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9 settembre 2007


Violante, lascio a fine legislatura perché servono politici nuovi

«La politica ha bisogno di politici nuovi e quindi questa sarà per me l'ultima legislatura; beninteso lascerò il posto a condizione che non mi sostituisca qualcuno della mia stessa eta». Lo ha detto Luciano Violante (nella foto alla fiaccolata antimafia del 2004, a Foggia, con Mimmo Di Gioia, Sabino Colangelo e Orazio Ciliberti) intervenendo ad Aosta a un convegno sulla costituzione del Partito Democratico. «I partiti storici -ha proseguito l'ex presidente della Camera- hanno esaurito la loro funzione storica anche perché é mutata la società, è necessario sbrigarci a costituire il Pd altrimenti altri ci sopravanzeranno». Violante ha infine sottolineato che «si è messo in moto un processo di riaggregazione: a destra così come a sinistra stanno studiando coma fare». Per l’esponente ds il Pd deve mettere dalla stessa parte tutti i riformatori «e saremo tanto più credibili quanto più indicheremo con precisione cosa vogliamo fare».


9 settembre 2007


Il messaggio di Walter Veltroni ai socialisti di Alleanza Riformista

«La presenza di Alleanza Riformista nel processo di costituzione del PD è il segno concreto della volontà di unire cultura e tradizioni politiche che hanno avuto in Italia e nel mondo la funzione storica di difendere i diritti dei lavoratori, cultura e tradizioni che hanno tradotto in azione politica la lotta per i diritti civili che sono il fondamento delle nostre democrazie». È quello che Walter Veltroni (nella foto) ha scritto nel messaggio rivolto ai partecipanti dell'Assemblea Nazionale di Alleanza Riformista che si è tenuta ieri a Napoli, sotto la presidenza di Ottaviano Del Turco, e che ha deciso l’adesione dei socialisti al Partito Democratico. «Questa Assemblea -continua Veltroni- è testimonianza importante della fusione tra cultura riformista, tradizioni socialiste e recenti esperienze di governo locale che, sono certo, faremo del PD un partito aperto, plurale, a vocazione maggioritaria e federale. Un partito nuovo che per la prima volta nasce dall'unione e non dalle separazioni dalle scissioni».


9 settembre 2007


Boccia, Prodi alla Fiera del Levante conferma che il Sud è strategico per la Terza Rivoluzione Industriale

«Un discorso di grande rilevanza sotto il profilo economico e anche politico»: questo il commento di Francesco Boccia, capo del Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali della Presidenza del Consiglio al discorso con cui il premier, Romano Prodi, ha inaugurato, ieri, la 71ma edizione della Fiera del Levante di Bari (nella foto, Prodi con il presidente della Fiera Cosimo Lacirignola, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e il sindaco di Bari Michele Emiliano).
«La svolta a mio avviso fondamentale della linea dettata dal presidente -sostiene Boccia- è che occorre fare piazza pulita dell'autarchia. Il Sud insomma deve smettere non solo di piangersi addosso, ma anche di considerarsi un mondo a parte.
Va colta la grande sfida sulle Energie Rinnovabili. Il Sud e la Puglia possono diventare il motore della terza rivoluzione industriale, basata sulle energie pulite. Fotovoltaico, eolico, solare termico, biomasse e biogas troveranno ingenti risorse per risiedere stabilmente nei prossimi decenni nella progettazione e nella produzione proprio al sud.
Noi meridionali viviamo nel mondo globale e col mondo globale dobbiamo fare i conti. Vince chi produce di più e meglio; vince chi sa rompere con le vecchie liturgie, vince chi sa creare occasioni di serenità sociale. Chi ritiene che il problema della sicurezza non tocchi anche lo sviluppo economico della nostra società, non ha capito niente».


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9 settembre 2007


Notizie via sms da sinistrariformistacerignola.org

Da ieri, sul sito Internet del Comitato di Cerignola della Lista Sinistra Riformista per la Puglia, è attivo il servizio delle notizie trasmesse via sms sui telefonini, per far sapere in tempo reale, a tutte le persone interessate al processo costitutivo, dove si terranno gli incontri e per ricordare gli appuntamenti importanti. Con lo stesso sistema si sarà aggiornati ogni qual volta si aggiungerà una cosa nuova sul sito internet.
Oggi, domenica 9 settembre, dalle 10:00 alle 13:00, si potrà parlare in tempo reale con il Comitato direttamente dal sito internet, per facilitare il dialogo con tutti gli utenti che vorranno informazioni in più sulla lista.




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9 settembre 2007


I socialisti nel Partito Democratico

Dopo la decisione dei Socialisti Autonomisti di Alberto Tedesco, ci sarà un’altra componente socialista nel nuovo Partito democratico: Alleanza Riformista. Uomini e donne dello Sdi decisi a far parte del partito unico del centrosinistra ieri mattina si sono incontrati per la prima volta a Napoli insieme al loro leader nazionale, il presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco (nella foto). Durante il dibattito è stato anche letto il saluto inviato dal sindaco di Roma Walter Veltroni, candidato favorito alla guida del nuovo PD, che ha ringraziato pubblicamente tutti i socialisti decisi ad aderire al partito unico del centrosinistra. «Per la prima volta nella loro storia -ha detto Del Turco- i socialisti decidono di unirsi e essere parte di un progetto politico grande invece di dividersi ancora». Sullo stesso argomento, al Comitato “14 Ottobre” della provincia di Foggia, è giunto un intervento di Ivano Di Matto, esponente dei Ds di Lucera. Lo pubblichiamo di seguito.

Perché il Pd può essere la casa dei socialisti italiani

di IVANO DI MATTO *

In un’intervista rilasciata lunedì 27 agosto al Corriere della Sera, Walter Veltroni, uno dei candidati alla segreteria del nascituro Partito Democratico, ha parlato della necessità di riformare, oltre al nostro sistema politico nazionale, l’Internazionale Socialista, l’organismo che riunisce la stragrande maggioranza dei partiti socialisti del mondo, trasformandola nell’Internazionale dei Democratici e dei Socialisti e, quindi, aprendola al contributo di tutte quelle esperienze politiche che, pur non essendo socialiste in senso stretto, sono schierate, a livello mondiale, nel campo progressista e riformista. Si pensi, ad esempio, ai Democratici statunitensi di Hillary Clinton e Barack Obama, all’indiano Partito del Congresso di Sonia Gandhi, all’African National Congress di Nelson Mandela e al Partito Democratico giapponese.
Del resto, una tale proposta fu avanzata, anni fa, dallo stesso Bettino Craxi, all’epoca vicesegretario dell’Internazionale Socialista, il quale già allora, con la lungimiranza e l’intuito che ha sempre caratterizzato la sua azione politica, percepì la necessità di allargare l’Internazionale Socialista a tutte le forze riformiste, anche quelle non aventi matrice marxista.
In Italia, la proposta fu ripresa e sviluppata da Claudio Martelli, vicesegretario del PSI, il quale, a seguito dei risultati della tornata referendaria del 1987, constatò la formazione di una maggioranza progressista che andava oltre i soli partiti della sinistra, fino a comprendere il PRI, i Radicali e parte della DC e che, quindi, non era strettamente riconducibile al campo socialista.
Poi venne Tangentopoli e il crollo della cosidddetta Prima Repubblica e questa idea, insieme a molti altri progetti di riforma dello Stato, del sistema politico e del sistema elettorale, cadde nel dimenticatoio.
Certamente, oggi, l’idea del Partito Democratico nasce da presupposti ed esigenze politiche molto diverse rispetto a quelle della seconda metà degli anni Ottanta. E i protagonisti principali di questa operazione non sono, sicuramente, riconducibili alla cultura politica del PSI.
Tuttavia questo non intacca la bontà dell’idea. Anzi, ancora una volta mette in evidenza come i socialisti italiani siano stati, per lunghi anni, una forza politica sicuramente all’avanguardia in Italia ed in Europa.

Infatti, ora come allora, alla base della nascita del Partito Democratico c’è l’esigenza di dare vita ad una formazione politica che possa essere politicamente e culturalmente egemone all’interno del campo progressista, in grado di determinare e orientare le scelte politiche del proprio schieramento e di limitare il potere di ricatto delle forze massimaliste e centriste, il cui peso, oggi, sia per motivi politici che per motivi, diciamo così, elettorali, è molto sovradimensionato rispetto al loro effettivo consenso nella società.
Il Partito Democratico, quindi, si pone l’obbiettivo di unificare in un unico partito le varie tradizioni riformiste che contrassegnano la politica italiana e di porsi come forza politicamente egemone all’interno dello schieramento progressista.
Si tratta, in sostanza, di dare vita ad una formazione politica che, come tutti i partiti socialisti, socialdemocratici e laburisti europei, costituisca il punto di riferimento di tutti quei cittadini che pur non essendo socialisti in senso stretto, comunque si riconoscono in posizioni politiche di carattere riformista e progressista. Un obbiettivo non perseguibile attraverso la “Costituente Socialista” che sicuramente esercita un certo fascino verso il popolo socialista della diaspora. Tuttavia la “Costituente Socialista” è un’iniziativa “romantica” più che un’iniziativa politica, non avendo, in questo secondo senso, un ampio respiro. Si tratterebbe, in sostanza, di una sorta di PD che nel suo messaggio politico pone un maggiore accento sui temi della laicità e delle libertà individuali e che sui temi economici si porrebbe addirittura più a destra dello stesso Partito Democratico. Del resto, che la “Costituente Socialista” stia incontrando più di una difficoltà nella sua nascita è cosa evidente per qualsiasi osservatore attento, basti pensare all’adesione al PD di ex diessini come Peppino Caldarola, che in un primo momento avevano manifestato l’intenzione di aderire alla costituente, al progressivo avvicinamento di Sinistra Democratica alle posizioni della sinistra radicale piuttosto che a quelle dei socialisti o all’adesione di alcuni importanti esponenti dello SDI, come Ottaviano Del Turco o Alberto Tedesco, alla fase costituente del Partito Democratico.

Anch’io, personalmente, per anni ho sperato nell’unificazione delle diverse anime della “diaspora socialista” e in una chiara scelta socialista da parte dei DS, in modo da dare vita, anche in Italia, ad una grande forza socialista. Ciò, purtroppo, per tutta una serie di cause che chi sa di politica conosce, non è stato possibile, provocando un grave vuoto nella politica italiana, la mancanza di una forza progressista capace di rappresentare la maggioranza relativa della società e di guidarne il processo di innovazione e rinnovamento.
A questa lacuna, oggi, può mettere fine la nascita del Partito Democratico, un partito pensato per chi avrà vent’anni nel 2010, un partito che, partendo dal passato e da quelle tradizioni politiche che sono state determinanti nello sviluppo e nella crescita della democrazia italiana, guarda al futuro, per dare vita ad una forza democratica, progressista e riformista che avrà forti affinità con le forze del Socialismo Europeo e che di quel movimento non potrà non essere parte integrante.
Per questo penso che, oggi, coloro i quali si richiamano alla tradizione politica e culturale del socialismo italiano debbano partecipare, con la forza e il contributo della loro storia personale e politica, al processo costituente che il 14 ottobre porterà alla nascita del Partito Democratico, facendo in modo che esso sia, sin dall’inizio, la casa dei democratici e dei socialisti italiani.
* Democratici di Sinistra di Lucera


8 settembre 2007


Michele Emiliano stasera a San Severo

Stasera, alla Festa dell’Unità di San Severo, è in programma alle ore 18 presso lo Spazio dibattiti nella Villa comunale un incontro sulle primarie del 14 ottobre. Interverranno Dino Marino, consigliere regionale, Michele Mazzarano, segretario regionale dei Democratici di Sinistra, Michele Emiliano (nella foto), sindaco di Bari. Emiliano è il candidato a segretario regionale del nascente Partito Democratico sostenuto anche dai DS di San Severo.
La pioggia di questi giorni ha spinto a prolungare la Festa fino a domenica 16 settembre. Il convegno di giovedì sera su “I tempi di conciliazione” è stato rinviato a sabato 15 settembre con inizio sempre alle ore 19.


8 settembre 2007


Ecco l’innovazione che il Pd immetterà nella società italiana/1

Innovazione sì, ma di cultura. Scelte coraggiose, il coraggio di innovare. Questo quanto emerso in occasione della presentazione del V° Libro bianco sull’innovazione, “Il Coraggio di Innovare” (nella foto, la copertina), presentato giovedì a Vietri sul Mare, in occasione della Festa della Margherita.
«La nuova finanziaria è dietro l’angolo ed è questo il momento di agire. È innanzitutto fondamentale definire un Piano Strategico per l’Innovazione e costituire un Consiglio Nazionale dell’Innovazione. Ora più che mai, con la nascita del Partito Democratico, si deve pensare all’innovazione come ad uno spazio fondamentale di trasformazione culturale ed economica del Paese. Questo è il pensiero che ha da sempre animato l’Osservatorio ICT, questa la dote che porta al nascente Partito Democratico».
Libero di operare, all’interno della Margherita, l’Osservatorio ha realizzato importanti lavori di approfondimento sui principali obiettivi dell’innovazione. Non politici di professione, ma un insieme di persone che operano nel settore dell’
Information & Communication Technology e che hanno l’interesse e la disponibilità ad offrire la propria professionalità per lo studio e l’analisi delle tecnologie Internet e digitali nel mondo.
Una rete operativa di eccellenza, un metodo di lavoro efficace, messo anche a servizio del neonato “Laboratorio sull’Innovazione” del Partito Democratico, un laboratorio nato con l’obiettivo di fornire supporto operativo sui temi dell’innovazione alla nuova forza politica di centrosinistra, istituito per iniziativa dell’Osservatorio ICT della Margherita e del Dipartimento Sapere e Innovazione dei Democratici di Sinistra. Con questa premesse e con questi intenti l’Osservatorio porterà tutta la sua esperienza e la sua rete operativa territorialmente articolata attraverso Osservatori regionali, nel nascente Partito Democratico. Questo quanto ribadito giovedì a Vietri, in una presentazione che ha visto l’attenta partecipazione di molti addetti ai lavori, cittadini e politici. Presenti inoltre i rappresentanti degli Osservatori regionali, tra cui il responsabile di Area dell’Osservatorio ICT della Puglia, Giampaolo Chiarella, l’Associazione “Innovazione&Tecnologie-Osservatorio Ict Lombardia”, l’Associazione regionale “InnovAzione–Osservatorio Regionale sulle ICT Piemonte”, l’Osservatorio Regionale Ict Abruzzo, l’Osservatorio Ict del Lazio l’Associazione Campana dell’Osservatorio Ict, rappresentanti del Molise e di altre regioni italiane.


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8 settembre 2007


Ecco l’innovazione che il Pd immetterà nella società italiana/2

Non solo ministri, come Cesare Damiano e Giovanna Melandri (nella foto), e nomi eccellenti della politica come il senatore Dl Tiziano Treu e il capogruppo dell'Ulivo al Senato Anna Finocchiaro, ma anche molti giovani. Punta a presentarsi come la vera novità delle primarie la lista “Con Veltroni. Ambiente, innovazione e lavoro”, che ieri ha presentato il logo nella sede del comitato romano a sostegno della corsa del sindaco di Roma alla segreteria nazionale del Partito Democratico.
Oltre ai ministri diessini Damiano, Melandri e Luigi Nicolais, è probabile l'imminente adesione di un ministro Dl mentre Giuliano Amato ha fatto sapere di aderire ma di non candidarsi per l'elezione all'assemblea costituente, chiedendo di fare spazio ad un giovane. «Innovazione -spiega il diessino Andrea Ranieri all’Ansa- è la parola chiave di questa lista ed è anche innovazione generazionale praticata e non solo predicata con capilista tra i 30 e i 35 anni». L'esponente Dl Ermete Realacci ha spiegato come la lista punti al rimescolamento tra partiti e società civile con l'adesione di movimenti come i “Cento Passi” e “iMille”. Centrale anche il tema del lavoro in un tentativo, ha sottolineato Achille Passoni della segreteria generale della Cgil «di declinare la centralità del Pd in termini innovativi e rimandando ai diritti e ai valori del partito nuovo».


7 settembre 2007


Presto il Regolamento unitario per i garanti: ribadito che il voto del 14 ottobre non significa automatica iscrizione al Pd

Composizione e compiti dei garanti e loro funzionamento, forma e pubblicità delle decisioni, non candidabilità dei componenti dei Collegi stessi alle elezioni del 14 ottobre. Sono questi i punti cardini della bozza di regolamento unitario di funzionamento, prevista nel Regolamento quadro e preparata dal Collegio nazionale dei Garanti per le primarie del Partito Democratico e dai rappresentanti dei Collegi regionali riunitisi oggi presso la sede di piazza SS. Apostoli in Roma. Era presente anche Michele Galante (nella foto), componente del Comitato “14 Ottobre” della provincia di Foggia e componente del Collegio pugliese dei Garanti
Il regolamento dovrà poi essere vagliato ed approvato dall’Ufficio di presidenza. I Collegi dei Garanti, come disciplinato dallo stesso Regolamento quadro, decadranno al momento dell’insediamento delle rispettive Assemblee Costituenti.
Durante la riunione, si è inoltre ribadito - come previsto dall’articolo 1 comma 2 del Regolamento – che il requisito per il diritto di voto il 14 ottobre è la dichiarazione «di voler partecipare al processo costituente». Dichiarazione che non comporta l’iscrizione al Partito Democratico, né potrebbe essere diversamente, in quanto spetta all’Assemblea Costituente, che sarà eletta in tale consultazione, definire lo Statuto del nuovo partito e le modalità di adesione.


7 settembre 2007


I Socialisti Autonomisti di Foggia nel Partito Democratico

I Socialisti Autonomisti hanno notificato al Comitato provinciale “14 Ottobre” della provincia di Foggia di aderire al processo costituente del Partito Democratico.
Una decisione maturata da parecchio, formalizzata mercoledì scorso e ufficializzata con una nota diffusa stamattina: «La Federazione Provinciale dei Socialisti Autonomisti di Foggia –si legge nel documento- ha esaminato, in diverse occasioni di incontro, la situazione politica determinatasi con l’iniziativa della costruzione del Partito Democratico, tesa alla innovazione della politica italiana, alla semplificazione del sistema dei partiti ed alla costruzione di un partito nuovo, riformista, capace di interpretare il bisogno di governo del paese, i nuovi diritti dei cittadini, le speranze e i talenti dei giovani e delle donne, le risorse morali, culturali e ambientali del Mezzogiorno e dell’intero Paese. I Socialisti Autonomisti della provincia di Foggia hanno accolto l’invito del Segretario regionale del partito, l’assessore regionale alle Politiche della Salute Alberto Tedesco (
nella foto), a misurarsi con le scomposizioni, le ricomposizioni, le contaminazioni delle diverse culture e tradizioni confluenti nel Partito Democratico, rifiutando vecchie liturgie, accordi sottobanco e logiche spartitorie, ma producendo idee in un leale confronto politico».
«I Socialisti Autonomisti –prosegue la nota- si riconoscono nei “valori di libertà, di uguaglianza, solidarietà, pace, dignità della persona che ispirano la Costituzione repubblicana”, valori che traggono alimento “dal pensiero politico liberale, sia da quello socialista, sia da quello cattolico democratico”, hanno preso atto della volontà, sottolineata dal sindaco di Roma, Walter Veltroni, nel suo intervento al Lingotto di Torino, di non far mancare il riferimento al socialismo europeo ed all’esperienza italiana del riformismo socialista per l’attuazione del processo costituente del Partito democratico».
Da oggi, dunque, i Socialisti Autonomisti sono impegnati, «con le loro strutture e le loro risorse di cultura politica e capacità organizzativa, a partecipare pienamente alla costruzione della nuova grande forza democratica riformista che è e sarà il Partito Democratico, e invitano tutti i socialisti che non vogliono rinchiudersi in gabbie dorate fuori dalla storia e dal futuro del nostro Paese, ad aderire misurandosi coraggiosamente con il nuovo che passa attraverso le idee, la cultura e la politica italiana, europea e mondiale del terzo millennio».

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