi in cui a rivolgersi agli operatori FLAI sono stati proprio gli imprenditori, per chiedere informazioni sulle procedure per la regolarizzazione e sui contratti. «Una non conoscenza delle norme che in qualche modo è sconcertante», afferma il segretario provinciale Daniele Calamita. «Nell’agro di borgo Libertà a Cerignola c’è stato chi ha ammesso candidamente di retribuire i lavoratori, quasi tutti dell’est Europa, per numero di cassoni riempiti. Abbiamo dovuto spiegare che il pagamento a cottimo nel nostro paese è vietato dalla legge. In alcuni casi, come nelle borgate attorno a Foggia, la disponibilità di bulgari e rumeni ad accettare paghe più basse, addirittura 2,5 euro per ogni ora lavorata, ha creato attriti tra le comunità straniere presenti, che pure accettavano somme comunque inferiori ai minimi contrattuali».

Su tutte è emersa l’emergenza legata all’accoglienza: «A borgo Amendola, uno dei luoghi raccontati dall’inchiesta di Gatti e de L’Espresso, anche quest’anno si sono insediati una ottantina di lavoratori, quasi tutti bulgari e rumeni, costretti a vivere in ruderi, a cielo aperto, in condizioni igieniche più che precarie, senza acqua, immersi nella spazzatura. Ci hanno manifestato il loro forte disagio chiedendoci di farci da tramite con il Comune di Manfredonia affinché la zona venisse ripulita, dotata di cassonetti e magari con un camion che periodicamente può fornire loro acqua potabile».

Tra i luoghi toccati dal camper, anche il centro di prima accoglienza di borgo Mezzanone, aperto dalla Prefettura all’assemblea richiesta dalla FLAI. «Abbiamo trovato condizioni di ospitalità discrete, con la presenza di un ambulatorio ben attrezzato e presidiato dalla Croce Rossa –spiega Calamita-. Anche in questo caso i lavoratori sono stati voraci di informazioni. Quanti hanno ottenuto lo status di rifugiato politico hanno chiesto la nostra mediazione con i competenti uffici per l’accelerazione delle procedure che destina ad ogni rifugiato una somma di 300 euro, che però arriva quando questi sono fuori dal campo e senza la possibilità di partire o continuare a ricevere assistenza. C’è stato in tal senso un impegno della Prefettura affinché le somme vengano elargite contestualmente all’abbandono del centro di accoglienza».

Complessivamente un’esperienza che la FLAI CGIL di Foggia giudica molto positiva, «che sicuramente ripeteremo e rafforzeremo –afferma Daniele Calamita-. La speranza è che nel frattempo vi siano modifiche alle norme vigenti per togliere questi lavoratori dalla condizione di ricatto cui sono sottoposti, agevolando le procedure di ingresso in Italia. L’anno prossimo vorremmo poter dare risposte a aiuto a tutti, anche a quelli che sono nelle condizioni di Bazier».




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10 settembre 2007


Damiano, il Pd sarà il partito del lavoro

Io e Tiziano Treu (a sinistra nella foto) nella lista “Ambiente, innovazione e lavoro” che sostiene Walter Veltroni? «Entriamo in lista come “coppia di fatto”». Così il ministro del Lavoro, Cesare Damiano (a destra nella foto) in un’intervista sull’Unità di questa mattina. «Io e Treu –spiega Damiano- abbiamo cominciato a lavorare insieme sui temi del lavoro fin da dopo il congresso Ds di Pesaro del 2001, quando Piero Fassino mi chiese di diventare responsabile lavoro dei Ds. Con Treu, che era responsabile lavoro della Margherita, abbiamo dimostrato che una fusione tra storie e esperienze diverse è possibile, che sui contenuti si possono trovare i compromessi necessari. La nostra scelta significa questo: portare la nostra esperienza nel Pd. Mi auguro che il nuovo partito abbia una radice saldamente piantata sui temi del lavoro». Damiano parla anche del protocollo del 23 luglio su pensioni e welfare, «che è perfettamente coerente con l’elaborazione politica e culturale del Pd sui temi del lavoro».

DOCUMENTI
Il Protocollo del 23 luglio 2007
Il Manifesto del lavoro
Le prime sottoscrizioni al Manifesto del Lavoro


9 settembre 2007


Costituito Comitato pro-Veltroni del Gargano Nord

A Rodi Garganico, lo scorso mercoledì 5 settembre, si sono riuniti dirigenti, iscritti e simpatizzanti della Margherita del Gargano Nord per costituire un comitato promotore per il nuovo Partito democratico, a favore del candidato Walter Veltroni. Era presente il consigliere provinciale Gaetano Cusenza (nella foto) in qualità di referente provinciale della Margherita per l’organizzazione dei Comitati pro-Veltroni.
«Nell’incontro –si legge in una nota-, tutti i partecipanti hanno espresso pieno sostegno alla candidatura alla segreteria nazionale di Walter Veltroni e partecipata adesione al suo programma, convinti che il PD sarà lo strumento necessario per una partecipazione politica e culturale più diretta, viva, attenta, responsabile e seria.
È stato ribadito, durante l’incontro, che l’iniziativa non sarà fine a se stessa e non durerà fino al 14 ottobre, giorno delle primarie. Tale esperienza servirà da motore e traino e dovrà necessariamente e inevitabilmente proseguire nel tempo, affinché eletti nelle istituzioni, dirigenti locali e comprensoriali del futuro PD lavorino insieme uniti, per affrontare in modo serio, responsabile e nuovo i tanti problemi irrisolti che attanagliano e frenano il progresso e lo sviluppo delle comunità garganiche.
Spirito e mentalità diverse è stato la parola d’ordine dell’incontro, risposte chiare ai cittadini, allontanamento di chi utilizza la politica per fini personali e non è adatto al ruolo che ricopre nel partito e nelle istituzioni.
Con l’avvenuta costituzione del neo comitato per il PD pro-Veltroni, gli uomini e le donne del Gargano che hanno fatto parte dell’esperienza politica della Margherita, con un misto di commozione e di soddisfazione, idealmente hanno decretato la fine di quell’esperienza volgendo lo sguardo al futuro, quando Democratici di Sinistra e Margherita costituiranno gruppi unici sotto il simbolo del PD.
Sottolineati i disagi che il nuovo PD garganico dovrà affrontare a seguito dei gravi contrasti e delle anomalie in atto all’interno delle amministrazioni comunali di Vico del Gargano e di Rodi Garganico, dove gli uomini di DS e Margherita, tra loro e all’interno degli stessi partiti, appaiono divisi e contrapposti; situazioni che dopo le primarie del 14 ottobre non dovranno e non potranno più essere sostenute».

Il neo comitato è così costituito:
Michele Saggese, componente coordinamento provinciale DL-La Margherita, Cagnao Varano;
Palma Maria De Simone, assessore comunale Cagnano Varano;
Domenico Delle Fave, coordinatore di Carpino e membro coordinamento provinciale DL-La Margherita;
Mario Russo, assessore comunale e coordinatore comunale DL-La Margherita Ischitella;
Salvatore Saggese, coordinatore Rodi e consigliere comunale DL-La Margherita Rodi Garganico;
Angelo Fiorentino, dirigente DL-La Margherita Vico del Gargano;
Tommaso Blenx, commissario DL-La Margherita Peschici;
Michele Eugenio Di Carlo, coordinatore DL-La Margherita Vieste, che, all'unanimità, è stato designato quale portavoce.


9 settembre 2007


Si va verso il contributo simbolico di 1 euro per le primarie del 14 ottobre

Niente ancora di “ufficiale” perché il Comitato nazionale “14 Ottobre” ancora deve riunirsi per approvare il Regolamento unitario dei Garanti, abbozzato venerdì scorso. Sarà, forse, quella l’occasione per l’attesa decisione di ridurre a 1 euro il contributo minimo per partecipare alle primarie di domenica 14 ottobre.
Un’indicazione indiretta si ha delle due dichiarazioni rilasciate stamattina da Rosy Bindi e Walter Veltroni.
Veltroni è tornato a rivolgere un appello, in tal senso, al “Comitato dei 45”: «Per la prima volta nella storia la fondazione di un nuovo partito sarà di fatto affidata ai cittadini italiani che con il loro voto saranno chiamati ad eleggere l’Assemblea costituente del Partito democratico e a scegliere il segretario che lo dovrà guidare –ha detto il sindaco di Roma-. In questi giorni in giro per l’Italia ho potuto toccare con mano la forte attesa di tantissimi cittadini per questo momento ma anche quanto però sia diffusa la richiesta, tra i giovani e le famiglie a reddito più basso in particolare, di ridurre la quota fissata in 5 euro per poter partecipare a questo straordinario evento democratico».
Più esplicita la Bindi che ha riferito di avere «parlato con Vittoria Franco, presidente dei ‘Quarantacinque’, e mi ha assicurato che non c’è neanche bisogno di riunirsi. Sul contributo di un euro siamo d’accordo tutti i candidati alla segreteria, e poi quando mai s’è visto che si fa pagare la partecipazione della gente?». Partecipando a una conferenza alla Festa dell’Unità di Pesaro, il ministro per la Famiglia ha aggiunto: «Cinque euro sono troppi per chi paga, e pochi per chi finanzia. Sia chiaro comunque che si tratta di un contributo a un processo che parte e non dell’iscrizione a un partito».


9 settembre 2007


Domani Paolo De Castro a Cerignola

Domani, lunedì 10 settembre, alle ore 13:30, il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, sarà a Cerignola dove incontrerà imprenditori e cittadini per illustrare la proposta di candidatura di Enrico Letta alla segreteria nazionale del Partito Democratico. L'incontro è stato organizzato presso l'azienda "Torre Quarto", in contrada Quarto, 5.


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9 settembre 2007


SEGNALAZIONI / A Cagliari parte la campagna “Come ti vorrei” sul programma del Pd sardo

A Cagliari, venerdì 14 settembre prossimo, parte la campagna “Come ti vorrei per la definizione del programma del nascente Partito democratico sardo, organizzata dall’Unione comunale di Cagliari dei Democratici di Sinistra e dal coordinamento cittadino della Margherita.
Il programma si articola in quattro assemblee territoriali, suddivise per circoscrizioni e denominate “Idee dai quartieri”, e in tre assemblee tematiche dedicate al Poetto (la spiaggia del capoluogo sardo, nella foto), alla dismissione dei beni militari e alla sanità.
Non saranno iniziative a sostegno di singoli candidati, ma assemblee pubbliche in cui i partecipanti si confronteranno sulle idee. L’obiettivo è favorire un’ampia partecipazione dei cittadini, non solo degli iscritti ai partiti, alla discussione intorno ai contenuti che dovranno animare il nuovo soggetto politico. L’idea è quella del partito come collettore di spunti e proposte, ma anche come sede di tutela dei contributi che arriveranno dai cittadini, in vista delle elezioni per l’assemblea costituente del Pd prevista per il 14 ottobre prossimo. In ciascuna occasione saranno raccolti i contributi, anche con la distribuzione di cartoline da compilare con spunti, suggerimenti e critiche.
La campagna si chiuderà il 5 ottobre, con una manifestazione in cui saranno presentati i risultati della campagna.

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