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5 settembre 2007


Dal Piemonte un ordine del giorno per abolire i 5 euro di contributo

L’assemblea della Margherita della provincia piemontese di Verbano Cusio Ossola ha approvato un ordine del giorno in cui chiede al “Comitato dei 45” e ai rappresentanti della Margherita in esso presenti «di modificare il Regolamento nazionale per le Primarie abrogando la norma che prevede l’obbligatorietà del versamento di 5 euro come condizione per la partecipazione al voto e la sua sostituzione con una norma che introduca la facoltà del cittadino elettore di contribuire liberamente e spontaneamente alla copertura dei costi».




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5 settembre 2007


Maurizio Ricci coordina il Comitato “Foggia per Veltroni”

Anche a Foggia l’impronta di Walter Veltroni nella costruzione del Partito Democratico è nel segno dell’Università. Sarà, infatti, il professor Maurizio Ricci (nella foto) a coordinare e a raccogliere le adesioni al Comitato per la candidatura di Walter Veltroni alla segreteria nazionale del Pd. Una scelta che fa eco a quella del coordinamento del Comitato pugliese per “Walter Veltroni segretario del Partito Democratico”, affidato lo scorso 2 agosto al Rettore del Politecnico di Bari, Salvatore Marzano.
Il Comitato “Foggia per Veltroni“ ha adottato la formula aperta per le adesioni: Ricci sarà così “terminale“ delle adesioni provenienti da tutta la cittadinanza.

Maurizio Ricci è professore ordinario di Diritto del lavoro nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Foggia, dove insegna anche Relazioni industriali, e ha dedicato parte importante della sua ricerca scientifica all’innovazione delle politiche pubbliche per l’occupazione.
Oltre ad aver coordinato il commento della disciplina giuridica sul mercato del lavoro nella cosiddetta legge Biagi, in precedenza ha diretto, tra l’altro, la ricerca relativa ai mutamenti nelle relazioni industriali in Puglia, i cui risultati sono stati pubblicati nel volume “Le relazioni di lavoro nelle aree meridionali. Omogeneità e differenze”, curato da Tiziano Treu, Ministro del Lavoro nel Governo di Lamberto Dini e nel primo Governo di Romano Prodi, e attuale Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati.
Ricci sta portando le sue competenze anche dentro le politiche delle istituzioni locali, come consulente giuridico dell’Unione Regionale delle Province Pugliesi con la responsabilità dell’area “Politiche attive del lavoro, formazione professionale, immigrazione e sicurezza”, ma anche come riferimento per il complesso processo di riforma che sta attraversando, in provincia di Foggia, i Servizi per l’impiego, gli ex Uffici di Collocamento.
Si è già impegnato per battaglie pubbliche: l’ultima risale all’anno scorso, da presidente del Comitato “Salviamo la Costituzione” per il No al referendum del 25-26 giugno 2006, che, in Capitanata ha toccato il 74,4% rispetto al 61,7% nazionale.


5 settembre 2007


Comitato per Letta: ieri riunione a Lucera, venerdì a Foggia

Ieri, martedì 4 settembre, presso la sede dell’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Lucera, si è svolto un primo incontro tra i sostenitori della candidatura di Enrico Letta, attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a segretario nazionale del Partito Democratico.
All’incontro hanno partecipato numerosi esponenti lucerini della Margherita, dei Democratici di Sinistra, del mondo sindacale e dell’imprenditoria cooperativa ed amministratori e dirigenti politici provenienti da Foggia e dal Subappennino Dauno.
I lavori di questo primo incontro sono stati coordinati da Gaetano Prencipe ed Aldo Ragni, insieme a Filippo Mantuano e Michele Ricci (nella foto), membri del Comitato provinciale “14 Ottobre”.
Si è trattato di una riunione dal carattere preliminare durante la quale ci si è  soffermati sull’analisi e la discussione delle regole che disciplinano la fase costituente nazionale e regionale e la presentazione delle relative liste.
Il collegio che raggruppa Lucera, 32 sezioni di Foggia e l’intero Subappennino Dauno sarà chiamato ad eleggere 4 delegati per la Costituente nazionale e 7 per la Costituente regionale.
Dall’incontro è emersa una sostanziale unità di intenti nella volontà di costruire liste conformi agli obbiettivi programmatici che Enrico Letta si propone di perseguire candidandosi alla guida del PD a partire dal rinnovamento della classe politica sia a livello locale che a livello nazionale.
Se, infatti, la presenza delle donne è obbligata dal regolamento nella proporzione del 50%, forte deve essere anche la presenza di quelle giovani generazioni che sentono di poter dare il proprio contributo alla costruzione del PD.
Prencipe ha posto con forza il tema della costruzione dei Comitati promotori cittadini del PD perché non deve essere perso di vista l’obiettivo principale che è appunto la costruzione di un forte e coeso Partito Democratico.
Si è deciso così di convocare un nuovo incontro dei sostenitori della candidatura di Letta nel collegio Foggia-Lucera che si terrà venerdì 7 settembre, presso l’associazione “l’Aquilone” a Foggia, presso Parco San Felice, per costituire un coordinamento di collegio che dovrà vedere la partecipazione di tutti i sindaci del Subappenino che sostengono la candidatura e delle personalità di Lucera e dell’area foggiana che rientra nel collegio che avrà il compito di programmare l’attività politica ed elettorale di quest’area e avviare il confronto sulla composizione delle liste dei delegati alle assemblee costituenti nazionali e regionali.


5 settembre 2007


A Bari nasce la lista “Agricoltura e società”

È stata presentata ieri mattina, presso l’Hotel Sheraton di Bari, “Agricoltura e Società”, la lista del mondo agricolo aperta alla società per Michele Emiliano, candidato segretario regionale del Partito Democratico. Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti il presidente regionale della Cia Puglia Antonio Barile oltre che lo stesso Emiliano. «Oggi diamo vita e voce ad una lista che non è la lista della Cia, che come Confederazione mantiene la sua autonomia, ma che nasce sotto la spinta di tanti cittadini e imprenditori agricoli e non, anche non aderenti alla nostra organizzazione», ha spiegato Barile, che ha tracciato a grandi linee la dichiarazione politica d’intenti di “Agricoltura e Società”.
«La nostra lista, che sostiene la candidatura di Michele Emiliano a segretario regionale del Partito Democratico -ha spiegato Barile -, ha la terra nel cuore, perché la Puglia ha un cuore agricolo. Abbiamo scelto come simbolo un grappolo d’uva (nella foto), prodotto principe dell’agricoltura pugliese, che con i suoi acini raffigura i cittadini, quindi la società. Tanti agricoltori e cittadini ci hanno chiesto nei giorni scorsi di far sentire nel processo costituente del Partito Democratico la voce degli interessi diffusi dell’agricoltura e della società – ha continuato Barile -. Nel nostro mondo c’è un esteso disagio verso una parte dei gruppi dirigenti del centrosinistra che decide poco e male, e indispettisce per la propria autoreferenzialità. La nostra lista punta ad accrescere la partecipazione al voto del 14 ottobre e a recuperare le categorie produttive e sociali che si sentono escluse dai processi decisionali sullo sviluppo della Puglia. Per questa ragione abbiamo deciso di presentare una lista del mondo agricolo aperta».
«Sedici ore alla settimana, otto giorni al mese, quattro mesi all’anno è il tempo medio che un’impresa agricola impiega per soddisfare le complicazioni della burocrazia –dice il presidente della CIA pugliese in un intervento pubblicato sul sito-blog di “Agricoltura e Società”-. Un groviglio di adempimenti sta creando malcontento e sconcerto nel mondo agricolo. Nelle regioni del Mezzogiorno e in Puglia continua a proporsi il tema della legalità e della liberazione di interi territori dai condizionamenti delle organizzazioni criminali che limitano la libera scelta imprenditoriale. Pesano negativamente i ritardi infrastrutturali che accentuano il differenziale di opportunità tra le aziende agricole rispetto agli altri settori, e tra le aziende del Sud e del Centro Nord d’Italia. La lista “Agricoltura e società” all’interno del Partito democratico intende essere il punto di riferimento essenziale della politica agricola regionale e il laboratorio, dove si mobilitano le eccezionali sensibilità, le multiformi competenze presenti nelle nostre università, le facoltà di agraria, gli istituti tecnici agrari e gli incredibili talenti presenti nel nostro territorio, per renderlo più attrattivo e competitivo. “Agricoltura e società”, in definitiva, ha l’ambizione di realizzare una concertazione alta tra il mondo agricolo e la società per una Puglia nuova».


4 settembre 2007


Entro il 15 settembre i Comitati “14 Ottobre” cittadini

La sollecitazione è indirizzata ai responsabili dei due maggiori partiti coinvolti nel processo costituente del Partito Democratico, puntando sul fatto che rappresentano un visibile presidio organizzato in ciascuna delle 64 città nelle quali si svolgeranno le primarie di domenica 14 ottobre.
La lettera inviata oggi dall’Ufficio di Presidenza del Comitato  provinciale “14 Ottobre” pone il termine di sabato 15 settembre per la costituzione dei Comitati locali. Ecco il testo.


Ai responsabili comunali
Democratici di Sinistra e DL-La Margherita

Foggia, 4 settembre 2007

Cari Amici,
il 14 ottobre è ormai alle porte e richiede un supplemento di impegno per favorire il più ampio successo dell’operazione primarie.
In tale prospettiva, dopo l’attivazione del Comitato promotore provinciale, occorre ora costituire i Comitati comunali del PD.
Si tratta di una esigenza ineludibile per tre fondamentali ragioni:
1. per creare, sul territorio provinciale, una rete operativa capace di coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini nel processo di costruzione del nuovo soggetto politico;
2. per evitare che, in mancanza di una struttura organizzativa unitaria, la nascita di Comitati locali, a sostegno delle diverse candidature, trasmetta ai cittadini segnali di divisione piuttosto che di costruttiva coesione;
3. per predisporre quanto necessario ai fini dell’individuazione dei seggi elettorali e dello svolgimento delle operazioni di voto.
Vi sollecitiamo, pertanto, a costituire, anche nel Vostro Comune, nel più breve tempo possibile e comunque non oltre il 15 settembre, un Comitato promotore cittadino, composto da rappresentanti dei Democratici di Sinistra, della Margherita e da risorse esterne.
A tale riguardo, Vi preghiamo di inserire, nel Comitato, una significativa rappresentanza di donne e di giovani, in coerenza con i caratteri del progetto democratico e dei criteri da noi adottati, a livello provinciale.
In attesa di un sollecito e positivo riscontro, Vi auguriamo buon lavoro e Vi salutiamo molto cordialmente.

L’Ufficio di Presidenza del Comitato “14 Ottobre” della provincia di Foggia


--- il vademecum

A cosa servono i Comitati?
Hanno il fine di promuovere e garantire lo svolgimento della consultazione elettorale del livello istituzionale corrispondente e si considerano sciolti al momento dell’insediamento delle relative Assemblee.

Cosa succede nelle sedi dei Comitati?
Le sedi dei Comitati, oltre a servire per le attività proprie e di interesse comune del processo costituente, devono ritenersi aperte e agibili a tutti i candidati senza distinzioni o preferenze tra loro. Ciò è inerente allo spirito aperto del processo costituente e alla libertà di ciascuno, che voglia aderire al Partito Democratico, attualmente iscritto o non iscritto ad uno dei soggetti promotori, di scegliere secondo le proprie preferenze.

Perché rivolgersi ai Comitati?
I Comitati sono e devono formare opportuni organi tecnici e di garanzia, hanno la missione di “aprire le porte alla partecipazione dei cittadini” e svolgere “funzioni di garanzia verso tutti coloro che intendono partecipare attivamente al processo”.
Devono essere resi pubblici i nomi dei componenti del Comitato nonché il recapito presso cui è possibile indirizzare comunicazioni dirette agli organi del Comitato.
Dovendo vigilare sul corretto svolgimento della campagna elettorale nonché del rispetto del Regolamento e del Regolamento di autodisciplina della campagna elettorale, ai Comitati va prontamente segnalata ogni eventuale violazione.

Cosa devono fare all’esterno i Comitati?
Devono promuovere ogni iniziativa ritenuta opportuna al fine di pubblicizzare e rendere noto lo svolgimento delle Elezioni, nonché le relative modalità di partecipazione. A partire dal ventesimo giorno antecedente lo svolgimento delle Elezioni, promuovono assemblee ed altre iniziative pubbliche nel corso delle quali ha luogo un confronto, a parità di condizioni, tra i candidati, i rappresentanti delle liste o i loro delegati.

Il Comitato “14 Ottobre” della provincia di Foggia
Il 31 luglio scorso è stato costituito il Comitato “14 Ottobre” della provincia di Foggia, con sede a Foggia in Via Giacomo Matteotti, 35 – Telefono e Fax 0881 723837 – Indirizzo e-mail: comitato14ottobre.pdfoggia@gmail.com - Indirizzo Internet: www.pdfoggia.it.
Il Comitato è attualmente composto da: Nino Abate, Francesco Andretta, Maria Antonucci, Lia Azzarone, Michele Bordo, Orazio Ciliberti, Sabino Colangelo, Maria Rita Cordone, Luigi Damiani, Angela Fiume, Michele Galante, Elena Gentile, Vincenzo Gelsomino, Carlotta Giuliani, Tino Grisorio, Mary Manocchio, Filippo Mantuano, Pino Marasco, Dino Marino, Gino Marino, Elisa Matera, Mario Melino, Alessandro Minenna, Colomba Mongiello, Lucia Montagano, Giovanni Occhiochiuso, Franco Ognissanti, Franco Petruzzelli, Raffaele Piemontese, Gianni Pompa, Giuliano Pompilio, Gaetano Prencipe, Deni Procaccini, Maurizio Ricci, Michele Ricci, Marilena Rinaldi, Vincenzo Rizzi, Antonio Russo, Saverio Russo, Potito Salatto e Francesco Sderlenga.

L’Ufficio di Presidenza del Comitato “14 Ottobre” della provincia di Foggia
I componenti dell’Ufficio di Presidenza del Comitato provinciale “14 Ottobre” sono:
Maria Rita CORDONE - m.cordone@libero.it
Michele GALANTE - mic.galante@libero.it
Carlotta GIULIANI -  carlotta.giuliani@affatato.it
Mary MANOCCHIO - marymano@webmail.it
Pino MARASCO - marascopino@infinito.it
Gianni POMPA - gpompa@tin.it

Il Collegio regionale dei garanti
Michele Galante è anche componente del Collegio regionali dei garanti, assieme a Paola Abbrescia, Mario De Leo, Annalisa Mancina e Anna Montefalcone.

I seggi
In ciascun comune è costituito almeno un seggio per lo svolgimento delle elezioni. Di ogni seggio, viene definito e pubblicato su apposita sezione del sito web www.ulivo.it l’ambito territoriale, facendo riferimento alle circoscrizioni amministrative, ove esistenti, o alle vie e piazze in esso ricomprese, in modo da garantirne l’omogeneità complessiva.

I collegi della provincia di Foggia
Sono sei e devono eleggere i seguenti componenti delle assemblee nazionale e regionale

1. SAN SEVERO
Apricena, Chieuti, Lesina, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate, San Severo, Serracapriola, Torremaggiore
4 componenti dell’Assemblea costituente nazionale da eleggere
9 componenti dell’Assemblea costituente regionale da eleggere

2. SAN GIOVANNI ROTONDO
Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Peschici, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, Vico del Gargano, Vieste
4 componenti dell’Assemblea costituente nazionale da eleggere
7 componenti dell’Assemblea costituente regionale da eleggere

3. FOGGIA-LUCERA
Alberona, Biccari, Bovino, Carlantino, Casalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia, Castelluccio Valmaggiore, Castelnuovo della Daunia, Celenza Valfortore, Celle di San Vito, Faeto, Foggia (32 sezioni), Lucera, Motta Montecorvino, Orsara di Puglia, Panni, Pietramontecorvino, Roseto Valfortore, San Marco la Catola, Troia, Volturara Appula, Volturino
4 componenti dell’Assemblea costituente nazionale da eleggere
7 componenti dell’Assemblea costituente regionale da eleggere

4. FOGGIA-CENTRO
4
componenti dell’Assemblea costituente nazionale da eleggere
9 componenti dell’Assemblea costituente regionale da eleggere

5. CERIGNOLA
Accadia, Anzano di Puglia, Ascoli Satriano, Candela, Carapelle, Castelluccio dei Sauri, Cerignola, Deliceto, Monteleone di Puglia, Ordona, Orta Nova, Rocchetta Sant’Antonio, Sant’Agata di Puglia, Stornara, Stornarella
5 componenti dell’Assemblea costituente nazionale da eleggere
9 componenti dell’Assemblea costituente regionale da eleggere

6. MANFREDONIA
Isole Tremiti, Manfredonia, Margherita di Savoia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli, Zapponata
5 componenti dell’Assemblea costituente nazionale da eleggere
11 componenti dell’Assemblea costituente regionale da eleggere

Come organizzare i seggi?
L’invito è a individuare seggi accessibili e non coincidenti con sedi di partito. L’obiettivo è rendere agevole il voto, evitando code troppo lunghe e seggi difficilmente individuabili. Si punta a organizzare almeno un seggio in ciascuno dei 64 comuni, più seggi nel comune capoluogo e nelle città più grandi.
In ogni seggio ci dovranno essere 5 persone addette alle procedure di votazione. Il giorno precedente a quello del voto dovranno essere trasportati tutti i kit e le schede di voto.
In ogni seggio saranno allestite 4 urne, 2 per l’elezione del segretario e dei componenti all’assemblea costituente regionale e due per il segretario e dei componenti dell’assemblea costituente nazionale.
Nel kit elettorale, ci sono anche manifesti che saranno affissi all'esterno per fare individuare la sede del seggio, insieme a due bandiere dell'Ulivo e del tricolore, i registri per verbalizzare i voti, i pacchetti di ricevute per i 5 euro che si dovranno versare (2 euro per chi ha meno di 25 anni), la liberatoria che l'elettore sottoscriverà per permettere l'inserimento del proprio nome nel registro degli elettori, schermi per la protezione della riservatezza del voto, le matite copiative.

Quando si sapranno i nomi dei candidati?
Le candidature per i collegi saranno convalidate e rese pubbliche il 22 settembre.

Chi potrà votare il 14 ottobre?
Tutti coloro che abbiano compiuto 16 anni alla data del 14 ottobre 2007 e che siano:
- cittadini italiani;
- cittadini dell’Unione Europea residenti in Italia;
- cittadini di altri paesi purché in possesso di regolare carta o permesso di soggiorno o documento equiparato (es: ricevuta rilasciata dagli Uffici postali attestante la regolare presentazione della richiesta di permesso o di suo rinnovo).

Come si vota?
Occorre presentarsi al seggio territoriale di competenza fra le ore 7 e le ore 20 di domenica 14 ottobre con la carta di identità o documento equipollente e con la tessera elettorale (non è richiesta ai minorenni ed ai cittadini stranieri), dichiarare di voler partecipare alla costituzione del Partito Democratico, versare almeno 1 euro a testa quale contributo alle spese. Gli studenti universitari e i lavoratori fuori sede potranno votare nella città dove studiano o lavorano.
Agli elettori saranno consegnate due schede: una per l’elezione nazionale e una per quella regionale. Ogni scheda presenterà tanti riquadri quanti saranno le liste presentate nel collegio. Ogni riquadro conterrà nell’ordine: l nome o logo della lista, il nome del candidato Segretario nazionale o regionale sostenuto dalla lista, i nomi dei rispettivi  candidati all’Assemblea Costituente nazionale o regionale.
Il voto si esprime apponendo un unico segno in un qualsiasi punto di uno dei riquadri.
La dislocazione territoriale dei seggi sarà adeguatamente pubblicizzata.


4 settembre 2007


Oggi riunione del Comitato per Rosy Bindi

Oggi, alle ore 17:00, nella sede del Comitato "14 Ottobre" della provincia di Foggia, a Foggia, in via Giacomo Matteotti 35, è stata organizzata una riunione del Comitato per il sostegno a Rosy Bindi, candidata alla Segreteria nazionale del Partito Democratico. L'incontro, che sarà coordinato da Pino Marasco, è indirizzato al collegio numero 1 San Severo, comprendente i comuni di Apricena, Chieuti, Lesina, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate, San Severo, Serracapriola e Torremaggiore, dal quale dovranno risultare eletti 4 componenti per l'assemblea nazionale e 9 componenti dell'assemblea regionale.

Come raccomandato con circolare dell’Ufficio di Presidenza del Comitato “14 ottobre” nazionale, indirizzata ai presidenti dei Comitati promotori provinciali e regionali, ai segretari regionali e provinciali dei Democratici di Sinistra, ai Coordinatori regionali e provinciali di DL-La Margherita, ai responsabili delle Associazioni uliviste e ai responsabili dei soggetti politici aderenti alla Costituente e nello spirito del processo costituente del Partito Democratico, si ricorda che «le sedi e le strutture dei partiti promotori e degli altri soggetti partecipanti, nella fase costituente, siano da ritenersi aperte e agibili a tutti i candidati senza distinzioni o preferenze tra loro».

I Comitati “14 Ottobre” provinciali e quelli cittadini, sono istituiti con la missione di «aprire le porte alla partecipazione dei cittadini» e svolgere «funzioni di garanzia verso tutti coloro che intendono partecipare attivamente al processo».
Nella sede di via Giacomo Matteotti 35, così come nelle altre che dovranno essere individuate nei 64 comuni della provincia di Foggia, devono essere pienamente agibili « gli spazi e le strutture territoriali dei partiti per eventuali iniziative di cui facessero richiesta come per esempio la raccolta delle firme, la presentazione di candidature, l’organizzazione di appuntamenti, manifestazioni, dibattiti».


4 settembre 2007


Ragni, aprire davvero un ciclo nuovo

Pubblichiamo di seguito l'intervento che il segretario cittadino dei Ds di Vieste, Aldo Ragni, ha tenuto ieri all'incontro pubblico con Enrico Letta, candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico, a Foggia, nella Sala del Tribunale della Dogana.

Aprire un ciclo nuovo

di ALDO RAGNI

«Il nostro compito è di aprire un ciclo nuovo nella vita dell’Italia, della sua democrazia e delle sue istituzioni».
Con questa frase si apriva la mozione che Piero Fassino ha presentato al congresso DS dello scorso aprile, con la quale a larga maggioranza decidemmo la trasformazione dell’Ulivo in Partito Democratico.
In queste settimane nelle quali siamo impegnati alla preparazione delle liste ed alla formazione dei vari comitati è diventato un po’ un obbligo "prendere partito" e dire con quale candidato ti schieri col rischio che tutto si risolva nel piantare una bandiera, cercando di farlo col massimo del consenso.
Limitare la discussione sulla preferenza per un candidato rispetto ad un altro rischia, infatti, di svuotare di contenuti il processo di costruzione del PD e di farci perdere di vista il vero obiettivo al quale dobbiamo lavorare, la nascita di un vero e grande partito riformista di centrosinistra.
Occorre riportare al centro della discussione il progetto anche se in molti preferiscono discutere di liste, organigrammi, posti.
Un partito, infatti, non nasce per riposizionare i gruppi dirigenti o per sostenere meglio un governo o perché la contingenza del sistema politico lo richiede; se fosse così non si andrebbe molto lontano.
Un partito nasce da una lettura del tempo, del mondo, da una visione: che nel nostro caso si fonda sulla centralità dell'individuo.
La persona, dunque, come la chiave più moderna di una crescita che fonde benessere e cittadinanza.
E l’accesso alla cittadinanza di milioni di uomini e donne che oggi (nel mondo, ma anche in Italia e soprattutto qui al Sud) sono meno liberi di altri, perché nascono nel posto sbagliato, nella famiglia sbagliata o semplicemente per quello che sono, deve rappresentare un punto cardine del progetto del nuovo partito.
In fondo qui, il PD appunto, sta il punto di incontro tra la cultura liberale, il solidarismo cristiano e una sinistra che non rinuncia alla sua battaglia per l’uguaglianza.
Ma il PD avrà successo se milioni di persone lo vivranno come un fatto nuovo. E come un atto di coraggio.
E perché questo accada noi non possiamo descrivere un'operazione tanto ambiziosa – lo dico soprattutto ai miei amici e compagni di partito - in continuità lineare con tutto quello che abbiamo detto e fatto nel corso degli ultimi quindici anni.
E' vero, senza l'Ulivo, la tenacia dei DS, i gruppi unici in Parlamento e soprattutto le primarie dell’ottobre 2005, oggi non potremmo neppure parlare di PD.
Ma – diciamoci la verità – per anni molti di noi hanno sempre pensato che le ragioni oggi assorbite nel PD dovessero trovare sbocco dentro il solco e l'evoluzione della sinistra italiana.
Su questo abbiamo investito, con generosità ma senza successo.
Abbiamo allora accettato una scommessa diversa, la sfida che ci ha chiesto di raccogliere Romano Prodi alle elezioni europee del 2004, Uniti nell’Ulivo. Da lì è poi partito tutto.
Abbiamo imboccato una strada che va oltre la sinistra e che investe culture che del riformismo hanno una matrice, valori e radici diverse.
Riconoscere che abbiamo preso una strada diversa significa rendere più forte questa nostra innovazione.
Nel senso che il successo del nuovo partito deve essere il frutto di una rottura, di un balzo, non di un compimento.
Io capisco il senso nel rivendicare quella continuità perché rappresenta una garanzia in più per una classe dirigente che ha moltissimi meriti nella vicenda di questi anni.
Primo tra tutti aver portato la sinistra a vincere e a governare in tante città e regioni. Per due volte nel Paese. Ma bisogna distinguere. E capire che la forza di questo progetto sarà anche - non solo, ma anche - nel prendere atto che una classe dirigente non può condurre con la stessa forza e credibilità stagioni diverse.
E che la sfida adesso è accompagnare questo processo, nella consapevolezza che toccherà ad altri proseguire il percorso.
Penso che dirlo - con rispetto, con misura, ma dirlo - non sia solo un atto di sincerità. Ma anche un attestato di stima verso chi ha creato le condizioni per giungere fino qui. Mentre tacere di questo sarebbe oggi una reticenza.
Non ne faccio una questione anagrafica o di provenienza partitica ma di credibilità del progetto politico. Dobbiamo pensare a domani, non a ieri.
Lo abbiamo detto in tante lingue, il PD è il primo partito post ideologico di questo Paese.
È il partito che ci consente di consegnare definitivamente alla storia le divisioni ideologiche tra le famiglie dei democratici e dei riformisti che hanno attraversato la storia del secolo scorso.
Dobbiamo avere il coraggio di guardare avanti, di guardare sì con simpatia al passato ma soprattutto con curiosità al futuro.
Abbiamo bisogno di aprire le nostre menti alle nuove sfide alle quali questo secolo ci mette di fronte.
Ed io dico che una delle sfide principali nel nostro paese è la lotta alla cooptazione.
Mi convinco sempre di più che il vero dramma di questo Paese (nella politica come nell’economia) è che ci sono un paio di generazioni che sono fuori dalla porta.
E che magari sono proprio quelle generazioni, come dice Francesco Boccia, in grado di dare il meglio di loro stessi proprio nel periodo della loro vita in cui sono tenute fuori.
Le ragioni di fondo di questo ritardo sono sostanzialmente due: il familismo (specie in economia) che premia la parentela e, appunto, la cooptazione (dove in politica gli esempi si sprecano) che premia la fedeltà.
Il problema della cooptazione qual è: che i tempi non li decide il cooptato ma il cooptante che, per ovvie ragioni, tende sempre a spostare in avanti l’appuntamento della sostituzione.
Per restare al tema del PD ci sono tanti giovani che vogliono essere protagonisti nella costruzione del nuovo partito con le proprie idee, con la propria passione, con la propria freschezza ai quali non si può dire che il loro turno è sempre il prossimo.
Nel libro di Andrea Romano, Compagni di scuola, troviamo le ragioni di tutto ciò: il gruppo dirigente che gestisce le sorti della sinistra italiana da oltre vent’anni - a Roma come a Foggia - si scontra, si combatte, si fa gli sgambetti, ma alla fine non ha mai smesso di fare squadra tra loro in una logica di sopravvivenza comune che aveva lo scopo di ridurre i pericoli dell'inserimento sulla scena di altri potenziali protagonisti.
Ecco perché per superare questi ancoraggi occorre un investimento, anzitutto culturale, tale da imporre regole per la selezione delle classi dirigenti come bussola per la modernizzazione del Paese.
Ecco perché credo che delle primarie dobbiamo farne lo strumento indiscusso di selezione delle classi dirigenti a partire dalla candidatura per il prossimo Presidente della Provincia.
Perché tutti devono sentirsi in discussione. Non esistono posizioni di rendita acquisite per sempre. Nulla è dovuto, tutto si deve conquistare.
Dove sta scritto che un Presidente, un Sindaco, un Parlamentare o un Consigliere Comunale deve essere per forza ricandidato a quella carica?!
La candidatura di Letta esprime il senso e le stesse ragioni per le quali stiamo costruendo il PD restituendo alle primarie il valore della competizione.
La stessa candidatura di Emiliano alla segreteria regionale dimostra questo e le reazioni scomposte e nervose di una parte di quel gruppo dirigente che oggi subisce quella candidatura ma che si è rivelato così debole da non potersi opporre che cosa dimostra se non la paura di mettersi in discussione.
Alle primarie del 14 ottobre non si mette in discussione ciò che di buono e persino di grande è stato fatto sin qui.
Al centro del confronto c’è ciò che di buono e speriamo di ancora più grande faremo da qui in avanti.
Ed è su quello che saremo giudicati.


3 settembre 2007


Il Manifesto dei cattolici nel Partito Democratico

«Una scommessa sul presente». Così si intitola la introduzione al Manifesto di Assisi che, ieri, è stato sritto a conclusione del convegno “Cattolici, Democratici, Riformatori. È il tempo nuovo”, che ha raccolto gli ex popolari della Margherita sostenitori del ticket Walter Veltroni-Dario Franceschini alla guida del Partito Democratico.
«Noi cristiani democratici - recita il testo del Manifesto - affrontiamo, nella politica, la sfida della costruzione del futuro con la convinzione che proprio nel momento del crollo delle ideologie totalizzanti i nostri valori di fondo sono rimasti ben saldi e possono diventare patrimonio comune: l’impegno nelle istituzioni e nella società civile improntato allo spirito della fratellanza e al rispetto della persona. Questi valori e queste sensibilità vogliamo alimentare e condividere nel nuovo partito.
Nelle attuali società democratiche, altamente differenziate e frammentate, la partecipazione e l’iniziativa politica richiedono un ripensamento radicale. Le tradizioni che si ispirano alle migliori esperienze delle forze popolari e riformatrici hanno il compito di scommettere su di un nuovo inizio, per generare politiche nuove che scaturiscano dall’interazione tra culture politiche diverse, ma che hanno in comune l’attenzione alle relazioni sociali, la lotta contro le emarginazioni, l’impegno per valorizzare ogni singola persona.
I cattolici hanno sempre dato un contributo fondamentale alla società italiana e in particolar modo alla nascita e agli sviluppi della democrazia repubblicana. Non hanno mai mancato di misurarsi con i grandi mutamenti storici, di interrogarsi su di essi e di trasformarli in occasioni per fare evolvere la loro cultura e la loro visione politica.

Noi cattolici democratici affrontiamo la sfida della costruzione del futuro con la convinzione che proprio nel momento del crollo delle ideologie totalizzanti i nostri valori di fondo possono diventare patrimonio comune. In questo quadro il Partito Democratico, non solo un nuovo partito, ma soprattutto un partito nuovo, intende ispirarsi alle migliori esperienze delle forze popolari e riformatrici della storia italiana per promuovere una nuova classe dirigente e contrastare ogni concezione aristocratica e oligarchica della politica.
Noi abbiamo scelto con convinzione il centrosinistra, identificandolo come luogo nel quale possono trovare terreno fertile i valori in cui crediamo e la possibilità di mettere in atto una nuova progettualità politica. È con questo spirito che abbiamo deciso di promuovere il Partito Democratico, insieme a donne e a uomini di altre tradizioni e culture politiche del nostro Paese.
Non intendiamo creare, nella casa comune del Partito Democratico, stanze riservate. Nutriamo l’ambizione di rendere accogliente l’intera abitazione per tutti coloro che vogliano condividere questo nuovo progetto. Questo non significa, ovviamente, che i cattolici democratici non abbiano uno specifico bagaglio di valori da portare nel nuovo soggetto politico, come ad esempio una laicità che non rinuncia al valore dell’ispirazione religiosa, ma la vive come garanzia di libertà o una ispirazione moderata che impone il rispetto dell’avversario, il rifiuto della violenza reale o simbolica e il rispetto della pluralità e del pluralismo. Che concepisca una politica che non insegua i desideri, ma che ascolti i bisogni. Che riporti nella politica la dimensione sociale e partecipativa.

In un mondo che rischia di essere unilateralmente dominato dall’economia e dalla tecnica, è necessario ritrovare il senso dell’essere persona, nella sua unicità, fragilità, bellezza. La fase storica che stiamo vivendo richiede un profondo e convinto recupero di valori, che possano fare da bussola per tracciare la rotta in uno scenario sempre più mosso e mutevole.
Dinanzi agli sviluppi delle ricerche scientifiche e tecnologiche, ad esempio, una sempre più ampia e critica diffusione delle conoscenze è condizione indispensabile per l’esercizio di una cittadinanza attiva. Il consolidamento stesso della democrazia è inseparabile dallo sviluppo di una democrazia delle conoscenze.
Nelle battaglie di civiltà per il prossimo futuro un ruolo centrale spetterà alle istituzioni europee. In quest’ottica, il Pd dovrà far ricorso alla sua lunga storia di vocazione europeista. Il compito assolutamente imprescindibile, quindi, è quello di alimentare l'efficacia delle decisioni e l'autorità politica delle Istituzioni europee e rafforzare le relazioni con i paesi e le aree vicine. L’Europa, del resto, non potrà che essere un trampolino per affrontare adeguatamente le sfide globali che ci attendono. Per affrontare queste problematiche, infatti, abbiamo bisogno di una solidarietà che vada oltre i consueti legami di sangue, affettivi, culturali. Tutte le persone, tutti i popoli della terra sono uniti da un destino comune, che impone politiche comuni fra i cittadini di una stessa Terra patria.
Più nel dettaglio, possiamo individuare alcune delle principali sfide che attendono l’umanità nei prossimi anni e sulle quali il Pd vorrà dare il suo contributo, ovvero: il governo delle instabilità climatiche, la transizione energetica verso risorse rinnovabili, la lotta contro le povertà materiali e le miserie morali, il governo delle innovazioni tecnologiche, la pacificazione globale, la promozione di una cultura pluralistica, la difesa e l’estensione dei diritti umani.
Al nascente Partito Democratico spetta il compito cruciale di adottare una visione delle identità che sia evolutiva, flessibile, inclusiva proprio nei confronti delle plurali tradizioni politiche e culturali che lo compongono. Al suo interno, come nell'ambito dell'intera società italiana, deve far propria e diffondere la convinzione che le odierne società complesse, per non degradarsi e non sgretolarsi, hanno bisogno irrinunciabile di una pluralità di posizioni e di punti di vista, ma soprattutto hanno bisogno di contesti, di spazi e di tempi in cui queste posizioni e punti di vista possano evolvere insieme, scambiandosi vicendevolmente le proprie interrogazioni e le proprie conquiste».


3 settembre 2007


Un pezzo di Foggia tra iMille per Veltroni

Oltre a Ivan Scalfarotto, c’è anche Mirella Reitani a portare un pezzo di Foggia ne iMille, movimento politico nato sulla rete che sostiene la candidatura di Walter Veltroni alla guida del Partito democratico. Se Scalfarotto, nato a Pescara, è stato nel capoluogo dauno fino alla maturità classica, la Reitani è nata a Cerignola, ma esercita la professione di avvocato a Milano.
Sabato e domenica “iMille” hanno tenuto la loro assemblea nazionale alla Casa della Cultura di Roma. È stato confermato Marco Simoni come portavoce di un movimento composto da persone di diversa provenienza professionale e geografica: giovani professori e studenti universitari, dirigenti e lavoratori precari, ricercatori nelle università italiane ed europee, imprenditori, giornalisti, impiegati della pubblica amministrazione: tutti accomunati dal volere un Partito democratico che sia moderno, laico e di sinistra.
“iMille” sono oggi presenti in sette regioni italiane: Toscana, Piemonte, Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Puglia, Veneto e una marcro regione pensata per l’estero. Hanno finora aderito, tra gli altri, Luca Sofri e l’astronoma Sandra Savaglio, nel 2004 in copertina sul settimanale americano Time come emblema della “fuga dei cervelli”. Hanno dato il loro appoggio alcuni esponenti dei partiti come Giovanna Melandri, Ermete Realacci e Anna Finocchiaro. Molti sono i contatti con le altre associazioni: tra queste, Legambiente, il movimento “Giovani per la Costituzione”, la Lista Innovazione e la parte riformista della Cgil.
Il movimento ha lanciato nei giorni scorsi un wiki per la produzione del programma, diventando il primo soggetto politico nazionale a costruire un manifesto programmatico col metodo wiki, lo stesso su cui si fonda Wikipedia, la più grande enciclopedia online.
Dopo due mesi di dibattito, i volontari della community hanno riassunto i temi principali nelle sezioni "Merito e uguaglianza", "Democrazia e diritti", "Equità generazionale e futuro". Chiedono di uniformare a 18 anni l'età minima per votare alla Camera e al Senato, mutui a 40 e 50 anni, Banche del tempo per la flessibità degli orari.





3 settembre 2007


Stasera riunione del Comitato provinciale “14 Ottobre”

Alle 19:30 di oggi, lunedì 3 settembre, è convocata la riunione dei 39 componenti del Comitato “14 ottobre” della provincia di Foggia.

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