Blog: http://comitato14ottobredellaprovinciadifoggia.ilcannocchiale.it

PD? Dico la mia!” Tante voci per il nuovo partito

Alla Festa dell’Unità di Genova, in corso fino al 16 settembre, sarà distribuito il questionario “PD? Dico la mia!”. È stato realizzato dalla scuola di formazione politica “Per fare politica”, nell’ambito del progetto “In prima fila”, con domande sui valori fondanti del Partito Democratico, i principali obiettivi che il nuovo partito deve perseguire per il nostro paese e come si deve organizzare.
Al questionario è possibile dare una sola risposta a ogni domanda, segnando con una X quella che più si avvicina all’opinione dell’intervistato anche se non coincide perfettamente. Qualora si sia tentati di dare più di una risposta alla stessa domanda perché corrispondono almeno in parte al modo di pensare dell’intervistato, l’invito è a segnare solo quella che si considera prioritaria. Ecco il questionario.

1. UN PARTITO DI VALORI

1.1. Per quanto riguarda la democrazia reale e i suoi valori, il PD:

• non aggiunge né toglie nulla alla attuale situazione
• tende a assorbire il dinamismo di movimenti e partiti minori
• alza il livello di democrazia del Paese

1.2. Per quanto riguarda la convivenza e la giustizia sociale e civile, il PD:

• è maggiormente in grado di coalizzare idee e iniziative per il lavoro e per il benessere sociale anche attraverso un’equa distribuzione della ricchezza e delle opportunità
• non sarà in grado di esprimere almeno nel prossimo futuro l’idealità e la mobilitazione necessarie
• realisticamente riuscirà ad esprimere una sintesi programmatica in cui prevarranno soluzioni più o meno valide o pasticciate di cultura laica o cattolica

1.3. Per quanto riguarda legalità e sicurezza, il PD:

• deve agire con estremo rigore e con efficacia e coerenza legislativa e repressiva partendo dal presupposto che la legalità non è né di destra né di sinistra
• deve gestire la situazione con buon senso e tolleranza combattendo la psicosi della illegalità diffusa.
• deve perseguire un disegno di ampio respiro che vada alle radici del disagio e dell’agire criminale

1.4. Per quanto riguarda i valori della famiglia, il PD:

• punta alla difesa indiscutibile dei valori tradizionali con una forte attenzione alle convinzioni morali e alle consuetudini sociali e religiose del nostro paese
• punta alla salvaguardia di alcuni valori tradizionali sia cattolici che laici tenendo tuttavia conto dei profondi cambiamenti del tessuto sociale
• punta a garantire al massimo possibile ogni libertà individuale e di coppia.

1.5. Per quanto riguarda la globalizzazione e il ruolo internazionale, il PD:

• conferma le scelte di schieramento fatte dal paese e punta al superamento dei conflitti attraverso il rafforzamento degli organismi internazionali
• dovrà puntare ad una politica di interesse strettamente nazionale limitando gli impegni e i vincoli in particolare europei quando troppo onerosi
• dovrà schierarsi senza indugi per il disimpegno italiano da qualsiasi fronte a qualsiasi titolo aderendo solo ai grandi temi di salvaguardia dell’ambiente e della pace.


2. UN PARTITO PER L’ITALIA

2.1. In Italia nel rapporto centro periferia, quale linea deve adottare il PD:

• Un ruolo più forte dello Stato sul territorio
• Più decentramento amministrativo e federalismo fiscale
• Razionalizzare l’attuale situazione

2.2. I due paesi, il Nord il Sud e il PD

• Il PD deve appoggiare una forte e aggressiva iniziativa antimafia in tutto il Sud perché altrimenti esisteranno sempre due paesi
• E’ necessario un piano per il Sud di investimenti e iniziative di lungo periodo in vari campi per costruire le basi di un salto di qualità.
• Il Sud e il Nord sono solo categorie geografiche e più si usano due pesi e due misure più le differenze si accentuano

2.3. Le infrastrutture del paese (strade, autostrade, ferrovie, porti, discariche, ecc.) sono insufficienti e arretrate rispetto alle esigenze, il PD:

• Deve considerare una priorità assoluta la loro realizzazione o modernizzazione e, nell’interesse superiore del paese, contrastare ogni logica particolaristica non giustificata e il “no a tutto” o il “non nel mio giardino”.
• Deve avviare un processo di dialogo con tutti gli attori interessati dagli interventi strutturali seguendo nel limite del possibile le indicazioni ricevute ma poi proseguendo senza indugi per la strada definita in tempi prefissati
• Deve accettare in ogni caso il parere delle popolazioni locali e dei comitati spontanei dei diretti interessati ricercando soluzioni alternative

2.4. La pressione fiscale anche a fronte di servizi pubblici non sempre efficienti è piuttosto rilevante, il PD:

• Deve soprattutto portare avanti una politica di forte disimpegno dello Stato da alcuni servizi non essenziali in modo da ridurre i costi pubblici
• Deve in particolare rivedere l’attuale struttura di tassazione perché non è equa e colpisce soprattutto le classi meno abbienti.
• Deve soprattutto appoggiare le iniziative volte a contrastare l’evasione fiscale e rendere più efficiente e meno costosa la macchina burocratica

2.5. Per quanto riguarda il funzionamento della giustizia, il PD:

• Con la Riforma Mastella il processo di riordinamento della magistratura è praticamente cosa fatta
• La Riforma Mastella deve essere solo l’inizio di un processo di vera riforma della giustizia il cui vero problema per il cittadino sono i tempi e i costi oltre, naturalmente, la certezza della pena
• La giustizia è allo sfascio e il PD deve diventare meno accondiscendente con un sistema in gran parte disorganizzato e fortemente inefficiente.

2.6. Per quanto riguarda il rapporto fra politica e cittadini, il PD:
• Per prima cosa deve preoccuparsi della revisione della legge elettorale Berlusconi che ha favorito la frantumazione e l’instabilità politica
• Per prima cosa deve dare un forte segnale di cambiamento dal punto di vista morale impegnandosi senza tentennamenti contro i privilegi che il sistema politico e amministrativo hanno costruito per sé in tutti questi anni.
• Per prima cosa deve costruire o ripristinare un reale rapporto di ascolto e di partecipazione con i cittadini

2.7. Pensioni, lavoro, benessere sociale il PD:

• Deve difendere l’accordo sulle pensioni e sul welfare perché era il migliore che si potesse fare dati i vincoli e i cambiamenti in essere, come per esempio l’aumento dell’età media
• Deve darsi l’obiettivo di aumentare ulteriormente l’età pensionabile considerato il considerevole aumento dell’età media.
• Deve considerare che l’accordo che è stato fatto offre un cattivo se non pessimo esempio di politica di sinistra

2.8. Sanità, welfare, il PD

• Deve difendere la sanità pubblica ma anche incentivare quella privata
• Per garantire una migliore efficienza deve portare avanti un disegno di privatizzazione della sanità
• Deve mantenere la sanità in ambito pubblico migliorandone l’efficienza

2.9. Ricerca, sviluppo industriale ed economico, formazione, il PD:

• Dovrebbe essere favorevole a spostare risorse anche da altri servizi pubblici perché la ricerca è strategica per lo sviluppo del paese
• Dovrebbe essere favorevole a spostare risorse sulla ricerca ma alla condizione che non venga mai intaccato il livello dei servizi primari e sociali (sanità, assistenza, eccetera).
• Dovrebbe sostenere il principio di un maggior coinvolgimento del sistema industriale limitando il proprio apporto diretto e delegando ai finanziamenti europei la ricerca di base.

2.10. Immigrazione, integrazione, multiculturalità e PD:

• L’Italia è un paese ospitale ed è giusto e opportuno favorire l’immigrazione regolare per le esigenze produttive del paese agevolando il più possibile gli scambi fra culture, razze e religioni diverse
• Il nostro paese deve controllare di più gli ingressi e migliorare l’efficienza e l’efficacia del sistema di accoglienza in modo da selezionare meglio gli stranieri, favorendo una integrazione senza traumi da una parte e dall’altra.
• Il “buonismo” non è buona politica soprattutto di questi tempi. Bisogna aumentare il livello di attenzione e i controlli e stabilire un livello di tolleranza, superato il quale è necessario agire in modo drastico.


3. UN PARTITO DEMOCRATICO

3.1. La prima preoccupazione negli obiettivi e nell’attività quotidiana del partito

• L’interesse generale del paese
• L’interesse delle classi popolari e disagiate
• L’interesse del proprio elettorato di riferimento

3.2. Governo del paese e Partito Democratico

• Non deve esserci alcuna contraddizione fra le scelte che vengono fatte a livello governativo e i programmi e le iniziative del PD
• Partito e governo sono due cose ben distinte per cui è lecito che il Partito possa trovarsi in disaccordo e contestare il Governo ed è lecito che il Governo porti avanti istanze proprie e non condivise assumendosene le responsabilità
• Bisogna sempre trovare una giusta mediazione perché l’attività governativa è per forza di cose sottoposta a vincoli e necessità che esulano dalla volontà e dalla capacità di intervento dei singoli partiti.

3.3. Dissenso interno, correnti, gruppi, interessi di lobby, il PD:

• Il PD è un partito forte proprio grazie alle differenze esistenti. L’importante è che si riesca a trovare una sintesi comune attraverso il dialogo e il lavoro sugli obiettivi.
• Il PD è un partito nuovo in cui è necessario rimescolare le carte della propria appartenenza originaria favorendo nuovi apporti esterni
• Attraverso la lotta e la concorrenza fra opinioni diverse e diversi modi di affrontare le cose vincono i migliori e quindi si avrà la possibilità di emergere meglio anche nella lotta politica esterna.

3.4. Organizzazione, coinvolgimento, il PD:

• Deve essere una organizzazione basata sui propri iscritti regolarmente tesserati
• Si deve poter basare oltre che sui propri iscritti anche su simpatizzanti e attivisti della società civile che condividono ideali o attività
• Bisogna pensarlo come più come un “movimento” che come un “partito” e quindi il più flessibile ed eterogeneo possibile

3.5. Differenza di genere, il PD:

• La presenza femminile in politica è un elemento costitutivo della democrazia per cui è giusto stabilire che il 50% delle cariche interne e esterne siano affidate per regolamento alle donne del Partito
• La presenza femminile in politica è un elemento di grande valore democratico e organizzativo ma contano anche le abilità personali per cui è opportuno favorire la presenza femminile ma senza stabilire quote rigide
• In politica contano le persone. Donne o uomini che siano devono saper fare, saper rappresentare il Partito e i suoi valori e saper comunicare. E questi più che il sesso di appartenenza devono essere gli unici metri di valutazione.

3.6. Dirigenti del Nuovo Partito
• E’ determinante che abbiano molta esperienza e provengano dalle file delle precedenti organizzazioni e dall’attività politica quotidiana
• Serve una maggiore apertura al nuovo che premi anche l’ascesa di persone non necessariamente appartenenti ai precedenti partiti
• E’ opportuno cambiare tutto e tutti e dare inizio ad una nuova generazione di dirigenti di partito.

3.7. Qualità personali delle persone con ruoli di responsabilità nel PD
• In particolare essere bravi comunicatori, presentarsi bene, dialogare con i mass media, attirare attenzione e simpatia
• In particolare essere affidabili politicamente, di appartenenza definita, coerente e trasparente, buoni punti di riferimento organizzativo e politico
• In particolare devono avere capacità di fare squadra, attivismo e movimento, stimolare le persone a fare, lavorare per obiettivi e per progetti più che per ruoli definiti

SESSO M F

ETA’ ______

CITTA’ DI RESIDENZA ___________

PROFESSIONE ______________________

TITOLO DI STUDIO
• Elementare
• Media inferiore
• Media superiore
• Università

ALLE ULTIME ELEZIONI POLITICHE HO VOTATO ____________________________

Pubblicato il 30/8/2007 alle 19.23 nella rubrica SEGNALAZIONI.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web